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Perquisizione: ultime sentenze

4 Novembre 2019
Perquisizione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: provvedimento di perquisizione; indagini preliminari; reato di evasione fiscale; diritto al rispetto della vita privata; perquisizione domiciliare disposta dal pm; garanzia giurisdizionale; annotazione di informazioni estrapolate dal telefono nel verbale di perquisizione. 

Legittimità del decreto di perquisizione

In tema di mezzi di ricerca della prova, ai fini della legittimità del decreto di perquisizione e del conseguente sequestro, non è necessaria la consegna di copia dell’atto al co-detentore dei locali perquisiti e delle cose ivi rinvenute, essendo essa normativamente imposta solo nei confronti dell’indagato e di chi abbia la disponibilità di tali beni nei frangenti in cui si svolge l’atto a sorpresa.

Cassazione penale sez. II, 07/06/2019, n.34875

Perquisizione domiciliare

Sussiste una violazione dell’art. 8 Cedu sul diritto al rispetto della vita privata e familiare da parte di uno Stato contraente la cui legislazione non preveda un controllo giurisdizionale “ex ante factum” sulla legalità e sulla necessità di una misura istruttoria consistente in una perquisizione domiciliare nella fase delle indagini preliminari, né garantisca un controllo effettivo a posteriori della misura istruttoria impugnata.

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 27/09/2018, n.57278

Esecuzione di una perquisizione fittizia

La condotta del soggetto che, presentandosi come operatore della polizia, sostiene di dover eseguire una perquisizione fittizia nell’abitazione della persona offesa, comprimendone la libertà psichica e l’autodeterminazione, per impossessarsi dei beni della stessa, integra la minaccia costitutiva del reato di rapina aggravata.

Cassazione penale sez. II, 12/07/2018, n.35643

Provvedimento di perquisizione e sequestro: cosa deve indicare?

Il provvedimento di perquisizione e sequestro non deve trasformarsi da strumento di ricerca della prova in strumento di ricerca della notitia criminis; di conseguenza in esso devono essere individuati, almeno nelle linee essenziali, gli oggetti da sequestrare con riferimento a specifiche attività illecite, onde consentire che la perquisizione e il conseguente sequestro siano eseguiti non già sulla base di semplici congetture, ma trovino giustificazione in concrete ipotesi di reato rinvenibili nei fatti addebitati e permettendo la verifica del nesso di pertinenzialità nei sensi indicati all’articolo 253 del codice di procedura penale.

Cassazione penale sez. V, 24/05/2018, n.28721

Verbale di perquisizione: annotazioni di informazioni estrapolate dal telefono

Non configura un provvedimento di sequestro di dati informatici, neppure implicito, l’annotazione nel verbale di perquisizione di informazioni visionate dagli operanti di polizia giudiziaria ed estrapolate direttamente dal telefono nel corso della perquisizione, senza effettuare alcuna copia dei dati stessi.

Cassazione penale sez. V, 13/03/2018, n.25667

Ordine europeo di indagine

In tema di ordine europeo di indagine passivo concernente l’adozione di un provvedimento di perquisizione e sequestro, il decreto di riconoscimento che il pubblico ministero deve emettere, ex art. 4, comma 4, d.lgs. 21 giugno 2017 n. 108, è atto autonomo rispetto ai successivi atti esecutivi, e deve essere motivato, ai sensi dell’art. 125, comma 3, cod. proc. pen., in relazione a presupposti e limiti della procedura di cooperazione giudiziaria, sicchè non ne costituisce un equipollente il decreto di sequestro probatorio, nella cui motivazione sia trasposto il contenuto dell’ordine dell’autorità straniera.

Cassazione penale sez. VI, 07/02/2019, n.14413

Tardiva comunicazione del decreto di riconoscimento dell’ordine di indagine europeo

In tema di ordine europeo di indagine passivo, avente ad oggetto la richiesta di atti di perquisizione e sequestro, la tardiva comunicazione al difensore, oltre i termini previsti dall’art. 4, comma 4, d.lg. 21 giugno 2017, n. 108, del decreto di riconoscimento dell’ordine europeo di indagine integra una violazione del diritto di difesa, in quanto non consente all’indagato ed al suo difensore di proporre tempestiva opposizione al giudice per le indagini preliminari, eccependo la presenza di ragioni ostative all’esecuzione degli atti richiesti, e di impedire in tal modo la trasmissione, in caso di accoglimento dell’opposizione stessa, dei risultati di prova acquisiti sul territorio dello Stato.

Cassazione penale sez. VI, 31/01/2019, n.8320

Perquisizione e sequestro di cose pertinenti al reato

L’esecuzione ad opera della polizia giudiziaria di un decreto con cui il p.m. abbia ordinato la perquisizione e il sequestro delle cose pertinenti al reato, senza alcun’altra specificazione, comporta la necessità che il p.m. provveda alla convalida del sequestro, ai sensi dell’art. 355 c.p.p., in quanto la predetta indeterminatezza rimette alla discrezionalità degli operanti l’individuazione del presupposto fondamentale del sequestro e cioè della qualifica dei beni come corpo del reato (o cose ad esso pertinenti), la quale richiede un controllo dell’autorità giudiziaria (fattispecie relativa al sequestro di monete d’oro).

Cassazione penale sez. II, 10/01/2019, n.7315

Detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio

Sono individuabili una serie di elementi sulla base dei quali è lecito ipotizzare la detenzione ai fini della cessione dello stupefacente: a) la suddivisione in più involucri della sostanza stupefacente; b) una certa quantità di denaro in banconote da piccolo taglio; c) il tentativo di fuga alla vista degli operanti; d) le circostanze in cui avviene la perquisizione (orario serale, parchetti pubblici in cui era stata accertata in precedenza un’attività di spaccio). A questi indici si aggiunge la circostanza per cui, nell’immediatezza del fatto, il soggetto ha non abbia dichiarato che la sostanza stupefacente posta in sequestro non fosse finalizzata allo spaccio ma all’uso personale.

Tribunale Monza, 31/10/2018, n.2948

Provvedimento di perquisizione: nullità

La nullità del provvedimento di perquisizione non si trasmette a quello di sequestro delle cose rinvenute nel corso della sua esecuzione, né determina l’inutilizzabilità a fini di prova delle stesse.

Cassazione penale sez. V, 08/03/2018, n.32009

L’esecuzione di perquisizione e sequestro al giornalista

In tema di sequestro probatorio, l’esecuzione di una perquisizione e sequestro nei confronti di una delle persone indicate dagli art. 200 e 201 cod. proc. pen. non deve essere preceduta dall’avvertimento della facoltà di opporre il segreto professionale ( nella specie connesso all’attività di giornalista) o di ufficio e può dunque essere eseguita nelle forme ordinarie, senza ulteriori limitazioni sino all’opposizione per ” iscritto” del limite.

Cassazione penale sez. VI, 19/01/2018, n.9989


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