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Stato di necessità: ultime sentenze

5 Novembre 2019
Stato di necessità: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: stato di necessità; cause di esclusione della responsabilità; sanzioni amministrative; illecita occupazione di un immobile; esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia; elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo.

Esimente derivante da stato di necessità

In tema di sanzioni amministrative, l’esimente dello stato di necessità di cui all’art. 4 l. n. 689 del 1981, in applicazione degli artt. 54 e 59 c.p., presuppone la sussistenza di un’effettiva situazione di pericolo imminente di un grave danno alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l’erronea convinzione, provocata da concrete circostanze oggettive, di trovarsi in tale situazione.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che ha negato la sussistenza dello stato di necessità invocato sulla base del mero convincimento soggettivo da parte del trasgressore che la madre versasse in condizioni di pericolo).

Cassazione civile sez. VI, 17/06/2019, n.16155

Occupazione della casa comunale: è escluso lo stato di necessità?

L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia (confermata la condanna per la condotta tenuta dagli imputati; irrilevante il richiamo alla loro difficile situazione familiare: padre invalido al 100% e figlia, sostenuta dalla madre, in attesa di un figlio).

Cassazione penale sez. II, 02/05/2019, n.25225

Situazione di indigenza e scriminante dello stato di necessità

La situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, posto che l’esimente dello stato di necessità, che postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona non altrimenti evitabile, non può applicarsi a reati asseritamente provocati da uno stato di indigenza connesso alla situazione socio-economica qualora ad essa possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti (respinta la linea difensiva centrata su un presunto stato di necessità dell’imputato accusato di tentata rapina).

Cassazione penale sez. II, 06/03/2019, n.21990

Onere di allegazione ai fini dell’operatività dell’esimente dello stato di necessità

In tema di stato di necessità di cui all’art. 54 c.p., l’imputato ha un onere di allegazione avente per oggetto tutti gli estremi della causa di esenzione, sì che egli deve allegare di avere agito per insuperabile stato di costrizione, avendo subito la minaccia di un male imminente non altrimenti evitabile, e di non avere potuto sottrarsi, nemmeno putativamente, al pericolo minacciato, con la conseguenza che il difetto di tale allegazione esclude l’operatività dell’esimente.

Cassazione penale sez. I, 24/01/2019, n.12619

Reati causati dallo stato di bisogno economico

L’esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l’atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati asseritamente causati da uno stato di bisogno economico, qualora a esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non penalmente rilevanti.

Dunque lo stato d’indigenza non è di per sé idoneo a configurare la scriminante in questione, non presentando quegli elementi di attualità e inevitabilità del pericolo e atteso che alle persone che si trovano in tale stato è consentito di provvedere al soddisfacimento dei propri bisogni essenziali per mezzo degli istituti di assistenza sociale (nella specie, relativa a furto di energia elettrica, la Corte ha ritenuto correttamente motivato il diniego dello stato di necessità, per non essere stata ritenuta provata la sussistenza di un pericolo attuale di danno grave alla persona, potendo unicamente inferirsi dalle allegazioni difensive una situazione di difficoltà economica dell’imputato, non rilevante ai fini della scriminante).

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2019, n.18329

Indigenza economica e abusivo allaccio alla rete elettrica

L’esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l’atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati asseritamente causati da uno stato di bisogno economico, qualora ad esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non penalmente.

Dunque lo stato d’indigenza non è di per sé idoneo a configurare la scriminante in questione, non presentando quegli elementi di attualità e inevitabilità del pericolo e atteso che alle persone che si trovano in tale stato è consentito di provvedere al soddisfacimento dei propri bisogni essenziali per mezzo degli istituti di assistenza sociale (nella specie, relativa ad un allaccio abusivo alla rete elettrica, la Corte territoriale, con motivazione esente da vizi logico -giuridici, non ha ritenuto provata la sussistenza di un pericolo attuale di danno grave alla persona, potendo unicamente inferirsi dalle allegazioni difensive una situazione di difficoltà economica dell’imputato, irrilevante ai fini in disamina).

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2019, n.18329

 Illegittimo prelievo di acqua dalla conduttura idrica

La situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, atteso che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale (fattispecie relativa ad un illegittimo prelievo di acqua dalla conduttura idrica).

Cassazione penale sez. V, 30/11/2018, n.2114

Occupazione di beni altrui

Nella specifica e limitata ipotesi dell’occupazione di beni altrui, lo stato di necessità può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di trovare un alloggio al fine di risolvere, in via definitiva, la propria esigenza abitativa.

Cassazione penale sez. II, 22/11/2018, n.8881

Onere probatorio gravante sull’imputato

In tema di stato di necessità di cui all’art. 54 c.p., l’imputato ha l’onere di allegare tutti gli estremi della causa di esenzione, ossia di aver agito per insuperabile stato di costrizione, avendo subito la minaccia di un male imminente non altrimenti evitabile, e di non aver potuto sottrarsi nemmeno putativamente al pericolo minacciato, pena l’esclusione dell’esimente.

Tribunale Napoli sez. I, 12/10/2018, n.10913

Allontanamento del reato di evasione dagli arresti domiciliari

Anche la condotta di allontanamento del reato di evasione agli arresti domiciliari può essere giustificata dallo stato di necessità di evitare un pericolo o un danno grave alla persona. (Nel caso di specie, l’imputato si era allontanato dall’abitazione senza alcuna autorizzazione per recarsi da un suo cugino e senza fornire ulteriori spiegazioni)

Tribunale Torre Annunziata, 23/11/2018, n.3082

Violazione degli arresti domiciliari: quando non è riconoscibile lo stato di necessità?

Non sussistono i presupposti per il riconoscimento della causa di giustificazione dello stato di necessità prevista dall’art. 54 c.p., laddove l’imputato, colto in un esercizio commerciale posto a poca distanza dal domicilio presso il quale era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, dichiari di essersi allontanato dall’abitazione perché costrettovi dalla necessità di comprare il latte al figlio di un anno e quattro mesi di età, rimasto in casa con la madre.

Tribunale Napoli sez. I, 27/09/2018, n.10661


2 Commenti

    1. Nel voler individuare quali sono i presupposti dello stato di necessità, possiamo dire che:
      -vi deve essere una situazione di urgenza collegata alla necessità di salvare sé stessi o terzi da un pericolo. Conta la percezione soggettiva dell’urgenza e non quella effettiva. Tanto per fare un esempio, una persona che abbia delle fibrillazioni cardiache e tuttavia crede che si tratti di un inizio di infarto è scusata se corre con l’auto;
      -tale pericolo deve essere attuale, non quindi futuro o già superato;
      -tale pericolo deve consistere in un danno grave alla persona (e non, evidentemente, ai suoi beni: non si può, per esempio, fare una corsa in auto, violando il codice della strada per portare il cellulare a riparare perché caduto nell’acqua;
      -il danno, peraltro, deve essere sempre proporzionato al pericolo generato dal proprio illecito: non si può mettere a repentaglio la vita degli automobilisti per un naso che sanguina. La Cassazione di recente ha detto che non si può parlare di stato di necessità se una persona porta all’ambulatorio del veterinario il cane che sta per morire;
      -tale pericolo non deve essere stato determinato dalla condotta del colpevole;
      -l’illecito deve essere l’unico modo per poter evitare il pericolo: pertanto, tutte le volte in cui il pericolo è evitabile in altro modo lecito, oppure è prevedibile (potendo pertanto il soggetto muoversi in anticipo per evitare l’urgenza), non opera lo stato di necessità.
      Lo stato di necessità può essere richiamato per qualsiasi tipo di reato o sanzione amministrativa. Quindi vale dall’omicidio all’eccesso di velocità. Ovviamente chi invoca lo stato di necessità deve provare tutti i presupposti che abbiamo appena elencato. Diversamente verrà condannato. Per saperne di più, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/197680_stato-di-necessita-come-scusante

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