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L’assicurazione può contestare il Cid?

23 Ottobre 2019
L’assicurazione può contestare il Cid?

Modulo di constatazione amichevole: efficacia probatoria Cai indennizzo diretto.

Quando si fa un incidente stradale, sia esso lieve o con feriti, la legge obbliga l’automobilista a fermarsi immediatamente per fornire all’altro gli estremi della propria polizza assicurativa e della patente. Chi viola tale obbligo, nel caso in cui vi siano stati solo danni alle auto, commette un’infrazione stradale passibile di una semplice sanzione amministrativa (una multa da 294 a 1.174 euro); se, invece, ci sono feriti, si viene puniti a titolo di reato di “fuga”. È, infatti, obbligatorio attendere l’arrivo della polizia affinché rediga il verbale. Se poi dall’incidente sono derivate anche conseguenze importanti ai conducenti o passeggeri, per chi va via senza avvertire il 118 scatta l’ulteriore reato di “omissione di soccorso”. Maggiori chiarimenti in Incidente: che rischia chi non dà i dati dell’assicurazione?

È, inoltre, buona regola, ma non obbligatorio, compilare il Cid o, meglio detto, Cai (modulo di constatazione amichevole di incidente). Chi non ne ha una copia in macchina, non rischia alcuna sanzione, ma dovrà attendere più tempo per ottenere il risarcimento dell’assicurazione. Il Cid serve, infatti, per agevolare le pratiche dell’indennizzo diretto: la firma del modello presuppone, infatti, l’accordo tra gli automobilisti e la loro convergenza sulla dinamica del sinistro stradale. In buona sostanza, il Cid/Cai è una sorta di ammissione di responsabilità da parte di uno degli automobilisti.

Ma l’assicurazione può contestare il Cid? La compagnia potrebbe, ad esempio, negare l’indennizzo qualora ritenesse che il modulo sia solo il frutto di un’intesa truffaldina dei due conducenti volta a truffare l’assicurazione e a ottenere delle somme non dovute? La giurisprudenza ha fornito più volte numerosi chiarimenti su tale punto. Una recente ordinanza della Cassazione [1] ha ripercorso quello che è l’indirizzo ormai granitico seguito dalle aule di tribunale. Ecco cosa è stato detto.

Efficacia probatoria Cai

Il Cai ha efficacia probatoria solo tra le parti: esso cioè vincola, a quanto riportato sul modulo, solo i conducenti coinvolti nell’incidente che lo hanno firmato. Nessuno, quindi, potrà “rimangiarsi la parola” in un momento successivo o contestare la dinamica del sinistro, affermando che lo scontro si è verificato in modo differente rispetto alla ricostruzione contenuta nel Cid. In questo modo, la compilazione del modellino – che puoi scaricare al link Modulo constatazione amichevole – serve anche per rendere irretrattabili le dichiarazioni dei soggetti coinvolti e garantire alla compagnia che non sorgeranno contestazioni.

Il Cai, però, non vincola né l’assicurazione, né il giudice in caso di controversia sul risarcimento. Onde evitare, infatti, che le parti si accordino ai danni della compagnia, quest’ultima è libera di valutare se le dichiarazioni dei soggetti coinvolti siano verosimili e non presentino punti d’ombra. Potrebbe, ad esempio, risultare, dalla perizia eseguita dal fiduciario dell’assicurazione, che i punti di contatto tra le auto e i relativi danni siano incompatibili con la dinamica descritta nel Cid. 

L’assicurazione può contestare il Cid?

Sulla base dell’ultima osservazione appena fatta, possiamo ben comprendere perché l’assicurazione è libera di contestare il Cid, anche se sottoscritto dagli automobilisti coinvolti nello scontro. 

Detto in gergo tecnico, il Cai costituisce una «presunzione relativa» che può cioè essere superata dalla compagnia assicuratrice con una prova contraria che ne dimostri la simulazione.

Secondo la Cassazione, in caso di incidente stradale la parte danneggiata non può chiedere il risarcimento diretto alla propria assicurazione tenendo conto di quanto dichiarato nel modulo Cai quando quest’ultimo sia lacunoso e poco veritiero. 

Se la compagnia rileva indizi tali da far ritenere che il sinistro si sia verificato in modo diverso da quanto dichiarato nel modulo, il risarcimento può essere negato. Ed anche il giudice, nella successiva causa intentata dal danneggiato, non è tenuto a considerare come “oro colato” ciò che è stato riportato nel Cid. Esso non è, quindi, una prova in senso tecnico, ma solo un’ammissione di responsabilità da parte del conducente che si è assunto la colpa: ammissione che non può più essere ritirata, ma che non vincola il giudice (detto in termini da avvocati, non si tratta di una «prova legale», ma è liberamente apprezzabile dal giudice).

Gli indizi che potrebbero far ritenere falso il Cid sono, ad esempio, il fatto che, nonostante la gravità dell’incidente, non siano intervenuti gli agenti della polizia, non siano stati chiamati mezzi di soccorso o nessuno dei conducenti si sia recato al pronto soccorso, quantomeno per chiedere una visita di controllo.

Cid firmato da un solo conducente

La redazione del Cid presuppone che gli automobilisti abbiano condiviso la ricostruzione del sinistro e la relativa responsabilità. Ma non è detto che si raggiunga tale accordo e i conducenti potrebbero restare arroccati nelle rispettive posizioni. In tal caso, non si arriverà ad un Cai sottoscritto congiuntamente. Il Cai allora potrebbe essere redatto da uno solo dei due conducenti, solo al fine di inoltrare la pratica risarcitoria alla propria compagnia e chiarire la dinamica dello scontro, ma non avrà effetti nei confronti dell’altro soggetto coinvolto. 

Efficacia probatoria modulo constatazione amichevole: ultime sentenze

Responsabilità del sinistro stradale e valore probatorio del modello CAI con doppia firma

In merito alla rilevanza in giudizio delle dichiarazioni contenute nel c.d. modulo CAI che ai sensi dell’art. 143 cod. ass.ni i conducenti dei veicoli coinvolti o, se persone diverse, i rispettivi proprietari sono tenuti a denunciare il sinistro alla propria impresa di assicurazione, avvalendosi del modulo fornito dalla medesima si deve rilevare che in presenza della firma congiunta di entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro si presume, salvo prova contraria da parte dell’impresa di assicurazione, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso. Si tratta pertanto di una presunzione iuris tantum, efficace anche nei confronti dell’assicuratore, superabile con prova contraria che può emergere non soltanto da un’altra presunzione, che faccia ritenere che il fatto non si è verificato o si è verificato con modalità diverse da quelle dichiarate, ma anche da altre risultanze di causa.

Tribunale Crotone, 04/10/2019, n.1156

Valore probatorio delle dichiarazioni contenute nel modulo CAI.

In tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, la confessione contenuta nel modulo CAI proveniente da un soggetto litisconsorte facoltativo, qual è il conducente danneggiante non proprietario del veicolo, rispetto all’assicuratore ed al proprietario dello stesso, é liberamente apprezzabile dal giudice nei riguardi di costoro in applicazione dell’art. 2733, terzo comma, cod. civ., mentre ha valore di piena prova nei confronti del medesimo confidente, come previsto dall’art. 2733, secondo comma, cod. civ.

Tribunale Roma sez. XII, 03/09/2018, n.16767

Il verbale immediato di constatazione amichevole, se è sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte, compresa la data, genera una presunzione iuris tantum valevole nei confronti dell’assicuratore, e come tale superabile con prova contraria.

Tribunale Bari sez. II, 11/07/2018, n.3041

Il modulo di contestazione amichevole di un sinistro stradale sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte genera, nei confronti dell’assicuratore, una presunzione “iuris tantum” , superabile con qualsiasi mezzo di prova – anche di carattere presuntivo – idoneo a convincere il giudice che il sinistro non si sia mai verificato, o che si sia verificato secondo modalità diverse.

Giudice di pace Torino sez. IV, 27/02/2006

Il modulo di constatazione amichevole di un sinistro stradale sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte, compresa la data ha, nei confronti dei conducenti, il valore di confessione stragiudiziale resa alla parte, ed, a norma dell’art. 2735 c.c., produce i medesimi effetti della confessione giudiziale, con esclusione della possibilità di provare il contrario. Peraltro, ove sottoscritto dal conducente che non sia altresì proprietario, esso non produce alcun effetto confessorio nei confronti del proprietario del veicolo, nei cui confronti, ove entrambi siano parti in causa, è liberamente apprezzabile dal giudice. Si è inoltre evidenziato che nei confronti dell’assicuratore, il verbale di constatazione amichevole genera una presunzione «iuris tantum»; al fine di superare tale presunzione non è necessario che l’assicuratore dia la prova positiva delle effettive modalità di svolgimento dell’incidente, ma essa è superabile con qualsiasi mezzo di prova – anche altra presunzione – atto a convincere il giudice che il sinistro non si sia mai verificato, o che si sia verificato secondo modalità diverse.

Cass. 27 febbraio 2004, n. 4007; Cass. 21 febbraio 2003, n. 2659


Può essere superato il contenuto della constatazione amichevole di incidente dai rilievi contrari dell’assicurazione se non c’è produzione concreta di elementi positivi a fondarne la vericidità.

Modello cid da scaricare: Modulo constatazione amichevole

note

[1] Cass sent. n. 26975/2019.


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