Tumori: come possono combatterli sindaci e governatori

23 Ottobre 2019
Tumori: come possono combatterli sindaci e governatori

Intervista ad un oncologo che spiega il ruolo delle amministrazioni locali nella lotta contro il cancro.

Una città che favorisce gli stili di vita sani e una buona organizzazione sanitaria del territorio possono fare molto nella lotta contro il cancro. “Sindaci e governatori, dunque, hanno un ruolo importante per la prevenzione e la cura delle malattie oncologiche”, spiega all’AdnKronos Salute l’oncologo Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il cancro, che in collaborazione con il giornalista Mauro Boldrini ha scritto il libro ‘Ritorno alla vita. Conoscere, prevenire, sconfiggere il tumore’ (204 pagine, Guerini), nato per sensibilizzare gli amministratori di città e Regioni. Il volume, che raccoglie sei interviste a presidenti di Regione e cinque a sindaci, nonché le testimonianze di sei pazienti oncologici, sarà presentato oggi al Circolo Canottieri Aniene di Roma.

“Abbiamo voluto sollecitare i rappresentanti delle istituzioni locali e chiedere loro quali programmi stanno  realizzando per tutelare, a 360 gradi, la salute dei cittadini”, racconta Cognetti. “Questo riguarda in primis il delicato tema dell’ambiente, dal momento che le nostre città sono spesso inquinate e l’aria che respiriamo rappresenta sempre più un rischio per il nostro benessere. Inoltre – osserva l’oncologo – le piste ciclabili sono ancora scarse, la rete del trasporto pubblico molte volte è insufficiente, così come la presenza di aree verdi”. Elementi che non favoriscono il sano movimento e la riduzione dello smog. In più, oggi “il 26% degli italiani fuma regolarmente, uno su tre è sedentario e il 32% è in sovrappeso o addirittura obeso. Comuni e giunte regionali – ribadisce l’esperto – possono fare di più per promuovere la prevenzione oncologica sia primaria che secondaria”.

I sindaci, precisa Cognetti, “possono ad esempio creare luoghi di vita, dove poter svolgere attività fisica e far  crescere relazioni sociali per contrastare l’isolamento. Rendere la città più a misura di cittadino. I presidenti di Regione, che gestiscono la sanità, devono invece impegnarsi per un’organizzazione dei servizi sanitari accessibili, per l’incremento delle reti oncologiche, per un coordinamento efficace delle diverse strutture”.

“Oggi le evidenze scientifiche indicano che stili di vita sani possono ridurre i rischi di cancro anche del 40% e che una buona organizzazione dell’assistenza e delle cure migliora la sopravvivenza”, ricorda lo specialista, sottolineando la necessità di attenzione degli amministratori locali sul tema. “Purtroppo – riferisce – sono stati diversi i sindaci e i governatori che non hanno risposto alla nostra richiesta di incontro per la realizzazione del libro. Questo non è un buon segno, ma siamo fiduciosi nella crescita di attenzione al tema”.

Cognetti evidenzia che, come Paese, “siamo ai primi posti in Europa per i risultati registrati nella lotta a
neoplasie importanti e molto diffuse come quella al seno o alla prostata. Ma se vogliamo davvero fare un salto di qualità nell’assistenza, bisogna realizzare e rendere subito operativo il sistema delle reti oncologiche in tutte le regioni. Solo così possiamo garantire uniformità di comportamenti, governo dei percorsi dei pazienti ed equità di accesso alle cure in tutte le fasi della malattia“.

Nel Lazio, continua l’oncologo, “l’amministrazione regionale sta costruendo e implementando una rete per le patologie oncologiche che consente a tutti i pazienti della regione di usufruire di moderni percorsi di diagnosi e terapia ed eventualmente di essere indirizzati verso protocolli di trattamento con farmaci sperimentali. Uno degli esempi di maggiore rilievo della costruzione di questa rete è proprio la sinergia che si è venuta a creare tra il polo oncologico dell’università Sapienza tra le due varie sedi e l’Irccs oncologico Regina Elena, istituto specializzato di rilievo nazionale per i tumori”.



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