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Social contro logo di Italia Viva: cos’è successo?

23 Ottobre 2019 | Autore:
Social contro logo di Italia Viva: cos’è successo?

Le reazioni degli utenti su Facebook contro la scelta del logo di Italia Viva.

Com’è nato il simbolo di Italia Viva? Lo ha spiegato su Facebook la società Proforma, vincitrice del progetto per il logo della nuova formazione politica di Matteo Renzi. Come mai? La ragione è legata alle numerose critiche comparse sui social nei giorni del ‘contest’ per la scelta del simbolo ufficiale, quindi dalla sua presentazione alla Leopolda. I commenti più gettonati sono stati i seguenti: “Una marca di assorbenti”, “il simbolo di una compagnia aerea”, “ricorda un detergente intimo”.

Pertanto, Proforma ha deciso di replicare. Nella sua pagina Facebook, in un post, ha scritto: “Il nostro progetto per il simbolo di Italia Viva ha scatenato, come prevedibile, la solita gara di critiche sui social. Alcune spassose, alcune forse un po’ ingenerose. Tutto nella regola, intendiamoci, fa parte del gioco. Del resto, chi sceglie di fare il nostro meraviglioso mestiere sa che c’è sempre una controindicazione: sono tutti convinti di saperlo fare, un po’ come il commissario tecnico della nazionale. E allora – continua la società – mettiamo da parte aerei e creme, e proviamo a spiegare in poche parole la genesi di questo lavoro”.

Per spiegare com’è nato il logo di Italia Viva, Proforma ha suddiviso il post in 6 capitoli:

  • ‘Il brief‘. La società spiega che l’obiettivo era quello di “trovare un simbolo che segnasse una discontinuità con il passato della politica italiana. Un marchio-logotipo che risultasse originale, non riconducibile a matriciideologiche tradizionali e capace di parlare a tutti”;
  • poi, si passa al ‘segno‘. La società ha spiegato che l’intento era quello di fondere tre idee in una:
    • “una spunta”: quella che si mette sulle ‘cose fatte’, per evocare l’idea di concretezza;
    • due ali in volo, in quanto “in politica si deve essere concreti sì, ma bisogna sempre volare alto, per non smarrire la dimensione ideale”;
    • la V: “banalmente, l’iniziale di Viva. In basso – si legge ancora -, nella versione ‘elettorale’ del simbolo, abbiamo aggiunto una sezione di sfera, per suggerire una dimensione spaziale che riuscisse a esaltare l’efficacia visiva del volo”;
  • per quanto concerne “i colori“, Proforma spiega che “tutti sonoo sono stati già utilizzati da precedenti partiti o movimenti politici. Abbiamo provato a innovare, ‘scegliendo di non scegliere’ un solo colore ma un gradiente dai toni caldi, che partendo dal giallo arrivasse a un rosa-fucsia molto deciso. In combinazione, nel nome, con l’azzurro-nazionale. In omaggio a una regola che Italia Viva si è data per la sua organizzazione: per ogni carica ci saranno sempre una donna e un uomo”;
  • poi, “il carattere“, con la scelta “caduta su un font sobrio, senza grazie, moderno e pulito. Con un gioco maiuscole-minuscole che garantisce compattezza e leggibilità ma in una formula più distintiva, meno anonima”;
  • la composizione“, con il marchio che “non nasce direttamente per essere inquadrato in un cerchio. È stato concepito – spiega Proforma – con un respiro più ampio, come un brand capace di adattarsi a declinazioni diverse (merchandising, coordinato d’immagine, web) mutando nella composizione, senza perdere riconoscibilità ed efficacia”;
  • infine, la “giuria popolare“: “Il nostro simbolo – rivendica Proforma – è stato scelto dai militanti in una rosa che comprendeva altre due proposte concorrenti, realizzate da altre agenzie, attraverso una votazione online aperta ai militanti”.

Da ieri, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, insieme ai complimenti e ai ringraziamenti per la spiegazione, si sono moltiplicate nuove critiche al simbolo e alla decisione di dedicare un post alla questione.



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