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Aspetti legali della tassazione nel trading online

28 Ottobre 2019
Aspetti legali della tassazione nel trading online

Cos’è e come funziona il trading online? Cos’è e cosa fa il broker? Quante tasse si pagano sui guadagni derivanti dall’attività di trading?

Sempre più italiani cercano di guadagnare discostandosi dalle classiche professioni di un tempo. Internet e le nuove tecnologie hanno reso possibili attività che, in passato, erano assolutamente impensabili: basti pensare alle varie forme di telelavoro, un tempo nemmeno concepibili. Tra le nuove attività cui molto si dedicano, c’è anche il trading online, consistente nel cercare di guadagnare in internet in base alle oscillazioni dei mercati finanziari. Con questo articolo vorrei parlarti degli aspetti legali della tassazione del trading online.

Se anche tu stai cercando nuovi sbocchi lavorativi e pensi di poter investire un po’ del tuo denaro per tentare questa nuova via, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il trading online e come vengono tassati i guadagni.

Trading online: cos’è?

Non possiamo parlare della tassazione dei guadagni derivanti dal trading se non spieghiamo innanzitutto che cos’è il trading e come funziona. Devi sapere che fare trading online significa in buona sostanza speculare sui mercati finanziari utilizzando i servizi di un broker offerti per via telematica.

L’idea alla base del trading online è guadagnare dalla variazione delle quotazioni degli asset sui mercati finanziari. Col termine “asset” ci si riferisce a tutto quello che viene scambiato sul mercato finanziario, come azioni, bond, valute, materie prime, bitcoin, titoli di Stato o obbligazionari, indici, ecc.

In altre parole, fare trading online vuol dire acquistare e vendere titoli finanziari per mezzo del proprio computer con l’obiettivo di guadagnare sulla differenza di prezzo tra acquisto e vendita.

Se ne vuoi sapere di più, su Guidatradingonline.net puoi approfondire il tema del trading online.

Come funziona il trading online?

Come abbiamo detto, il trading online è un modo di investire in borsa che si può fare da casa col proprio computer: è sufficiente avere una connessione internet. Per poter investire in questo modo, però, occorre aprire un account presso un broker finanziario.

Cosa sono i broker? Sono società finanziarie che mettono a disposizione dei clienti le piattaforme mediante cui operare il trading, cioè per mezzo delle quali è possibile acquistare e vendere titoli finanziari. I broker acquistano e vendono i titoli per conto dei loro clienti (cosiddetti traders), e chiedono una commissione per le operazioni che eseguono. I broker possono essere banche, società di intermediazione mobiliare o società specializzate nel trading online.

È bene precisare questo punto: il trading online si può fare solo tramite un broker, perché non si può operare direttamente sui mercati finanziari. Il broker finanziario è, dunque, un vero e proprio intermediario che acquista e vende titoli per conto del cliente/trader.

Tasse sul trading: a quanto ammontano?

Fare trading online non è solo un ottimo modo per poter guadagnare da casa, abbattendo così ogni costo derivante da spostamenti o altre spese vive: i vantaggi del trading riguardano, infatti, anche la tassazione sui guadagni.

Fare trading online non comporta tutti gli oneri di una tradizionale partita Iva, in quanto non ci sono commissioni fisse da pagare, né c’è bisogno di un’iscrizione all’albo: ciò che si paga sono solamente le tasse sui profitti. Se non guadagni o se vai in negativo non c’è nessuna tassa da pagare.

Premesso che, ovviamente, solo i ricavi netti sono tassati, attualmente l’aliquota in vigore per i redditi da trading online è del 26 per cento. Ciò significa che, se hai guadagnato cento, dovrai dare allo Stato solamente ventisei: il resto rimane a te.

Come si pagano le tasse sul trading online?

Ci sono due modi per poter pagare le tasse sul trading online:

  • accettando che il proprio broker, cioè l’intermediario che vende e acquista titoli per il cliente, funga anche da sostituto d’imposta, autorizzandolo così a versare direttamente i soldi nelle casse dello Stato. In pratica, ciò che il broker ti verserà sarà guadagno netto, già tassato;
  • aderire, invece, al classico regime dichiarativo, dove il broker non assume il ruolo di sostituto d’imposta e il dovere di pagare le tasse resta a carico del cliente, il quale dovrà quindi dichiarare a fine anno i propri redditi e pagare le relative tasse.

C’è da dire che, in Italia, la maggior parte dei broker di trading online scelgono di non agire da sostituti d’imposta: ciò significa che essi non fanno la dichiarazione al posto dei loro clienti.

Perché informarsi sul trading online?

In conclusione, bisogna precisare che, se è vero che il trading online è un buon modo per guadagnare, è altrettanto vero che tale attività non per forza assicura degli introiti. La persona che comincia a investire col trading deve essere consapevole del fatto che i mercati finanziari sono a volte imprevedibili e che v’è la possibilità non solo di non guadagnare, ma perfino di perdere.

Dunque, prima di intraprendere qualsiasi attività di trading online, è sempre bene informarsi debitamente per correre meno rischi possibile.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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