Diritto e Fisco | Articoli

Acquisto merce rubata su eBay o Amazon

23 Ottobre 2019
Acquisto merce rubata su eBay o Amazon

Cosa rischia chi compra in buona fede un oggetto rubato da un sito internet?

Merce rubata: chi la compra rischia di essere processato per il reato di «incauto acquisto» (se agisce in buona fede, ma con negligenza e senza preoccuparsi più di tanto) o di «ricettazione» (se agisce in malafede, ossia con la consapevolezza che si tratta di refurtiva). 

Il punto è che non tutti sono in grado di valorizzare determinati aspetti della vendita che dovrebbero mettere in allarme e consigliare di soprassedere dall’accettare la merce. Specie quando si acquista su internet o su piattaforme online, è impossibile verificare in anticipo la provenienza illecita. In teoria, basterebbe il semplice sospetto per far scattare l’incauto acquisto. 

Di qui, il dramma di chi si trova davanti a un affare e deve, tuttavia, prendere una decisione in tempi brevi: controllare il proprio istinto compulsivo o cliccare col mouse sul bottone a forma di carrello della spesa? Cosa si rischia in caso di acquisto di merce rubata su eBay o Amazon? 

La risposta la fornisce, in buona parte, una sentenza della Cassazione [1]. Vediamo cosa hanno detto, in questa occasione, i giudici supremi. 

Acquisto in buona fede di oggetti rubati 

Ti potrà sembrare strano, ma la legge richiede a tutti, nel momento in cui si acquista un oggetto, di avere prudenza e desistere dalle operazioni che possono apparire “sospette”. Se qualcuno ti offre un Rolex a tremila euro è verosimile che si tratti di una contraffazione o di un oggetto rubato. Se qualcuno ti vende un’auto priva di libretto di circolazione e di atto proprietà è più che probabile che il veicolo sia di provenienza illecita. Se un passante ti chiede 200 euro per un cellulare nuovo di zecca, ancora con la custodia, ma senza garanzia e prova d’acquisto, non potrai certo pensare che si tratti di un rivenditore autorizzato ambulante. 

In questi casi, non ti basterà trincerarti dietro la tua buona fede: il fatto di non sapere che l’oggetto in questione provenga da un furto ti salva solo dal reato di «ricettazione», ma non da quello (seppur meno grave) di incauto acquisto per il quale la legge prevede l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda non inferiore a dieci euro. Mica poca cosa per chi, pur in buona fede, ha accettato il rischio.

Risultato: chi acquista in buona fede oggetti rubati, ma avrebbe dovuto sospettare – così come una persa di media diligenza – che si tratta di merce rubata, può andare in carcere. 

Se vuoi maggiori dettagli su questo tema, ti consiglio di leggere l’articolo Acquistare un oggetto rubato: cosa rischio?

Acquisto su internet di merce rubata: quali rischi?

Anche su internet bisogna alzare le antenne e mostrarsi prudenti. Specie quando vengono imbastiti siti privi di recensioni o di società sconosciute che, tuttavia, spacciano prodotti di marca a prezzi di gran lunga inferiori al mercato.

Ma le cose vanno diversamente quando c’è la garanzia di un intermediario qualificato come le piattaforme come Amazon o eBay.

In questi casi, secondo la Cassazione, non può contestarsi il reato di ricettazione a chi acquista sul canale eBay con pagamento tacciabile, sostenendo che ha accettato il rischio dell’illecita provenienza del bene. 

La Cassazione accogliendo il ricorso di un uomo condannato dai giudici di merito perché aveva acquistato dal noto sito di aste online 138 monete antiche, prive di interesse numismatico e ritrovate nel sottosuolo o nei fondali marini e, dunque, facenti parte del patrimonio indisponibile dello Stato. 

Per la Corte, nella fattispecie, manca l’intenzionalità della condotta che, come detto, è elemento determinante per la ricettazione. Difatti, il dolo «è configurabile in presenza della rappresentazione da parte dell’agente della concreta possibilità della provenienza della cosa da delitto e della relativa accettazione del rischio, non potendosi invece desumere da semplici motivi di sospetto». 

Quando, invece, il canale di acquisto è lecito (come appunto Amazon ed eBay), le modalità di vendita sono trasparenti e il pagamento viene eseguito con modalità tracciabili (di norma, tramite PayPal, bonifico o carta di credito) è molto più difficile, salvo ulteriori e più determinanti prove, parlare di reato da parte dell’acquirente. Conta poi anche la natura degli oggetti compravenduti che non deve destare sospetto. 


note

[1] Cass. sent. n. 41448/18 del 16.08.2018.

Cassazione penale sez. fer., 16/08/2018, (ud. 16/08/2018, dep. 25/09/2018), n.41448

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Lecce confermava, per quanto d’interesse in questa sede, la declaratoria di penale responsabilità, pronunciata dal locale Tribunale a carico di A.N. in ordine al reato (contestato al capo A della rubrica) di ricettazione di beni, provento del delitto di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176 (impossessamento illecito di beni culturali, appartenenti allo Stato).

L’imputato aveva pacificamente acquistato, nel marzo 2008, tramite il sito di aste on line denominato “Ebay”, 138 monete antiche, e la Corte territoriale riteneva che le medesime – quand’anche non rientranti tra le “cose d’interesse numismatico” ai sensi dell’art. 10, comma 4, lett. b), D.Lgs. n. 42 citato, siccome prive dei caratteri di rarità o di pregio – fossero comunque da considerare beni culturali in quanto “cose d’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”, di cui all’art. 10, comma 1, D.Lgs. n. 42 citato, ritrovate nel sottosuolo o nei fondali marini e facenti parte del patrimonio indisponibile dello Stato, a norma dell’art. 826 c.c. e art. 91 D.Lgs. n. 42 citato.

La stessa Corte riteneva integrato il dolo di ricettazione nella sua forma eventuale, avendo l’agente consapevolmente accettato il rischio dell’illecita provenienza delle res.

2. Ricorre l’imputato per cassazione, tramite il difensore di fiducia, enunciando cinque ragioni di doglianza.

Il ricorrente deduce, anzitutto, la violazione di legge processuale, per l’omessa notifica all’imputato del decreto di citazione per il giudizio di appello.

Denuncia l’inosservanza ed erronea applicazione dell’art. 648 c.p., difettando nella specie il reato presupposto (quello D.Lgs. n. 42 del 2004, ex art. 176). Le cose d’interesse numismatico acquisirebbero rilevanza, quali beni culturali oggetto di tale ultimo reato, solo alla condizione ulteriore di rivestire carattere di rarità o di pregio; condizione che mancherebbe. Anche a ritenere che le monete fossero “bene culturale” ai sensi e per gli effetti di cui al citato art. 176, non vi sarebbe comunque prova alcuna del loro ritrovamento in territorio italiano, onde l’impossibilità di ascriverle nell’ambito del patrimonio indisponibile dello Stato.

Denuncia il vizio di motivazione in ordine alla ritenuta sussistenza dell’elemento psicologico. Il dolo eventuale della ricettazione non potrebbe coincidere con il mero sospetto che la cosa provenga da delitto (sin qui si rimarrebbe nel perimetro di cui all’art. 712 c.p.) e andrebbe viceversa desunto da dati di fatto univoci, che rendano palese la possibilità concreta di una tale provenienza; dati che la Corte territoriale non avrebbe attentamente verificato e che deponevano semmai in senso contrario, data l’affidabilità del sito scelto per la transazione commerciale e stante il pagamento avvenuto in forma tracciabile (con carta di credito). Mancherebbe comunque il fine di profitto.

Lamenta infine la mancata concessione delle attenuanti generiche e la mancata conferma delle statuizioni di prime cure in ordine ai benefici della sospensione della pena e della non menzione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Nella disamina del ricorso conviene muovere dal terzo motivo, inerente l’elemento psicologico del reato, stante la sua palese fondatezza ed il rilievo in concreto assorbente.

2. Secondo insegnamento ormai consolidato (Sez. U, n. 12433 del 26/11/2009, dep. 2010, Nocera, Rv. 246324; Sez. 2, n. 25439 del 21/04/2017, Sarr, Rv. 270179; Sez. 2, n. 41002 del 20/09/2013, Moscato, Rv. 257237) il dolo di ricettazione può manifestarsi anche nella sua forma eventuale, che è configurabile in presenza della rappresentazione da parte dell’agente della concreta possibilità della provenienza della cosa da delitto e della relativa accettazione del rischio, non potendosi invece desumere da semplici motivi di sospetto.

Tale concreta possibilità può trarsi anche da fattori indiretti, qualora la loro coordinazione logica sia tale da consentire l’inequivoca dimostrazione di malafede (Sez. 4, n. 4170 del 12/12/2006, dep. 2007, Azzaouzi, Rv. 235897).

La Corte territoriale presta formale ossequio a tali principi, ma omette del tutto di scrutinare alla luce di essi la vicenda di causa, non avvedendosi dunque degli elementi, in ricorso evidenziati e pacificamente risultanti dagli atti, che deponevano in senso recisamente contrario, quali il “canale” di acquisto, in sè lecito, e le trasparenti modalità di pagamento, in rapporto alla natura degli oggetti compravenduti, in sè privi di rilievo numismatico.

3. Potendo il relativo accertamento essere compiuto direttamente da questa Corte, ai sensi dell’art. 620 c.p.p., comma 1, lett. l), la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio, perchè il fatto non costituisce reato per difetto del necessario elemento psicologico.

Il carattere interamente satisfattivo della pronuncia dispensa il Collegio dall’analisi dei motivi ulteriori di ricorso.

PQM

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto di cui al capo A) non costituisce reato.

Così deciso in Roma, il 16 agosto 2018.

Depositato in Cancelleria il 25 settembre 2018


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube