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Proclamazione sciopero: ultime sentenze

8 Novembre 2019
Proclamazione sciopero: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: proclamazione di uno sciopero; obbligo di preavviso dello sciopero; adibizione da parte del datore di lavoro del personale rimasto in servizio alle mansioni del personale in sciopero; carattere antisindacale della condotta del datore di lavoro; repressione della condotta antisindacale.

Diritto di sciopero

L’art. 40 cost. attribuisce la titolarità del diritto di sciopero direttamente ai lavoratori e la legittimità dello sciopero non è subordinata alla proclamazione da parte delle OO.SS., non potendo il datore di lavoro contestare la fondatezza o la ragionevolezza delle pretese avanzate attraverso lo sciopero.

Tribunale Milano, 04/07/2007

Sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria

Nel caso di sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria, può escludersi il carattere antisindacale della condotta del datore di lavoro che assegni il personale rimasto in servizio a mansioni inferiori, solo se queste siano marginali, accessorie e complementari a quelle proprie dei lavoratori così impiegati, dovendosi ritenere, diversamente, che la condotta sia lesiva dell’interesse collettivo del sindacato per aver fatto ricadere sui lavoratori non scioperanti le conseguenze negative dell’astensione con il compimento di atti illegittimi perché in violazione dell’art. 2103 c.c.

(Fattispecie in cui la S.C., nel caso di sciopero del personale di esazione dipendente della società Autostrade per l’Italia s.p.a., ha escluso l’antisindacalità della condotta datoriale consistita nell’adibire il responsabile dell’esazione alla funzione di apertura /chiusura delle porte manuali e nel demandare ai gestori di tratta l’intervento sulle piste in caso di malfunzionamento dei sistemi di pagamento elettronici, trattandosi di interventi sporadici ed occasionali).

Cassazione civile sez. lav., 28/03/2019, n.8670

Sostituzione dei lavoratori scioperanti con quelli in servizio

Nel caso della proclamazione di uno sciopero da parte delle organizzazioni sindacali di categoria, può escludersi il carattere antisindacale della condotta del datore di lavoro che, nell’intento di limitarne le conseguenze dannose, disponga la utilizzazione del personale rimasto in servizio mediante l’assegnazione a mansioni inferiori, solo ove tali mansioni siano marginali e funzionalmente accessorie e complementari a quelle proprie della posizione dei lavoratori così assegnati, dovendosi ritenere, diversamente, che la condotta del datore di lavoro sia lesiva dell’interesse collettivo del sindacato per aver fatto ricadere sui lavoratori non scioperanti le conseguenze negative dello sciopero attraverso il compimento di atti illegittimi perché posti in essere in violazione dell’art. 2103 cod. civ. (nella specie, relativa alla condotta di Trenitalia che, in occasione di alcuni scioperi, aveva impiegato dipendenti con qualifica di ‘quadro’ nella guida e scorta dei treni, la Corte ha confermata la decisone dei giudici di merito che avevano ritenuto che le inferiori mansioni svolte dai ‘quadri’ in sostituzione degli scioperanti non furono né accessorie o complementari, né marginali).

Cassazione civile sez. lav., 22/05/2018, n.12551

Sciopero illegittimamente proclamato

In tema di sciopero, qualora l’organizzazione sindacale promotrice non rispetti il termine di dieci giorni di preavviso, la stessa ed i lavoratori aderenti allo sciopero, consapevoli dell’illegittimità della proclamazione, non possono pretendere che la Pubblica Amministrazione rispetti la scansione procedimentale prevista dall’art. 8, co. 1 L. 146/90.

Consiglio di Stato sez. III, 24/04/2018, n.2468

Lavoratori scioperanti: sono tenuti a fornire il preavviso?

L’obbligo dei lavoratori scioperanti di fornire un preavviso dell’intenzione di astenersi dall’attività lavorativa è prescritto dall’art. 2 della L. n. 146/1990, che delinea in generale il procedimento da seguire per la proclamazione dello sciopero.

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 28/02/2017, n.132

Proclamazione di sciopero e condotta antisindacale

Nel caso di proclamazione di uno sciopero da parte delle organizzazioni sindacali di categoria, il datore di lavoro, nell’intento di limitarne le conseguenze dannose, può disporre l’utilizzazione del personale rimasto in servizio, con l’assegnazione a mansioni inferiori, solo ove tali mansioni siano marginali e funzionalmente accessorie e complementari rispetto a quelle proprie dei lavoratori assegnati, sicché ove tale limite venga disatteso in violazione dell’art. 2103 c.c., la condotta è antisindacale anche se sussiste compatibilità tra le mansioni inferiori e la pregressa professionalità dei sostituti, assicurando detta norma il mantenimento del livello di professionalità acquisito.

(In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto antisindacale l’impiego in un ipermercato di lavoratori con la qualifica di caporeparto e caposettore nelle normali operazioni di vendita e cassa, dovendosi escludere la marginalità di tali funzioni, nonché la loro eccezionalità per il semplice fatto dello sciopero).

Cassazione civile sez. lav., 10/07/2015, n.14444

Repressione della condotta antisindacale

Il comportamento antisindacale del datore di lavoro, in relazione ad uno sciopero indetto dai lavoratori, é configurabile allorché il contingente affidamento delle mansioni svolte dai lavoratori in sciopero al personale rimasto in servizio, nell’intento di limitarne le conseguenze dannose, avvenga in violazione di una norma di legge o del contratto collettivo, in particolare dovendosi accertare, da parte del giudice di merito, ove la sostituzione avvenga con lavoratori di qualifica superiore o interinali, se l’adibizione dei primi a mansioni inferiori avvenga eccezionalmente, marginalmente e per specifiche ed obiettive esigenze aziendali (non configurandosi, in tal caso, alcuna violazione dell’art. 2103 c.c.), e l’utilizzazione dei secondi rispetti o meno la programmazione prevista anteriormente alla proclamazione dello sciopero nella misura corrispondente alle concrete esigenze produttive e organizzative dell’azienda.

(Nella specie, la S.C. ha cassato, con rinvio, la decisione della corte territoriale che aveva ritenuto antisindacale la condotta del datore di lavoro che, in sostituzione degli aderenti allo sciopero, aveva impiegato, in mansioni considerate inferiori, il personale rimasto in servizio e aveva utilizzato i lavoratori interinali in misura reputata difforme dalla programmazione prevista per il mese in cui lo sciopero era stato indetto, senza raffrontare, per i primi, i compiti svolti usualmente con quelli assegnati nella specifica occasione, sul mero presupposto che lo sciopero non giustificasse il demansionamento in difetto di esigenze di servizio pubblico o di grave pericolo per la produzione aziendale – concernente il punto vendita di un ipermercato – e, per i lavoratori interinali, senza procedere ad un adeguato accertamento sulla effettiva programmazione oraria).

Cassazione civile sez. lav., 16/12/2009, n.26368

Sciopero, serrata e boicottaggio

L’art. 2 comma 2, l. n. 146 del 1990 e successive modificazioni, include tra le misure indispensabili, che le amministrazioni e le imprese erogatrici di servizi pubblici essenziali sono tenute a concordare con le rappresentanze sindacali, anche l’indicazione di “intervalli minimi da osservare fra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, quando ciò sia necessario ad evitare che per l’effetto della proclamazione in successione di scioperi da soggetti sindacali diversi e che incidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza, sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici” afferenti ai settori individuati dall’art. 1 della legge medesima.

Consiglio di Stato sez. VI, 19/01/2007, n.108

Obbligo di informativa dei pubblici dipendenti sull’illegittimità dello sciopero

Nel settore dei servizi pubblici essenziali, di fronte alla minaccia della proclamazione di uno sciopero ad oltranza, con riguardo a prestazioni rese fuori dell’orario, ordinario e straordinario di servizio, l’amministrazione non è tenuta a fare uso dello strumento previsto dall’art. 8 l. n. 146 del 1990 per informare i singoli dipendenti dell’illegittimità dell’iniziativa.

Consiglio di Stato sez. VI, 07/11/2005, n.6159

Atto di proclamazione dello sciopero: comunicazione

L’atto di proclamazione dello sciopero, in mancanza di diversa regolamentazione sul punto in sede di accordo o di regolamentazione, deve essere comunicato ai sensi dell’art. 2, comma 1, l. n. 146 del 1990 e succ. mod., alle amministrazioni o imprese che erogano il servizio.

Comm. gar. l. sciopero SS.PP., 06/05/2004


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