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Sciopero servizi pubblici essenziali: ultime sentenze

8 Novembre 2019
Sciopero servizi pubblici essenziali: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali; mancata preventiva comunicazione obbligatoria del periodo dell’astensione e della relativa motivazione; garanzia dei servizi pubblici essenziali; applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria; abnorme numero di assenze per malattia; opposizione a ingiunzione per inottemperanza dell’ordine di precettazione; competenza del giudice di pace.

Sciopero nei servizi pubblici essenziali indetto senza preavviso

Nei servizi pubblici essenziali l’indizione di uno sciopero ad horas e senza l’osservanza di alcun preavviso giustifica l’emanazione dell’ordinanza prefettizia di precettazione, con la quale al personale viene imposto di prestare l’attività di lavoro su tutti i turni di servizio, anche se non è stata previamente eseguita la procedura di “raffreddamento” del conflitto prevista dalla legge 146/1990, che detta regole sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

A esprimersi in questi termini è il Consiglio di Stato per il quale nel caso in cui tra il momento in cui viene proclamato lo sciopero e il momento in cui la misura di lotta ha effettivamente inizio non sussiste in concreto alcuna soluzione di continuità, l’autorità prefettizia è legittimata, in via di urgenza e a tutela dell’interesse della collettività alla fruizione del servizio pubblico essenziale, a emanare un provvedimento di precettazione al lavoro che paralizzi lo stato di agitazione.

Nel caso di specie, si trattava dei lavoratori dell’Azienda municipalizzata trasporti di Genova i quali avevano indetto lo sciopero senza preavviso quando stava per avere inizio il servizio mattutino di trasporto locale.

Consiglio di Stato sez. III, 24/04/2018, n.2471

Sciopero dei servizi pubblici essenziali: contributi e permessi

In materia di sciopero dei servizi pubblici essenziali, ai fini della sospensione dei contributi e dei permessi da parte della Commissione di Garanzia è necessario che vi siano a carico delle organizzazioni sindacali riscontri specifici individualizzanti.

Costituisce conseguentemente una grave carenza dimostrativa la mancata indicazione all’interno della delibera di elementi indiziari quali le dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, ovvero il mancato accertamento della effettiva adesione allo sciopero di coloro che avrebbero dovuto essere in servizio.

Tribunale Roma sez. lav., 02/05/2017, n.3977

Sciopero nei servizi pubblici essenziali: responsabilità disciplinare 

Non può ritenersi elusa la normativa sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali in caso di assenza massiva dei dipendenti dovuta a malattia o permesso ex legis 104/90 o 53/2000. In questo caso, infatti, i comportamenti individuali dei dipendenti non devono essere ricondotti a un’astensione collettiva, ma possono al massimo essere singolarmente valutati ai fini disciplinari.

Tribunale Roma, 07/12/2016

Astensione collettiva degli avvocati dalle udienze

Sono infondate, le questioni di legittimità costituzionale, sollevate in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., quest’ultimo anche in relazione all’art. 6 della CEDU, dell’art. 2, comma, 1, 2 e 5, l. 12 giugno 1990, n. 146 (Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge), come modificata dalla l. 11 aprile 2000, n. 83, nella parte in cui – in caso di plurime astensioni degli avvocati dalle udienze accomunate, per espressa dichiarazione dell’associazione promotrice, dalle medesime ragioni di protesta – non prevede che la preventiva comunicazione obbligatoria del periodo dell’astensione e della relativa motivazione debba riguardare tutte le iniziative tra loro collegate, con l’indicazione di un termine finale, e non la singola astensione di volta in volta proclamata.

(La Corte ha altresì dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale della medesima norma sollevata in riferimento all’art. 97 Cost.).

Corte Costituzionale, 31/01/2019, n.14

Astensione degli avvocati difensori di imputati in custodia cautelare

È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’art. 13, comma 5, Cost., l’art. 2-bis l. 13 giugno 1990, n. 146, nella parte in cui consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati – adottato in data 4 aprile 2007 dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) e da altre associazioni categoriali (UCPI, ANF, AIGA, UNCC), valutato idoneo dalla Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali con delibera n. 07/749 del 13 dicembre 2007 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 3 del 2008 – nel regolare, all’art. 4, comma 1, lett. b), l’astensione degli avvocati nei procedimenti e nei processi in relazione ai quali l’imputato si trovi in stato di custodia cautelare, interferisca con la disciplina della libertà personale dell’imputato.

Corte Costituzionale, 27/07/2018, n.180

Astensione collettiva dei lavoratori autonomi

In ipotesi di astensione collettiva dalle prestazioni delle associazioni e degli organismi rappresentativi dei lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori, della L. 12 giugno 1990, n. 146, art. 4, comma 4, seconda parte – recante norme sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali – deve essere interpretato nel senso che costituisce comportamento valutabile dalla Commissione di garanzia, ai fini della eventuale deliberazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla disposizione richiamata, ogni condotta, attiva od omissiva, in violazione dei precetti desumibili dalla disciplina che regolamenta tale astensione collettiva, tra cui anche il comportamento omissivo attuato da detti soggetti in violazione del dovere di dissociarsi pubblicamente ed in modo inequivoco da forme di protesta che, inserendosi nella rivendicazione di categoria indetta dalle associazioni e dagli organismi rappresentativi, siano esercitate senza il rispetto delle misure dirette a consentire l’erogazione delle prestazioni indispensabili al fine di garantire nei servizi pubblici essenziali il godimento di diritti della persona, costituzionalmente tutelati.

Cassazione civile sez. lav., 28/01/2019, n.2298

Lavoratori autonomi e forme anomale di astensione

Costituisce comportamento valutabile dalla Commissione di garanzia, ed eventualmente da questa sanzionabile, la violazione, da parte delle associazioni di categoria dei lavoratori autonomi, del dovere di dissociarsi pubblicamente ed in maniera inequivocabile da forme di protesta esercitate, da singoli associati o da gruppi di questi, senza il rispetto dei precetti a tutela degli utenti dei servizi pubblici essenziali.

Cassazione civile sez. lav., 28/01/2019, n.2298

Astensione da lavoro di addetti a mensa scolastica

In materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, è illegittima l’ordinanza di precettazione adottata dal prefetto in caso di astensione dal lavoro degli addetti alla mensa scolastica, non rientrando quest’ultima fra le prestazioni qualificanti il servizio di “pubblica istruzione” ai sensi dell’art. 1 l. n. 146 del 1990.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 28/11/2017, n.366

Giudice di pace

In tema di sanzioni amministrative, l’opposizione all’ingiunzione emessa per inottemperanza dell’ordine di precettazione del lavoratore in sciopero rientra nella competenza del giudice di pace, in quanto la disposizione violata riguarda la tutela degli utenti dei servizi pubblici essenziali e non la tutela del lavoro, quest’ultima appartenente alla competenza del tribunale.

Cassazione civile sez. VI, 29/07/2016, n.15809

Riconducibilità dell’astensione a una forma anomala di protesta sindacale

Non può ritenersi elusa la normativa sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali in caso di assenza massiva dei dipendenti dovuta a malattia o permesso ex legis 104/90 o 53/2000. In questo caso, infatti, i comportamenti individuali dei dipendenti non devono essere ricondotti a un’astensione collettiva, ma possono al massimo essere singolarmente valuti agli eventuali fini disciplinari.

Tribunale Roma sez. lav., 29/03/2016

Dissimulata forma anomala di protesta

Costituisce una dissimulata forma anomala di protesta, elusiva della disciplina dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, di cui alla legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni, l’abnorme numero di assenze per malattia, comunicate, peraltro, a seguito di una riunione sindacale organizzata per definire le forme di lotta contro la richiesta di lavoro straordinario in occasione delle festività.

La stretta connessione logica e temporale tra le iniziative sindacali fino ad allora attuate e la successiva assenza collettiva degli agenti di Polizia Municipale sono indicative della riconducibilità dell’azione di sciopero all’iniziativa delle suddette Organizzazioni sindacali che hanno condotto congiuntamente e in prima persona la vertenza, fin dalla sua fase inziale e, nel momento di maggior esasperazione del conflitto, hanno promosso azioni di protesta eclatanti, esercitando un’influenza rilevante sui lavoratori.

Comm. gar. l. sciopero SS.PP., 02/03/2015


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