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Sospensione dall’esercizio della professione: ultime sentenze

9 Novembre 2019
Sospensione dall’esercizio della professione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: sospensione dall’esercizio della professione forense; provvedimento cautelare incidentale di natura amministrativa non giurisdizionale a carattere provvisorio; automatica interruzione del processo; concreto pregiudizio arrecato al diritto di difesa.

Sospensione dall’esercizio della professione: da quando decorre?

Nel caso di notifica di provvedimento di sospensione dall’esercizio della professione legale, il termine per la riassunzione decorre dalla notifica del provvedimento.

Cassazione civile sez. II, 11/09/2018, n.22042

Sospensione cautelare dall’esercizio della professione forense: cos’è?

La sospensione cautelare dall’esercizio della professione forense non è né un provvedimento giurisdizionale, né una forma di sanzione disciplinare, come tale suscettibile di applicazione soltanto dopo il procedimento disciplinare, ma costituisce, al contrario, un provvedimento cautelare incidentale di natura amministrativa non giurisdizionale a carattere provvisorio, svincolato dalle forme e dalle garanzie del procedimento disciplinare.

Cassazione civile sez. un., 31/07/2017, n.18984

Condanna a pena detentiva

La “condanna a pena detentiva non inferiore a tre anni” che giustifica l’applicazione della misura della sospensione cautelare dell’avvocato dall’esercizio della professione è quella di primo grado, in quanto l’art. 60, comma 1, della l. n. 247 del 2012, non richiede a tal fine l’irrevocabilità della sentenza, in conformità alla “ratio” della misura di intervenire in via urgente in ipotesi di rilevante gravità, che sarebbe vanificata ove fosse necessario un previo accertamento irretrattabile della responsabilità penale, poiché la sospensione costituirebbe un’inutile duplicazione della sanzione disciplinare e non assolverebbe alla funzione di tutela dell’immagine della categoria professionale degli avvocati nel momento dello “strepitus fori” e, quindi, all’atto del verificarsi della lesione.

Cassazione civile sez. un., 03/11/2017, n.26148

Sospensione dalla professione dell’unico difensore della parte

La sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l’automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, solo se si verifica un concreto pregiudizio arrecato dall’evento al diritto di difesa e, pertanto, non si determina alcuna nullità degli atti processuali nell’ipotesi in cui il periodo di sospensione del difensore dalla professione cada integralmente tra una udienza e la successiva in quanto nessuna incisione negativa sulle attività difensive della parte può ritenersi verificata, con conseguente esclusione della nullità della sentenza successivamente emessa, nonostante il verificarsi dell’evento interruttivo in parola.

Cassazione civile sez. lav., 16/10/2019, n.26220

Sospensione dell’avvocato dall’albo e interruzione del processo

Il principio secondo cui la sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l’automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, presuppone il concreto pregiudizio arrecato dall’evento al diritto di difesa.

Cassazione civile sez. I, 05/03/2018, n.5106

Interruzione processo e pregiudizio arrecato al diritto di difesa

La sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l’automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, presuppone il concreto pregiudizio arrecato al diritto di difesa.

Cassazione civile sez. II, 04/10/2019, n.24849

Cessazione degli effetti del provvedimento disciplinare e giudizio interrotto

Nel caso di sospensione dall’esercizio della professione, la temporaneità dell’impedimento a differenza dei casi della morte o radiazione del procuratore incide sui tempi e modi di ripresa del processo interrotto anche relativamente al diritto di ottenere l’equo indennizzo.

In particolare, se cessati gli effetti della sospensione il procuratore, già costituito prima della sospensione, non riprende tempestivamente a svolgere le sue funzioni in base alla procura e alla costituzione originari, la parte perderà il diritto a rivendicare l’equo indennizzo essendo dipese le lungaggini del processo dall’inerzia del proprio difensore.

Cassazione civile sez. II, 06/09/2019, n.22344

Sospensione dall’esercizio di una professione: pena accessoria

In tema di patteggiamento, ai sensi dell’art. 448, comma 2-bis, c.p.p., può essere dedotta con il ricorso per cassazione anche l’illegalità della pena accessoria applicata in quanto riconducibile al concetto di illegalità della pena.

(Nella fattispecie, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di patteggiamento per il reato di cui all’art. 609-bis c.p. limitatamente alla disposta applicazione della pena accessoria della sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte, introdotta, nell’art. 609-nonies c.p., dalla l. 1 ottobre 2012, n. 172, per fatto commesso antecedentemente alla entrata in vigore di quest’ultima).

Cassazione penale sez. III, 24/05/2019, n.28581

Comportamenti contrari alle norme di deontologia

La specifica previsione degli artt. 5, n. 4, l. n. 1395 del 1923, e 43 r.d. n. 2537 del 1925, i quali fanno riferimento ad abusi e mancanze commessi nell’esercizio della professione, non esclude la rilevanza disciplinare di altri fatti o comportamenti, realizzati dal professionista, contrari alle norme di deontologia, ancorché essi non siano in diretta relazione con l’esercizio della professione e con la qualifica professionale.

(La S.C. ha enunciato il detto principio in una fattispecie in cui era stata irrogata ad un architetto la sospensione dall’esercizio della professione per avere utilizzato un indirizzo “mail” istituzionale per l’invio di comunicazioni personali, creando confusione fra gli iscritti circa la natura di tali comunicazioni, per avere espresso giudizi denigratori in merito a un convegno organizzato da una associazione costituita da ingegneri e architetti e per avere diffuso fra i medesimi iscritti notizie non vere destinate ad incidere sul voto per il rinnovo del consiglio provinciale dell’ordine).

Cassazione civile sez. II, 08/10/2018, n.24679

Scadenza del periodo di sospensione del procuratore dall’esercizio della professione

Per la prosecuzione del processo nell’ipotesi di interruzione del processo a seguito di un provvedimento di sospensione del procuratore dall’esercizio della professione, una volta terminato il periodo di sospensione, non è, dunque, necessaria una nuova procura alla lite, né una nuova costituzione in giudizio, essendo sufficiente, invece, che il procuratore, già regolarmente costituito prima della sua sospensione, riprenda a svolgere le proprie funzioni in base alla precedente procura ed alla già esperita costituzione, entrambe divenute nuovamente valide ed efficaci in seguito alla cessazione della sospensione.

Il fatto che il procuratore è ben a conoscenza sia dell’accadimento interruttivo dipendente dalla subita sanzione e sia della relativa durata, gli impone pur in assenza di conoscenza legale della conseguente ordinanza d’interruzione – di riprendere automaticamente ad esercitare il suo mandato alla scadenza del comminato periodo di sospensione e, quindi, di provvedere alla prosecuzione del giudizio nel prescritto termine ex art. 305 c.p.c., decorrente dalla cessazione del periodo di sua sospensione dall’albo. In tale situazione, ai fini della tempestiva ripresa del processo, non ricorre la medesima esigenza di protezione della parte rappresentata, propria delle ipotesi di definitiva cessazione dello ius postulandi, in cui detto termine deve decorrere dalla sua conoscenza legale dell’accadimento interruttivo, poiché altrimenti resterebbe pregiudicato il diritto di difesa della parte stessa, da assicurare in modo effettivo ed adeguato.

Cassazione civile sez. VI, 06/02/2019, n.3529

Avvocato: sospensione a tempo indeterminato dall’esercizio della professione

In tema di sanzioni disciplinari a carico di avvocati, il provvedimento di sospensione a tempo indeterminato dall’esercizio della professione priva, fin dal momento della sua adozione, l’avvocato che ne venga colpito, del diritto di esercitare la professione, senza che possa ritenersi realizzabile l’effetto sospensivo previsto dall’art. 50, comma 6, r.d.l. n. 1578 del 1933 per l’impugnazione dinanzi al CNF dei provvedimenti applicativi di altre e diverse sanzioni disciplinari. Da ciò consegue l’illegittimità di un eventuale reclamo proposto in proprio, dinanzi al CNF, dall’avvocato sospeso, avverso il provvedimento disciplinare adottato dal locale Consiglio dell’Ordine.

Cassazione civile sez. un., 24/03/2017, n.7666


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