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Responsabilità amministratore condominio: ultime sentenze

9 Novembre 2019
Responsabilità amministratore condominio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: responsabilità dell’amministratore di condominio; responsabilità per mala gestio e per grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali; obbligo di vigilanza e custodia delle cose comuni; ritardata predisposizione del rendiconto annuale e della convocazione dell’assemblea; mancata consegna della documentazione contabile da parte dell’ex amministratore condominiale; posizione di garanzia dell’amministratore di condominio.

Responsabilità dell’amministratore di condominio

In tema di responsabilità dell’amministratore di condominio, qualora ricorra una delle ipotesi astrattamente considerate dall’art. 1129 c.c. quali gravi irregolarità, l’autorità giudiziaria, può disporre la revoca dell’amministratore unicamente qualora sussistano le prove di un comportamento concreto contrario ai doveri imposti per legge, con esclusione pertanto di ogni automatismo.

Nel caso di specie, la ritardata predisposizione del rendiconto annuale e della convocazione dell’assemblea da parte dell’amministratore è stata ritenuta giustificata in considerazione della mancata disponibilità della documentazione contabile necessaria per predisporre il bilancio e non costituiva una grave irregolarità ai fini della revoca dell’amministratore.

Tribunale Mantova, 22/10/2015

Doveri dell’amministratore di condominio

Il condominio è un ente di gestione sfornito di personalità distinta da quella dei suoi partecipanti e, nell’ambito di tale rapporto, l’amministratore è personalmente responsabile, nei confronti di ogni condomino, dell’adempimento dei suoi doveri, tra i quali deve annoverarsi anche quello di consentire l’esame e l’estrazione di copie di documenti condominiali; tale responsabilità lo rende legittimato a resistere in proprio alle richieste giudiziali inerenti la violazione dei suddetti doveri, senza che sia necessario il coinvolgimento del condominio amministrato.

Tribunale Gorizia, 20/02/2017, n.56

Responsabilità per mala gestio

Ricorre la responsabilità per mala gestio e per grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali dell’amministratore condominiale, in relazione agli artt. 1710 e 1713 c.c. ed all’art. 1129 c.c., per aver tenuto, nell’esercizio del mandato conferito, una contabilità non ordinata, non intellegibile ed in ogni caso non corrispondente alla reale situazione patrimoniale condominiale e per non aver consegnato la gran parte della documentazione amministrativa/contabile del Condominio, rendendo impossibile una corretta ricostruzione dei rapporti dare-avere nei confronti dei fornitori, conseguendone la necessità di resistere nei procedimenti giudiziari, e quindi di sostenere le relative spese per la propria difesa e per la rifusione dei ricorrenti, che devono essere risarcite, nonché per il nocumento subito il ristoro liquidato in via equitativa.

Tribunale Monza sez. II, 17/12/2015, n.3103

Amministratore di condominio: obbligo di vigilanza e custodia delle cose comuni

L’amministratore del condominio ha il compito di provvedere non solo alla gestione delle cose comuni, ma anche alla custodia di esse, col conseguente obbligo di vigilare affinché non rechino danni a terzi od agli stessi condomini. Quest’obbligo non viene meno neanche nell’ipotesi in cui il condominio appalti a terzi lavori riguardanti le parti comuni dell’edificio condominiale, a meno che il compito di vigilare su tali lavori non venga affidato a persona diversa dall’amministratore.

Ne consegue che l’amministratore stesso è responsabile del danno alla persona patito da uno dei condomini, in conseguenza dell’inciampo in una insidia (nella specie, buca nel cortile condominiale) creata dall’impresa cui erano stati appaltati lavori di manutenzione dell’immobile condominiale.

Cassazione civile sez. III, 16/10/2008, n.25251

Responsabililità del trattamento dei dati personali identificativi dei condomini

L’amministratore del condominio è il responsabile del trattamento dei dati personali identificativi dei condomini, da raccogliere, trattare ed utilizzare ai soli fini necessari alla gestione amministrativa dei beni di proprietà comune. Pertanto, il trattamento di suddetti dati, in ogni forma compiuto, deve essere improntato al rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza rispetto agli scopi per i quali i dati stessi vengono raccolti: con specifico riferimento alla fattispecie del condominio, la pertinenza è da intendersi nel senso di rilevanza ed utilità per la comunità condominiale, da cui può derivare anche una giustificata comunicazione di informazioni (tra cui dati personali) tra condomini purché riguardanti l’amministrazione e il funzionamento del condominio.

(Nella fattispecie, è stata ritenuta illegittima la condotta dell’amministratore che aveva esposto nella bacheca condominiale, accessibile anche a terzi, una denuncia – querela proposta nei confronti di un condomino).

Tribunale Napoli, 27/04/2005

Appropriazione indebita

La mancata consegna, da parte dell’ex amministratore condominiale resosi irreperibile, della documentazione contabile relativa alla propria gestione nelle mani del nuovo amministratore integra il reato di appropriazione indebita. Il delitto di cui all’art. 646 c.p. ha natura istantanea e si consuma con la prima condotta appropriativa, cioè nel momento in cui viene compiuto sulla cosa un atto di dominio accompagnato dalla volontà espressa o tacita di tenerla come propria.

Nel caso di specie, la Corte d’appello ha confermato la condanna nei confronti di un amministratore di condominio che, appropriandosi indebitamente della documentazione inerente il condominio da lui precedentemente amministrato, non ha consentito agli amministratori subentranti di conoscere la situazione creditoria e debitoria dello stesso condominio.

Corte appello Palermo sez. IV, 06/06/2016, n.2774

Incolpevole inerzia dell’amministratore: giustifica la revoca del mandato?

In tema di responsabilità dell’amministratore di condominio, il mero modesto ritardo nell’assunzione di un’incombenza, qualora non si traduca in una forma di colpevole inerzia, non è sufficiente ad integrare una grave violazione dei doveri dell’amministratore suscettibile di portare alla revoca dello stesso ex art. 1129 c.c..

(Nel caso di specie, all’amministratore veniva contestato di non essersi mosso con solerzia nell’attività di risarcimento dei danni subiti dalla ricorrente, ritardo considerato fisiologico dei rallentamenti decisionali ed operativi connessi alle decisioni assembleari).

Tribunale Milano sez. XIII, 03/03/2017

Condotta colposa dei danneggiati

La condotta colposa dei danneggiati (sostanziatasi nel mancato rispetto, pur essendovi tenuti in relazione alle porzioni di loro esclusiva pertinenza, della normativa sulla prevenzione degli incendi e, dunque, nella mancata predisposizione ed adozione di tutti i dispositivi all’uopo prescritti e che, ove esistenti, avrebbero con ogni probabilità, avuto riguardo in particolare alla porta tagliafuoco -notoriamente deputata, tra l’altro, a ridurre la diffusione di fiamme e fumo tra compartimenti di un edificio – impedito l’infiltrarsi delle propagazioni di fumo rilasciate dall’incendio) appare sicuramente idonea ad elidere qualsiasi preteso profilo di responsabilità custodiale dell’amministratore di condominio in proprio, ponendosi quale fattore causale idoneo di per sé solo a rilevare quale causa dell’eventus damni dedotto.

Tribunale Teramo, 26/01/2017, n.48

Danni cagionati dalla negligenza dell’amministratore condominiale

L’amministratore del condominio, che è responsabile dei danni cagionati dalla sua negligenza, dal cattivo uso dei poteri e in genere di qualsiasi inadempimento degli obblighi legali o regolamentari, non può essere ritenuto responsabile, ancorché sia tenuto a far osservare il regolamento condominiale, dei danni cagionati dall’abuso dei condomini nell’uso della cosa comune, non essendo dotato di poteri coercitivi e disciplinari nei confronti dei singoli condomini – salvo che il regolamento di condominio, ai sensi dell’art. 70 disp. attuaz. c.c., preveda la possibilità di applicazione di sanzioni nei confronti dei condomini che violano le norme da esso stabilite sull’uso delle cose comuni – nè obbligato a promuovere azione giudiziaria contro i detti condomini in mancanza di una espressa disposizione condominiale o di una delibera assembleare.

Cassazione civile sez. II, 20/08/1993, n.8804

Amministratore condominiale: la vigilanza sull’uso delle cose comuni

È da ritenersi responsabile l’amministratore condominiale per il danno causato dalla tracimazione dei pozzetti di decantazione delle acque nere e bianche in quanto, ex art. 1130 n. 2 c.c. spetta ad esso il compito di vigilare sull’uso delle cose comuni da parte dei singoli proprietari.

Tribunale Pordenone, 14/02/1992

Azione legale contro l’amministratore del condominio

È nulla la deliberazione dell’assemblea condominiale che abbia escluso a maggioranza di promuovere azione legale contro l’amministratore del condominio che si sia reso responsabile di atti di “mala gestio” che abbiano arrecato danni ai condomini, in quanto viziata da eccesso di potere.

Tribunale Milano, 24/06/1991

Evento lesivo derivante dalla difettosa manutenzione dell’immobile

L’amministratore di condominio assume una posizione di garanzia ope legis, derivante dalle norme civilistiche che gli attribuiscono la competenza ad eseguire tutti i necessari atti di gestione e manutenzione delle parti comuni di un edificio. Ne discende che egli va ritenuto responsabile per l’eventuale evento lesivo derivante dalla difettosa manutenzione dell’immobile (fattispecie relativa alle lesioni subite da un minorenne colpito da pezzi di intonaco caduti da un palazzo).

Cassazione penale sez. IV, 23/10/2015, n.46385

Amministratore di condominio: quando non è responsabile?

In tema di condominio negli edifici, l’amministratore che ha regolarmente svolto gli adempimenti cui era tenuto senza che possa essere ritenuto responsabile di alcuna omissione, non può essere chiamato a rispondere dei danni conseguenti ad infiltrazioni di umidità denunciate dal singolo condomino e rispetto alle quali l’amministratore abbia provveduto tempestivamente ad attivarsi segnalando quanto denunciato alla compagnia di assicurazione.

Tribunale Savona, 09/11/2015


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