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Manovra: l’Italia risponde all’Ue

24 Ottobre 2019 | Autore:
Manovra: l’Italia risponde all’Ue

I chiarimenti punto per punto nella lettera di risposta del ministro dell’Economia e Finanze. Il Governo non cambia la manovra, ma il confronto rimane aperto.

Il Governo ha risposto alla lettera dell’Ue che contestava all’Italia il mancato rispetto dei patti di stabilità. Il nostro ministro dell’Economia e finanze, Roberto Gualtieri, ha inviato a Bruxelles una puntuale replica scritta. I toni sono chiari e difendono la manovra: «l’intonazione moderatamente espansiva della manovra di bilancio è coerente con le regole del Patto di Stabilità e Crescita, tenuto conto della flessibilità che queste prevedono».

Così l’Italia spiega che la manovra finanziaria predisposta dall’Italia non deve preoccupare l’Europa ed è assicurata la tenuta dei conti pubblici, con il debito sotto controllo. Anzi, spiega il ministro Gualtieri, la legge di Bilancio in arrivo presenta «una chiara convergenza verso gli obiettivi di medio termine, in linea con gli orientamenti espressi nell’Eurogruppo del 9 ottobre».

In sei pagine di lettera e in una fitta relazione tecnica allegata, Gualtieri chiarisce nei dettagli perché l’Italia è in grado di assicurare il rispetto dei parametri europei: «nel 2020 ci proponiamo di raggiungere un saldo di bilancio del -2,2 per cento del pil, invariato rispetto alla stima aggiornata di quest’anno». Così spiega perché il nodo delle coperture finanziarie non deve preoccupare e insiste, tra l’altro, sulle misure di contrasto all’evasione fiscale che «vengono quantificate in maniera prudente ma rigorosa e ammontano complessivamente a circa 3 miliardi di euro».

Il ministro non nasconde i rischi: «Mentre il risultato del 2019 implica un miglioramento di 0,3 punti percentuali nella struttura saldo, il prossimo anno potrebbe vedere un leggero peggioramento del saldo strutturale di 0,1 punti percentuali». Ma espone di averli previsti e confida di riuscire ad eliminarli: «Il Dpb prevede quindi una successiva riduzione del disavanzo all’1,8 per cento del pil nel 2021 e 1,4 per cento nel 2022, il che comporterebbe miglioramenti strutturali di 0,2 punti percentuali all’anno, segnando una chiara convergenza verso il medio termine».

Come a dire: troveremo tutte o quasi le risorse finanziarie necessarie ad assicurare il rispetto dei parametri, non perfetto ma quasi. Buona parte del gettito arriverà dalle nuove misure di contrasto all’evasione fiscale. Gli sforamenti, se ci saranno, saranno solo momentanei e di piccola entità, ma nel giro di un paio d’anni tutto si aggiusterà ed anzi la salute del bilancio pubblico italiano migliorerà. Basterà questa risposta ad accontentare l’Europa?



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