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Uso armi: ultime sentenze

9 Novembre 2019
Uso armi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: uso legittimo delle armi; uso delle armi come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità; concorso dei presupposti dell’attualità dell’offesa e dell’inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa; proporzionalità fra offesa e reazione.

Uso dell’arma da fuoco

In tema di operatività della scriminante della legittima difesa (art. 52 c.p. modificato dalla l. 13 febbraio 2006 n. 59), è necessario che vi sia l’attualità dell’offesa e la inevitabilità dell’uso dell’arma; pertanto ove la difesa avvenga, come nel caso si specie, con l’uso dell’arma da fuoco, questa deve sempre essere calibrata, colpo per colpo, nella situazione di fatto esistente all’esatto momento di ogni singolo sparo.

Corte assise Milano, 31/03/2009, n.1

Uso delle armi per legittima difesa

Nelle ipotesi in cui per legittima difesa, reale o putativa, si faccia uso delle armi, il vaglio circa la proporzionalità tra l’offesa e la reazione deve essere particolarmente rigoroso, tanto più quando l’agente stia svolgendo un’attività tipica di polizia e sia ragionevole attendersi un elevato livello di autocontrollo ed un’accorta ponderazione nell’uso dei mezzi coercitivi a disposizione.

Il giudizio inerente alla causalità della colpa, dunque alla prevenibilità dell’evento, va, infatti, determinato in concreto, avendo presenti tutte le circostanze in cui il soggetto si trova ad operare ed in base al parametro relativistico dell’agente modello, dell’homo eiusdem condicionis et professionis, considerando le specializzazioni ed il livello di conoscenze dell’agente concreto. In base a tale regola, al giudice di merito non è consentito considerare gli stati d’animo o i timori personali dell’agente che faccia uso delle armi, ove non supportati da circostanze oggettive in cui sia ragionevolmente maturata l’erronea percezione del pericolo di vita.

Cassazione penale sez. IV, 28/02/2018, n.24084

Uso delle armi come mezzo di difesa: presupposti

In tema di legittima difesa, anche alla luce del novum normativo di cui alla l. 26 aprile 2019 n. 36, e della ivi prevista presunzione di proporzionalità inserita nell’art. 52 c.p., è da ritenere pur sempre che, per la sussistenza della scriminante, sia necessario il concorso dei presupposti dell’attualità dell’offesa e dell’inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o altrui incolumità.

Cassazione penale sez. I, 14/05/2019, n.39977

Pericolo attuale e necessità di difesa

In tema di legittima difesa, la l. 13 febbraio 2006, n. 59, introducendo il comma 2 dell’art. 52 c.p., ha stabilito la presunzione della sussistenza del requisito della proporzione tra offesa e difesa, quando sia configurabile la violazione del domicilio dell’aggressore, ossia l’effettiva introduzione del soggetto nel domicilio altrui, contro la volontà di colui che è legittimato ad escluderne la presenza, ferma restando la necessità del concorso dei presupposti dell’attualità dell’offesa e della inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o altrui incolumità.

Cassazione penale sez. I, 07/10/2014, n.50909

Legittima difesa domiciliare

In tema di legittima difesa, le modifiche apportate all’art. 52 c.p. dalla l. 13 febbraio 2006 n. 59, anche nella formulazione della cosiddetta legittima difesa domiciliare, hanno riguardato solo il concetto di proporzionalità, fermi restando i presupposti dell’attualità dell’offesa e della inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità.

Di conseguenza, la reazione a difesa dei beni è legittima solo quando non vi sia desistenza e sussista un pericolo attuale per l’incolumità fisica dell’aggredito o di altri. (Nella specie, la Corte ha ritenuto corretto il ragionamento dei giudici di merito che, nel pronunciare condanna per il reato di omicidio volontario, avevano escluso l’esimente della legittima difesa, apprezzando che l’imputato aveva esploso i colpi attingendo mortalmente un soggetto che stava sottraendogli l’autovettura, in assenza delle condizioni per poter ravvisare un pericolo di aggressione, giacché il ladro e il complice si stavano allontanando).

Cassazione penale sez. I, 25/02/2014, n.28802

Intrusione indebita nel domicilio o nella dimora

Ai fini della configurabilità della scriminante della legittima difesa, laddove la stessa prevede la presunzione di proporzione tra offesa e difesa nel caso di uso di un’arma legittimamente detenuta per fronteggiare un’intrusione indebita nel domicilio o nella dimora, l’abitacolo di una autovettura non può essere considerato luogo di privata dimora.

Cassazione penale sez. IV, 14/03/2013, n.19375

Diritto di autotutela in un privato domicilio o in un luogo ad esso equiparato

In tema di legittima difesa, le modifiche apportate dalla l. 13 febbraio 2006 n. 59 all’art. 52 c.p. hanno riguardato solo il concetto di proporzionalità, al dichiarato scopo di rafforzare il diritto di autotutela in un privato domicilio o in un luogo ad esso equiparato, fermi restando i presupposti dell’attualità dell’offesa e della inevitabilità dell’uso dell’arma come mezzo di difesa della propria o dell’altrui incolumità.

Cassazione penale sez. I, 27/05/2010, n.23221

Il concetto di proporzionalità

In tema di legittima difesa, la l. 13 febbraio 2006 n. 59, ha modificato soltanto il concetto di proporzionalità, fermi restando i presupposti della attualità della offesa e della inevitabilità dell’uso dell’arma come mezzo di offesa della incolumità o dei beni dell’aggressore.

Cassazione penale sez. I, 08/03/2007, n.16677

Omicidio e lesioni personali colpose

In tema di omicidio colposo commesso da esponente delle forze dell’ordine, la condotta dell’agente è scriminata dalla legittima difesa (putativa) e dall’uso legittimo delle armi nel caso in cui l’imputato, dopo avere sorpreso la vittima nella flagranza di reato di tentato furto in abitazione e averle intimato di fermarsi, sia stato oggetto di svariate condotte di progressione criminosa dalla resistenza a P.U. fino al tentato omicidio per investimento, ed abbia esploso vari colpi d’arma da fuoco, alcuni dei quali mortali, ritenendo incolpevolmente permanenti i presupposti del tentato omicidio ai propri danni, per quanto non più oggettivamente esistenti in una fase immediatamente successiva a quella in cui erano stati sicuramente integrati.

Tribunale Pinerolo, 22/12/2004


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