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Come i contanti hanno salvato l’Italia dalla crisi

24 Ottobre 2019
Come i contanti hanno salvato l’Italia dalla crisi

I pagamenti tracciabili bloccano i consumi perché danno la sensazione ai cittadini di essere spiati.

Qualcuno una volta ironizzò: «Perché denunciare il reddito dopo il bene che vi ha fatto?» Abbiamo sempre avuto il sentore che l’economia nera abbia sostenuto il nostro Paese nei momenti di crisi: che il sommerso abbia consentito a molti piccoli imprenditori, artigiani e professionisti di andare avanti, anche assumendo qualche dipendente in più. Ma nessuno ha avuto mai il coraggio di dirlo apertamente. Sino ad oggi. Unimpresa, timorosa del tentativo del Governo di ridurre a mille euro il tetto per l’utilizzo del cash, ha osato dove gli altri non avevano avuto il coraggio di osare: «il contante ha sostenuto l’economia italiana durante la crisi». Perché ora lo dobbiamo criminalizzare? 

Nel comunicato stampa, inoltrato alla nostra redazione da Adnkronos, si legge: la circolazione del denaro contante durante la crisi e la recessione ha contribuito a sostenere l’economia italiana, ma il governo va nella direzione opposta gettando un’ombra sulla ripresa. Le recenti misure annunciate nell’ambito della manovra sui conti pubblici per il 2020, che incentivano l’uso di mezzi di pagamento elettronici e aumentano i controlli fiscali dando la sensazione ai contribuenti di essere sostanzialmente spiati, mirano a sfavorire drasticamente, infatti, l’utilizzo del cash. Tali interventi, pertanto, corrono seriamente il rischio di ridurre i consumi delle famiglie e dei cittadini con enormi ripercussioni per la ripresa economica che stenta a irrobustirsi. È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa in un documento di analisi, in corso di preparazione, relativo alla manovra sui conti pubblici per il 2020. 

Secondo il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, “per la tracciabilità esasperata dei pagamenti dei cittadini si pone più di un dubbio di costituzionalità. C’è da chiedersi, infatti, se la libertà, a tutti i livelli, garantita dalla legge fondamentale dello Stato, non sia calpestata da una norma che, al contrario, sembra limitare drasticamente le scelte degli individui”.

Secondo il Centro studi dell’associazione, uno degli elementi da tenere in considerazione, nel valutare le misure allo studio del governo, è relativo alla diffusione degli strumenti elettronici di pagamento: transazioni digitali e utilizzo del denaro di plastica non sono ancora capillarmente diffusi sul territorio italiano e nella popolazione esistono disomogeneità vistose specie per quanto riguarda l’aspetto anagrafico.

Si profila, quindi, un fallimento dell’intervento e un mancato raggiungimento dell’obiettivo, quello del recupero di gettito fiscale evaso, con un effetto collaterale ovvero scoraggiare spesa e investimenti. Per quanto riguarda i profili di incostituzionalità, va preso in considerazione il principio relativo alla libertà di circolazione oltre alla norma (articolo 3) che impone alla Repubblica il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

La circolazione del denaro contante, spiega ancora Unimpresa, viene sempre associata tout court al nero e al sommerso oltre che alle varie economie criminali. Si tratta di una generalizzazione estrema capace di confondere fenomeni tra loro assai differenti: da un lato esistono forme illegali di economia, che vanno sempre combattute; dall’altro si configurano situazioni di sopravvivenza e necessità, che vanno affrontate con altri tipi di intervento dalla riduzione del carico fiscale e contributivo alla semplificazione burocratica.

“Solo così si può creare nuova occupazione e quindi aggredire tutte le forme di lavoro irregolare”, aggiunge Spadafora.


5 Commenti

  1. Quant’è vero… Avanti di questo passo fra poco verranno a controllare quante volte andremo a tirare lo sciacquone… O no??? MA QUESTI SONO PAZZIIIIIII… Anzi, peggiooooo…

  2. Concordo. Ma come mai i ns parlamentari non riescono a capire ciò. Il dopolavorista c’è sempre stato e sempre ci sarà. I soldi guadagnati in questo modo li metteranno sotto mattone e spesi in maniera oculata, certamente un pensionato non si comprerà un ferrari, ma una semplice utilitaria, la stessa cosa per il dipendente pubblico, il piccolo artigiano e il professionista. Se poi è uno sciocco e si compra un’auto da 40 mila € ed ha un introito di 15, non può pagarla cash. I grossi evasori hanno avvocati e commercialisti che li istradano sul come evadere e chi ungere, e quindi a meno che non la facciano grossa non verranno mai scoperti .
    Carte e non moneta contante, allora se così fosse togliamo i costi sulle operazioni e chiudiamo la zecca dove si stampano i soldi, non sono più necessari in quanto tutto diventa virtuale, come il mondo azionario.

  3. Non sono pazzi, sono solo veterocomunisti, che non si sono ancora accorti che il regime bolscevico-comunista è crollato in tutto il mondo, insieme al muro di Berlino: quindi tasse, sussidi e lotta strenua a chi non la pensa come loro (professionisti, commercianti, imprenditori e, da ultimi, quelli che, a loro avviso, sono i delinquenti peggiori, cioè i proprietari immobiliari).

  4. Chi ha fatto e fa tali affermazioni dice solo la pura e vera realtà non solo italiana. Il contante è vera espressione di libertà democratica, chiaramente favorisce situazioni di ogni tipo, ma con vera dignità d’intenti dei preposti al controllo, seriamente parlando, si può agire nei dovuti modi. Sanno benissimo dove e come colpire su chi non rispetta le regole. ma purtroppo con la situazione politica/economica/giuridica italiana, appare al quanto impossibile trovare una sincera soluzione se non imporre al popolo italiano le attuali e future imposizioni ditatotriali che porteranno il paese al convincimento di una dura ribellione in quanto stanco di sopportare l’operato delle istituzioni.

  5. I commenti qui sopra e le posizioni di Unimpresa sono semplicemente ridicoli e disperati!

    Spero solo che questa sia la volta buona per ridurre drasticamente l’uso del cash in un paese dove si evade tasse per l’equivalente di 3 manovre finanziarie all’anno.

    Ci sono anche i grandi evasori, certo: abbiamo due tipi di nemici molto diversi tra loro, e che vanno combattuti con misure diverse. La grande evasione spesso non esiste davvero, si chiama “elusione” e lavora nelle pieghe della legge.

    Al contrario i piccoli evasori sono decine di milioni e fanno opinione pubblica e consenso politico (oltre che gravissimi danni alla collettività, proprio per la loro moltitudine).

    Solo creando una cultura diffusa antievasione dal basso creiamo un sentimento collettivo che pian piano costringerà i decisori politici (spesso, ahimè, inadeguati) a combattere anche la grande elusione, proprio perché i piccoli evasori si sentiranno non più protetti.

    Nel mio piccolo, ho sempre combattuto il piccolo nero “nonostante” lo Stato l’avesse sempre protetto.
    La quantità di miei soldi che finisce nell’economia sommersa ogni mese è *zero*. E, vi assicuro, non è facile.

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