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Google ha realizzato il più potente computer di tutti i tempi

24 Ottobre 2019
Google ha realizzato il più potente computer di tutti i tempi

Primo computer basato sulla supremazia quantistica: le basi per una nuova era. 

A quanto sembra, Google ce l’ha fatta a realizzare il più potente computer di tutti i tempi: non più basato sul codice binario “0 e 1”, ma sulla fisica quantistica: milioni di operazione al secondo, con una rapidità e fluidità che sino ad oggi non era neanche immaginabile. 

Si tratta di uno dei più ambiziosi traguardi dell’essere umano che potrebbe cambiare il corso della nostra storia. E lo cambierà. 

Ha fatto il giro del mondo l’annuncio di Google Ai Quantum su ‘Nature’ di avere raggiunto la ‘supremazia quantistica‘ e questo traguardo “rappresenta un risultato scientifico importante che potrebbe spingere anche investimenti privati su questo settore della ricerca di frontiera”. 

A commentare così la notizia della nascita nei lab di Google Ai Quantum di un processore capace di eseguire in 200 secondi un lavoro che un supercomputer ‘standard’ potrebbe realizzare in circa 10mila anni, è l’esperto di investimenti venture capital, Raffaele Mauro, intervistato dall’Adnkronos.

Nell’articolo pubblicato da Nature, i ricercatori di Google Ai Quantum hanno riferito che, grazie al loro processore Sycamore, “questo consistente aumento di velocità rispetto a tutti gli algoritmi classici noti è una realizzazione sperimentale della supremazia quantistica“.

Si tratta di un traguardo che “si può davvero paragonare al primo volo dei fratelli Wright e alla loro macchina volante” sottolinea ancora Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italia e autore del libro ‘Quantum Computing. Tecnologia, applicazioni, investimenti’ (edito da Egea).

“E se anche il tempo di lavoro impiegato dal computer quantistico di Google Ai Quantum non coprisse 10mila anni di un supercomputer standard, in ogni caso parliamo di un balzo tecnologico significativo” continua Raffaele Mauro. “Nel settore della ricerca sui computer quantistici – ricorda Mauro – ci sono oggi ingenti investimenti pubblici, penso al piano da 1,3 miliardi di dollari stanziato dal Governo Usa o alla flagship dell’Ue da 1 miliardo di euro”.

Certo, “è ancora presto per valutare precisamente la portata del risultato” raggiunto da Google, ma il fatto che “la ricerca abbia superato la peer review di ‘Nature’, dimostra che i passi avanti nella computazione quantistica sono concreti, che c’è grande attenzione sul settore e che, verosimilmente, verranno incrementati ricerca e investimenti a riguardo”.

Il quantum computing, ricorda, infine, Mauro, “è un approccio che fa leva su uno dei pilastri della fisica moderna, la meccanica quantistica, applicandone alcune proprietà fondamentali all’architettura dei calcolatori”. “Una discontinuità che potenzialmente potrebbe avere applicazioni importanti nella ricerca medico-biologica, nello sviluppo di nuovi materiali, nelle telecomunicazioni, nell’intelligenza artificiale e nel settore della difesa” conclude.


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