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Il regolamento di istituto nelle scuole

15 Novembre 2019 | Autore:
Il regolamento di istituto nelle scuole

Cos’è il Consiglio d’istituto? Cosa c’è scritto nel regolamento d’istituto? Quali sono le norme fondamentali da rispettare a scuola e che succede se si violano?

Per gli studenti la scuola è solo quella struttura ove sono costretti a trascorrere buona parte della loro giornata in compagnia di professori, supplenti e presidi: una sorta di Alcatraz dalla quale, per legge, è impossibile fuggire. In verità, la scuola è una realtà molto più complessa: si consideri solamente che ogni istituto scolastico è dotato della necessaria autonomia per munirsi di un proprio regolamento interno. Con il presente articolo vorrei soffermarmi proprio su questo specifico aspetto, cioè sul regolamento d’istituto nelle scuole.

Come vedremo più approfonditamente nei prossimi paragrafi, il regolamento di istituto rappresenta l’insieme delle norme che stabilisce le modalità organizzative e gestionali della scuola volte a garantire la realizzazione del piano dell’offerta formativa. Ovviamente, ogni regolamento deve essere approvato in conformità con le norme di legge: il singolo istituto scolastico non potrebbe mai deliberare in contrasto con la legge dello Stato. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il regolamento d’istituto nelle scuole.

Regolamento d’istituto: cos’è?

Iniziamo subito dalle definizioni. Cos’è il regolamento d’istituto scolastico? Come in parte anticipato, il regolamento d’istituto rappresenta il testo normativo di riferimento di ogni scuola. Per la precisione, il regolamento d’istituto costituisce l’insieme delle norme che ogni scuola dà a sé stessa nell’ambito dell’autonomia concessa dalla legge.

Volendo fare un paragone, possiamo dire che il regolamento d’istituto sta alle scuole come lo statuto ai Comuni: entrambi rappresentano il cuore della disciplina normativa cui deve attenersi la comunità che rappresenta, ed entrambi non possono prevedere regole che siano in contrasto con la legge.

Consiglio d’istituto: cos’è?

Il regolamento d’istituto è deliberato dal Consiglio d’istituto,  il quale rappresenta, insieme al Collegio dei docenti e ai Consigli di classe, il massimo organo collegiale della scuola, con il compito di deliberare sull’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività dell’istituto.

Secondo la legge [1], il Consiglio d’istituto (o di circolo), nelle scuole con popolazione scolastica fino a cinquecento alunni, è costituito da quattordici componenti, di cui sei rappresentanti del personale insegnante, uno del personale non insegnante, sei dei genitori degli alunni, il direttore didattico o il preside.

Nelle scuole con popolazione scolastica superiore a cinquecento alunni, invece, è costituito da diciannove componenti, di cui otto rappresentanti del personale insegnante, due rappresentanti del personale non insegnante e otto rappresentanti dei genitori degli alunni, il direttore didattico o il preside.

Quali sono le funzioni del Consiglio d’istituto?

Il Consiglio d’istituto, oltre a deliberare il regolamento d’istituto, si occupa delle seguenti funzioni:

  • acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-visivi e le dotazioni librarie, e acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;
  • adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;
  • criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche ed extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione;
  • promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
  • partecipazione del circolo o dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;
  • forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dal circolo o dall’istituto.
  • indicazione dei criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di interclasse o di classe;
  • esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo, del circolo o dell’istituto.

A cosa serve il regolamento d’istituto?

Abbiamo visto cos’è e chi delibera il regolamento di istituto nelle scuole; spieghiamo ora a cosa serve tale atto normativo.

Ebbene, il regolamento d’istituto prevede le modalità che garantiscono il buon funzionamento dell’intera scuola, con particolare riferimento al rapporto tra studenti e insegnanti, con lo scopo ultimo di assicurare una corretta programmazione e definizione degli obiettivi didattici.

In pratica, nel regolamento d’istituto regola l’organizzazione interna della scuola, stabilendo le regola che bisognerà rispettare, tra le altre cose, in merito alla determinazione dell’orario scolastico, del raggiungimento degli obiettivi didattici, delle modalità di somministrazione delle verifiche in classe e dei compiti da assegnare agli studenti, della scelta dei libri di testo da far acquistare agli studenti e di ogni altro materiale didattico.

Il regolamento d’istituto, ancora, disciplina l’esercizio del diritto di associazione all’interno della scuola e del diritto degli studenti a svolgere iniziative al suo interno, l’utilizzo dei locali e delle attrezzature al loro interno (computer, proiettori, ecc.).

Cosa c’è scritto nel regolamento d’istituto?

Per scendere ancora di più nel dettaglio, possiamo dire che praticamente in ogni regolamento d’istituto possiamo trovare disciplinati i seguenti aspetti:

  • diritti e doveri degli insegnanti, del dirigente scolastico, del personale ata, degli alunni e delle loro famiglie, in conformità con quanto stabilito dallo Statuto delle studentesse e degli studenti [2];
  • disposizioni sulla vigilanza degli alunni, sia nell’accesso all’istituto che durante le ore di lezione e di intervallo (sorveglianza nel cambio dell’ora, vigilanza durante l’attività in palestra, regolamentazione uscita degli alunni, ecc.);
  • disposizioni su visite guidate e viaggi d’istruzione;
  • prevenzione degli infortuni degli alunni e adempimenti nel caso in cui dovessero verificarsi;
  • disposizioni sul decoro nell’abbigliamento e nella cura della persona;
  • tutela della riservatezza di docenti, alunni e personale non insegnante;
  • criteri per la formazione delle classi;
  • le attribuzioni fondamentali degli organi collegiali della scuola, e cioè del Consiglio d’istituto, del Consiglio di classe e del Collegio docenti.

Pubblicità del regolamento

Il regolamento di istituto deve essere reso pubblico nella maniera più idonea possibile. A tal fine, oramai tutte le scuole, per assolvere a questo dovere, pubblicano il proprio regolamento d’istituto sul sito internet istituzionale, in modo che sia accessibile a tutti.

L’impugnazione del regolamento d’istituto

Il regolamento d’istituto, in quanto formale atto d’autonomia della scuola, può essere impugnato come qualsiasi provvedimento amministrativo.

Per la precisione, il regolamento di istituto di una scuola può essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rispettivamente entro sessanta o centoventi giorni dalla pubblicazione o, in alternativa, dalla effettiva conoscenza del provvedimento lesivo.

I soggetti che possono proporre impugnazione avverso il regolamento d’istituto sono quelli che sono direttamente coinvolti dalle disposizioni di quest’ultimo, e quindi: gli studenti (o, in loro vece, i genitori), gli insegnanti, il personale non insegnante che lavora nelle scuole.

La disciplina dei compiti in classe

Un aspetto di sicuro interesse per tutti gli alunni è quello che riguarda le norme relative allo svolgimento di compiti in classe e interrogazioni all’interno del regolamento d’istituto.

Poiché, come più volte ricordato, il regolamento d’istituto disciplina il vivere scolastico, talvolta anche fuori delle mura dell’istituto (pensa ai casi dei viaggi d’istruzione, ad esempio), avrai già compreso che tale fonte disciplinerà anche il funzionamento dei compiti in classe e delle interrogazioni cui devono essere sottoposti gli alunni per le opportune verifiche.

Come ti ho spiegato nel mio articolo dal titolo È legale fare due compiti in classe lo stesso giorno, il regolamento d’istituto potrebbe prevedere norme molto precise sulle modalità di svolgimento delle verifiche scolastiche in aula, nell’ottica della leale collaborazione tra studenti e docenti.

Quindi, nel rispetto dello Statuto degli studenti, secondo cui i dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico, potrebbero essere contemplati dei divieti che impediscano agli insegnanti di “caricare” eccessivamente gli studenti con compiti in classe nello stesso giorno e interrogazioni orali.

Insomma: nel regolamento d’istituto possono essere previste norme che disciplinino le modalità di somministrazione dei compiti, delle interrogazioni e di ogni altra verifica.

Come sono punite le violazioni del regolamento?

Cosa succede se si trasgredisce alle norme contenute nel regolamento d’istituto? Le sanzioni che possono essere comminate nel caso di violazione sono:

  • il richiamo verbale;
  • il richiamo scritto;
  • l’ammonizione scritta;
  • l’ammonizione scritta con preavviso di sospensione;
  • la sospensione.

Si tratta di sanzioni disciplinari che possono essere comminate dal singolo docente oppure, nei casi più gravi, dal dirigente d’istituto o dal Consiglio di classe. Più nel dettaglio:

  • il richiamo verbale e il richiamo scritto possono essere irrogati da ogni docente e dal capo d’istituto (preside o dirigente);
  • l’ammonizione scritta e l’ammonizione scritta con preavviso di sospensione compete solamente il capo d’istituto su segnalazione del docente coordinatore di classe;
  • la sospensione dalle lezioni compete al consiglio di classe allargato alla componente studentesca e, nei casi più gravi, anche ai genitori;
  • per la sospensione dalle lezioni oltre quindici giorni decide la giunta esecutiva (di cui fanno parte il dirigente scolastico, il direttore dei servizi generali e amministrativi, un docente, un genitore, un alunno maggiorenne e un rappresentante del personale, individuati dal consiglio d’istituto tra i suoi componenti) su proposta del consiglio di classe.

Delle sanzioni scritte e delle sospensioni dalle lezioni o della relativa attività alternativa, viene data immediata notizia alle famiglie.

Ovviamente, nel caso in cui la condotta che viola il regolamento d’istituto dovesse costituire anche altro tipo di illecito (amministrativo, civile o penale), si provvederà ad allertare le autorità competenti affinché vengano adottate tutte le misure del caso.

Pensa, ad esempio, a chi fuma nelle aule: questa condotta violerebbe non solo il regolamento d’istituto, ma anche la disposizione di legge che vieta di fumare nei locali pubblici o aperti al pubblico; oppure pensa allo studente che ne aggredisca un altro, provocandogli lesioni personali: in questo caso scatterebbe il reato vero e proprio.

Come difendersi dalle sanzioni?

Prima della decisione dell’organo competente all’irrogazione della sanzione (preside, Consiglio di classe, giunta esecutiva) l’alunno potrà esporre le proprie ragioni al dirigente anche alla presenza dei soggetti che lo accusano della mancanza disciplinare o inviare un memoriale difensivo.

Al momento della presentazione delle sue ragioni, l’alunno può chiedere che, qualora la sanzione venga effettivamente inflitta, essa sia convertita in attività a vantaggio della comunità scolastica; in tal caso si terrà conto della finalità riparatoria ed educativa della sanzione stessa, che deve tendere al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.



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