Detrazioni, più tasse per redditi alti: ecco chi perde i bonus

25 Ottobre 2019 | Autore:
Detrazioni, più tasse per redditi alti: ecco chi perde i bonus

Spariscono le detrazioni Irpef per i ricchi: ridotte sopra i 120mila euro di redditi annui, azzerate per gli over 240mila. Restano mutui e spese sanitarie.

Come anticipato dal Governo, d’ora in poi i bonus fiscali saranno condizionati dai redditi di ciascun contribuente: quelli con i redditi più alti troveranno dei limiti alla possibilità di detrarre gli importi delle spese sostenute dall’ammontare delle tasse da pagare. Non potranno più ridurre le loro imposte beneficiando delle comuni detrazioni che finora erano state riconosciute a tutti senza distinzioni.

Adesso, la versione quasi definitiva della legge di Bilancio 2020 prevede la graduale eliminazione delle agevolazioni fiscali per oltre 300 mila italiani: sono i contribuenti considerati “ricchi” dal Fisco perché dichiarano redditi alti, oltre 120mila euro all’anno.

Perderanno le detrazioni fiscali, ma non del tutto: infatti, la possibilità di detrarre al 19% numerose spese (alcune, come vedremo subito, resteranno anche per loro) verrà ridotta per i redditi annui lordi superiori a 120mila euro e completamente eliminata per quelli maggiori di 240mila, fatte salve alcune deduzioni considerate essenziali.

La manovra introduce così una doppia soglia di redditi, oltre la quale, come si legge nel Dpb, il Documento programmatico di bilancio che arriverà in Parlamento entro la settimana prossima, «l’agevolazione Irpef relativa a oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualità». Ora, sono stati individuati con precisione i due livelli di redditi interessati ai tagli, quello dei “piccoli ricchi” compresi tra 120 mila e 240 mila che perderanno i bonus fiscali solo in parte e quello dei “grandi ricchi” con redditi superiori a questo tetto, ai quali saranno tolti completamente.

Rimarranno salve, invece, senza limiti di reddito, le detrazioni per alcune spese considerate importanti, come quella per gli interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa e quelle per le spese sanitarie sostenute.

La norma in arrivo interviene solo sulle detrazioni con aliquota al 19%, quindi rimangono intatti e senza tagli tutti gli altri bonus specifici, come quelli per le ristrutturazioni edilizie, l’ecobonus che riguarda le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ed il sismabonus per chi effettua lavori edilizi antisismici sugli immobili.

Spariranno, invece, per queste fasce di contribuenti con redditi elevate una lunga serie di agevolazioni finora riconosciute: le spese per l’educazione scolastica (per la frequenza di scuole materne, elementari o superiori e l’università), quelle per le attività sportive dei figli, le spese funebri ed anche la quota deducibile dei premi versati per le assicurazioni sulla vita e le somme versate in favore delle associazioni sportive dilettantistiche o dello spettacolo.

Bisogna poi ricordare che per tutti i contribuenti Irpef le detrazioni a partire dal 2020 saranno riconosciute solo se i pagamenti avverranno con mezzi tracciabili, come le carte di credito o di debito, i bancomat ed i bonifici bancari: chi pagherà i contanti sarà escluso dal beneficio. Il Governo vuole agire anche su questo fronte della «digitalizzazione delle detrazioni» per incentivare i pagamenti elettronici e ridurre l’uso del contante.



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