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Turbata libertà degli incanti: ultime sentenze

9 Novembre 2019
Turbata libertà degli incanti: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: turbata libertà degli incanti; atti idonei ad influenzare l’andamento della gara; esistenza di un accordo collusivo.

Ai fini della configurabilità del reato di turbata libertà degli incanti non è necessario il conseguimento del risultato perseguito dagli autori dell’illecito, ma l’idoneità degli atti ad influenzare l’andamento della gara.

Reato di turbata libertà degli incanti: quando si configura?

Il reato di turbata libertà degli incanti si configura, a carico del legale rappresentante di una Srl, che partecipa alle cene con altri imprenditori per mettere a punto delle combine per aggiudicarsi le gare, a prescindere dal danno causato alla Pa e dal raggiungimento dell’obiettivo. A chiarirlo è la Cassazione che respinge il ricorso dell’imputato contro la condanna per il reato ex articolo 353 del Cp chiarendo che il turbamento si verifica quando la condotta collusiva influisce soltanto nella regolarità della gara anche senza alterarne i risultati.

Cassazione penale sez. VI, 22/02/2019, n.19927

Il collegamento tra società partecipanti alla gara

In tema di turbata libertà degli incanti, il collegamento tra società partecipanti alla gara costituisce solo un elemento indiziario al quale deve aggiungersi la prova che dietro la costituzione di imprese apparentemente distinte sia celato un unico centro decisionale di offerte coordinate oppure che le imprese abbiano presentato offerte concordate proprio grazie al rapporto di collegamento.

Cassazione penale sez. VI, 17/09/2019, n.42371

Gara per l’aggiudicazione di un appalto pubblico

In tema di turbata libertà degli incanti, il collegamento, formale o sostanziale, tra società partecipanti alla gara per l’aggiudicazione di un appalto pubblico non è di per sé sufficiente a configurare il delitto previsto dall’art. 353 c.p., occorrendo la prova che, dietro la costituzione di imprese apparentemente distinte, si celi un unico centro decisionale di offerte coordinate o che le imprese, utilizzando il rapporto di collegamento, abbiano presentato offerte concordate.

(In motivazione, la Corte ha precisato che il collegamento tra imprese può essere penalmente rilevante anche con riguardo alle condotte realizzate prima della modifica apportata all’art. 38 d.Ig. n. 163 del 2006 con il d.l. 25 settembre 2009, n. 135, convertito nella legge 20 novembre 2009, n. 166, atteso che l’art. 38, lett.m)-quater, non ha introdotto “ex novo” il divieto di partecipazione ad una medesima gara da parte di più imprese collegate, bensì ha previsto che l’esclusione in sede amministrativa non è automatica, ma richiede l’accertamento in concreto dell’esistenza di un unico centro decisionale ovvero di un accordo collusivo).

Cassazione penale sez. VI, 13/06/2018, n.3264

Assenza dei criteri da seguire ai fini della conclusione del contratto

In tema di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.), ai fini della verifica circa la sussistenza o meno del presupposto del reato, costituito dall’avvenuta instaurazione di una procedura di gara, che può essere anche informale o atipica, questa è da riconoscersi quando l’avviso di gara o il bando, o comunque l’atto equipollente, pongano i potenziali partecipanti nella condizione di valutare le regole che presiedono al confronto e i criteri in base ai quali formulare le proprie offerte, mentre deve escludersi allorché, a prescindere dalla legittimità del meccanismo adottato, sia prevista solo una comparazione di offerte che la p.a. è libera di valutare, in mancanza di precisi criteri di selezione.

(Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha escluso che potesse ravvisarsi una procedura di gara in un caso in cui si era solo in presenza di più missive inviate a diversi professionisti nelle quali si richiedeva esclusivamente un preventivo di parcella al fine del conferimento di un immediato incarico professionale, in assenza di qualsivoglia riferimento ai criteri che sarebbero stati seguiti ai fini della conclusione del contratto).

Cassazione penale sez. VI, 24/05/2018, n.38509

Accordo tra imprese appartenenti a un consorzio

Il delitto di turbata libertà degli incanti, di cui all’art. 353 c.p., è integrato da ogni accordo clandestino diretto a influire sul normale svolgimento della gara e concretamente idoneo a sortire tale effetto, quand’anche intervenuto tra imprese che partecipino al medesimo consorzio.

Cassazione penale sez. VI, 22/05/2018, n.27987

Reato di turbata liberalità degli incanti: condotta dell’agente

Integra il reato di turbata libertà degli incanti la condotta posta in essere dall’agente, a seguito di aggiudicazione, nel periodo di tempo necessario ai controlli e alle verifiche prodromiche alla stipula del contratto, considerato che solo con tale atto il procedimento di scelta del contraente giunge al termine.

Cassazione penale sez. II, 04/05/2018, n.34746

Impedimento allo svolgimento della gara

Il bene giuridico tutelato dalla previsione normativa del delitto di turbata libertà degli incanti non è costituito solo dalla libertà di partecipazione alla procedura, ma dalla libertà di chi vi partecipa al fine di influenzarvi l’esito sicché sussista tale ipotesi criminosa non solo nell’ipotesi in cui sia impedimento lo svolgimento della gara ma anche allorquando sia più semplicemente turbato il suo svolgimento.

Tribunale Chieti, 16/04/2018, n.530

Preposto alla gara che fornisce suggerimenti al concorrente

Integra il reato di turbata libertà degli incanti la “collusione” tra il preposto alla gara ed uno dei concorrenti, per effetto della quale il primo fornisca al secondo suggerimenti e consigli ai fini della determinazione del contenuto dell’offerta da presentare.

Cassazione penale sez. VI, 09/11/2017, n.57251

Associazione a delinquere per corruzione e turbativa d’asta

Nell’ambito del procedimento penale per associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti di corruzione, di turbata libertà degli incanti e di truffa ai danni delle Ferrovie in relazione ad affidamenti di lavori riguardanti la manutenzione del parco rotabile, e per specifici episodi di turbata libertà di gare d’appalto ad evidenza pubblica, l’ammissione degli addebiti intervenuta in sede penale da parte di coloro che hanno procurato profitto illecito alla società in appaltatrice, è di per sé utilizzabile dal giudice civile, indipendentemente dall’esito del giudizio nel corso del quale è stata resa, integrando, alla luce della coerenza dei fatti ivi confessati e della verosimiglianza delle condotte in danno di Trenitalia S.p.A., quella violazione del Codice Etico che abilita alla risoluzione degli appalti reclamata.

Tribunale Roma sez. VIII, 03/06/2017, n.11250

Reato di turbata libertà degli incanti e reato di estorsione: concorso formale

È ammissibile il concorso formale tra il delitto di turbata libertà degli incanti e quello di estorsione (nella specie, relativa ad una procedura di espropriazione immobiliare, la turbativa si era realizzata con la minaccia volta ad impedire all’aggiudicatario provvisorio di versare la restante parte del prezzo; l’estorsione aveva richiesto l’ulteriore elemento relativo al danno patrimoniale conseguente, consistito nella perdita della cauzione già versata e nel risarcimento del danno alla procedura, per il minor prezzo della successiva vendita del bene).

Cassazione penale sez. II, 21/04/2017, n.28388

Condotte successive alla chiusura dell’asta

Il reato di cui all’art. 353 c.p. (turbata libertà degli incanti) può essere costituito anche da condotte poste in essere successivamente alla chiusura dell’asta indetta nell’ambito di una procedura di esecuzione immobiliare, quando ancora non sia intervenuto il definitivo trasferimento della proprietà dell’immobile all’aggiudicatario, con il quale soltanto può ritenersi conclusa la procedura di “gara” alla quale espressamente si riferisce la norma incriminatrice.

Cassazione penale sez. II, 21/04/2017, n.28388

Danneggiato: può opporsi alla richiesta di archiviazione?

Nel delitto di turbata libertà degli incanti unico soggetto passivo titolare dell’interesse protetto è la p.a., atteso che il bene giuridico tutelato va individuato nel solo interesse di quest’ultima al regolare svolgimento delle procedure di gara secondo regole concorrenziali, con la conseguenza che il privato che assume di essere danneggiato dal reato non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione.

Cassazione penale sez. VI, 10/05/2017, n.28266


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