Diritto e Fisco | Articoli

Come tutelarsi in caso di prestito

27 Ottobre 2019
Come tutelarsi in caso di prestito

Mutui tra privati: come si difende chi presta il denaro e come, invece, chi lo riceve. Una serie di consigli sulla firma del contratto e sulle garanzie.

Se presti del denaro a un’altra persona o se sei tu a beneficiare di tale elargizione, è molto probabile che ti stia chiedendo quali mosse devi compiere per evitare brutte sorprese. Si sa, quando si tratta di soldi, anche le migliori amicizie – per non parlare delle parentele – possono saltare in men che non si dica. Ecco allora qualche suggerimento su come tutelarsi in caso di prestito.

In questa guida, proveremo a fornire alcune raccomandazioni sia per chi dà il denaro che per chi lo riceve. Del resto, è interesse di entrambe le parti che il rapporto contrattuale si svolga con correttezza e trasparenza, proprio per evitare che eventuali litigi possano sfociare in una causa. Sì, hai capito bene! Stiamo parlando proprio di un «rapporto contrattuale» o, se così lo vuoi chiamare, di un contratto: quello di mutuo. Il mutuo, infatti, non richiede necessariamente la presenza di una banca. Esso è l’accordo tra due persone (che quindi possono anche essere privati cittadini) in forza del quale l’uno dà all’altro del denaro ottenendone l’impegno alla restituzione entro un termine prefissato. Se insieme alla somma prestata vengono anche corrisposti gli interessi, parleremo di un «mutuo a titolo oneroso» (dove appunto gli interessi costituiscono il prezzo, ossia la controprestazione, per la disponibilità della somma). Se, invece, non è previsto alcun interesse, parleremo di «mutuo a titolo gratuito».

Comprenderai bene allora che, per sapere come tutelarsi in caso di prestito, sarà bene conoscere tutte le seguenti regole che sono riportate nel nostro Codice civile. Procediamo allora con ordine.

Prestito: il contratto scritto è necessario?

Se vuoi prestare dei soldi a una persona, non devi necessariamente firmare un contratto scritto. L’obbligo della scrittura privata è previsto solo per le banche. In tal caso, il contratto si perfeziona nel momento della consegna dei soldi, che può avvenire per contanti solo se non si superano le soglie fissate dalla legge (fino al 2019, 3mila euro; dal 2020 al 2021, 2mila euro). 

Se, però, intendi stabilire un tasso di interesse moratorio superiore a quello legale (quello cioè che scatta per ogni giorno di ritardo nella restituzione), devi redigere un documento scritto; diversamente, varrà il tasso legale fissato dal ministero. 

Potrebbe sorgere un problema tutte le volte in cui i rapporti tra le parti non consentano di gestire formalmente il contratto di mutuo. Pensa, ad esempio, a una persona che dia in prestito una somma di denaro ad un fratello affidandosi alla correttezza di quest’ultimo derivante dal rapporto di parentela. Se ti sembra scortese far firmare un contratto alla parte mutuataria, assicurati almeno di far transitare la somma attraverso un bonifico bancario o un altro mezzo di pagamento tracciabile come l’assegno. In questo modo, pur se non hai un documento che dimostri l’esistenza del prestito, potrai sempre dimostrare il passaggio del denaro anche a distanza di molti anni. Ti basterà chiedere alla banca gli estratti conto.

I problemi con l’Agenzia delle Entrate

La presenza di un contratto scritto è consigliabile non solo per una garanzia di corretto adempimento dell’impegno, ma anche per tutelarti da eventuali contestazioni dell’Agenzia delle Entrate. Se il Fisco, infatti, dovesse accorgersi che mensilmente sul tuo conto viene effettuato un bonifico – la restituzione delle singole rate del prestito – cosa potrebbe mai pensare? La legge l’autorizza a presumere che si tratti di redditi imponibili sottratti alla tassazione: per cui tu andresti incontro a un accertamento fiscale. Ecco perché, per garantirti da eventuali contestazioni dell’ufficio delle imposte, sarà bene che il contratto di mutuo sia scritto e anche registrato, in modo da dargli una data certa opponibile a chiunque. 

Prestito: gli interessi sono obbligatori?

Il contratto di mutuo si presume a titolo oneroso salvo diversa volontà delle parti. Questo significa che, se nel contratto non è specificato l’obbligo di corrispondere gli interessi, questi sono comunque dovuti. Pertanto, se vuoi siglare un contratto di mutuo a titolo gratuito, devi specificarlo per iscritto. Un mutuo verbale è sempre oneroso, ossia genera interessi salvo dimostrazione del patto contrario (cosa non facile da provare, proprio per via dell’oralità dell’accordo).

In ogni caso, la mancata indicazione degli interessi – cosa che succede ancora di più nei contratti di mutuo verbali – implica l’applicazione degli interessi al tasso legale fissato annualmente dal ministero dell’Economia.

Promessa di mutuo

Se i soldi non ti servono immediatamente, ma vuoi comunque garantirti la possibilità di chiederli in un successivo momento, puoi sempre vincolare il mutuante facendogli firmare una promessa di mutuo. Si tratta di un contratto preliminare (comunemente detto «compromesso»), in forza del quale il mutuante si impegna a trasferire denaro o altre cose fungibili al mutuatario che si obbliga, una volta ricevuta la somma o i beni promessi, alla restituzione e al pagamento dei relativi interessi.

La promessa di mutuo si perfeziona per effetto del solo consenso tra le parti, ma il trasferimento del denaro può avvenire solo a seguito della stipula del contratto di mutuo vero e proprio.

Che fare in caso di mancata restituzione delle somme del prestito?

Se non ricevi la restituzione delle somme prestate alla scadenza convenuta, puoi ricorrere al giudice. La procedura è più celere se hai un documento scritto firmato dal mutuatario. In tale ipotesi, infatti, puoi chiedere un decreto ingiuntivo. Altrimenti, dovrai procurarti le prove dell’esistenza del prestito e avviare un giudizio ordinario. 

Chiaramente, la causa deve essere gestita da un avvocato, ma prima di andare in tribunale devi procedere con la cosiddetta mediazione obbligatoria (solo per somme inferiori a 50mila euro): un tentativo di conciliazione che si esplica al di fuori delle aule di tribunale. 

Come garantire il prestito

Se temi che il prestito non ti venga restituito, puoi farti rilasciare delle garanzie. Di norma, si ricorre alla firma di cambiali con data di scadenza successiva alla scadenza del mutuo o a tante cambiali per quante sono le rate, ciascuna con scadenza successiva alla singola rata (proprio per verificare se questa viene regolarmente corrisposta).

C’è chi ricorre all’assegno postdatato, ma si tratta di una modalità irregolare: difatti, per incassare un assegno bisogna sempre attendere che si compia la data in esso indicata. 

Un altro modo per garantirsi in caso di prestito è chiedere una garanzia personale. Ad esempio, puoi far firmare il contratto di mutuo anche a un’altra persona, magari più solvibile del mutuatario, di modo ché se quest’ultimo non dovesse corrispondere il dovuto potresti rivolgerti all’altro contraente. 

Quest’ultima soluzione è molto simile alla fideiussione: la fideiussione, però, è un autonomo contratto con cui un’altra persona, preso atto del prestito ricevuto dal debitore principale, si impegna a pagare le somme che quest’ultimo non dovesse corrispondere nei termini. Ne deriverebbe una doppia responsabilità tra garante e garantito che consente al mutuante di agire indifferentemente nei confronti dell’uno o dell’altro.

Se ci sono strani movimenti di patrimonio

Spesso succede che chi contrae un debito, come appunto il mutuo, accorgendosi di non poter pagare inizia a intestare i propri beni ad altre persone. In questi casi, anche se il pagamento sta avvenendo regolarmente, puoi esercitare la cosiddetta azione revocatoria. Non c’è, infatti, bisogno di attendere la morosità quando il debitore si priva delle garanzie patrimoniali in favore dei creditori. In particolare:

  • se il mutuatario sta realizzando delle donazioni, dovrai dimostrare che il suo residuo patrimonio è insufficiente a coprire il debito nel caso di pignoramento;
  • se il mutuatario sta realizzando delle vendite, dovrai dimostrare in più anche la consapevolezza, da parte dell’acquirente, della situazione debitoria del venditore. 

L’azione può essere esercitata entro massimo 5 anni dal rogito.

Approfondimenti

Puoi trovare maggiori informazioni nei nostri articoli:



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Buonasera. Ma scusate, da molte parti leggo che in caso di contestazione su un contratto di mutuo, l’onere della prova grava sul mutuante, il quale sarà tenuto a provare gli elementi costitutivi della domanda e, pertanto, non soltanto l’avvenuta consegna della somma, ma anche il titolo da cui derivi l’obbligo della vantata restituzione. Qui, da come scrivete, sembra che basti la tracciabilità di un assegno e intentare una causa..qual è la risposta giusta? Se io dovessi fare un prestito è sufficiente solo l’accordo verbale senza niente di scritto? Da quel che leggo sui vari siti non mi sembra

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube