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Custodia cautelare: ultime sentenze

10 Novembre 2019
Custodia cautelare: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: custodia cautelare; riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione; evasione dal luogo di esecuzione degli arresti domiciliari; richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere e pericolosità dell’indagato.

Come determinare la pena da eseguire?

Ai fini della determinazione della pena da eseguire devono essere computati anche i periodi di custodia cautelare relativi a fatti per i quali il condannato abbia già ottenuto il riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, dovendosi escludere la possibilità di scelta in capo all’interessato tra il ristoro pecuniario ex art. 314 c.p.p. e lo scomputo della pena da espiare.

Cassazione penale sez. IV, 02/10/2019, n.41307

Custodia cautelare in carcere: l’impugnazione

Nel processo penale, l’impugnazione contro la misura della custodia cautelare in carcere, proposta irritualmente, non può essere sanata con la trasmissione a mezzo Pec dalla cancelleria del tribunale che ha ricevuto l’atto, al tribunale competente. Ad affermarlo è la Cassazione respingendo così il ricorso di un indagato per reati di traffico di stupefacenti nell’ambito di un’associazione criminale di stampo mafioso.

I giudici affermano che la Pec può essere utilizzata nel processo penale solo per materie che non prevedono il deposito degli atti in cancelleria. Per gli altri casi l’uso della Pec non è in grado di fornire tempi e modalità certe di ricezione e conoscenza dell’atto di impugnazione da parte del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.

Cassazione penale sez. VI, 11/09/2019, n.41283

Retrodatazione della decorrenza dei termini di custodia cautelare

In tema di retrodatazione della decorrenza dei termini di custodia cautelare, la nozione di anteriore “desumibilità” delle fonti indiziarie, poste a fondamento dell’ordinanza cautelare successiva, dagli atti inerenti la prima ordinanza cautelare, non va confusa con quella di semplice “conoscenza” o “conoscibilità” di determinate evenienze fattuali.

La desumibilità, infatti, per essere rilevante ai fini del meccanismo di cui all’articolo 297, comma 3, del Cpp, deve essere individuata nella condizione di conoscenza, da un determinato compendio documentale o dichiarativo, degli elementi relativi a un determinato fatto-reato che abbiano in sé una specifica “significanza processuale”; ciò che si verifica allorquando il pubblico ministero procedente sia nella reale condizione di avvalersi di un quadro sufficientemente compiuto ed esauriente (sebbene modificabile nel prosieguo delle indagini) del panorama indiziario, tale da consentirgli di esprimere un meditato apprezzamento prognostico della concludenza e gravità delle fonti indiziarie, suscettibili di dare luogo – in presenza di concrete esigenze cautelari – alla richiesta e all’adozione di una misura cautelare.

Cassazione penale sez. II, 12/07/2019, n.34109

Quando è esclusa la custodia cautelare in carcere?

Colui che, trasgredendo alle prescrizioni degli arresti domiciliari, si allontani dal domicilio e venga poi arrestato per evasione, non potrà essere poi sottoposto a custodia cautelare in carcere in relazione a tale delitto, salvo che gli arresti domiciliari non possano essere disposti per sopravvenuta mancanza di uno dei luoghi di esecuzione indicati nell’art. 284, comma 1, c.p.p.

Cassazione penale sez. VI, 04/07/2019, n.39114

Ordinanza di custodia cautelare emessa in procedimento penale diverso

In tema di prova documentale, l’ordinanza di custodia cautelare emessa in un procedimento penale diverso, in quanto documento equiparabile alla sentenza pronunciata in un distinto procedimento ancora non passata in giudicato, pur potendo essere legittimamente acquisita al fascicolo del dibattimento nel contraddittorio delle parti, può essere utilizzata come prova limitatamente alla esistenza della decisione e delle vicende processuali in essa rappresentate e non anche ai fini della valutazione delle prove e della ricostruzione dei fatti oggetto di accertamento in quei procedimenti, posto che l’art. 238-bis cod. proc. pen. riconosce tale valore probatorio solo alla sentenza irrevocabile.

Cassazione penale sez. IV, 12/06/2019, n.29279

Misure alternative alla detenzione

È illegittimo il decreto che dichiara l’inammissibilità “de plano” della richiesta di misure alternative alla detenzione in conseguenza della sottoposizione del detenuto a custodia cautelare per altra causa, atteso che la concorrenza del titolo cautelare non è preclusiva alla concessione della misura, ferma restando la possibilità di valutare, nel contraddittorio delle parti, l’incidenza sui relativi presupposti dei fatti oggetto del procedimento ancora pendente.

Cassazione penale sez. I, 04/06/2019, n.30973

Richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere

In tema di misure cautelari personali, il giudice, investito della richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con altra misura meno afflittiva, è chiamato a valutare l’adeguatezza di quest’ultima rispetto alle esigenze di prevenzione di cui all’art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p. anche in relazione alla prognosi di spontaneo adempimento degli obblighi e delle prescrizioni eventualmente ad essa collegati, avendo particolare riguardo alla pericolosità sociale dell’indagato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che correttamente i giudici di merito avessero disatteso l’istanza di sostituzione della misura carceraria con quella degli arresti domiciliari avanzata da un soggetto accusato di riciclaggio in considerazione dell’evidente protrazione della condotta, svolta con stabilità e professionalità, e del collegamento del predetto con complici operanti in territorio estero).

Cassazione penale sez. II, 17/05/2019, n.27272

Comportamenti deontologicamente scorretti

In tema di ingiusta detenzione, per la valutazione della colpa grave ostativa al riconoscimento del diritto alla riparazione per la custodia cautelare sofferta, il giudice di merito può valorizzare anche scorretti comportamenti deontologici, quando questi, uniti ad altri elementi, configurino una situazione obiettiva idonea ad evocare, secondo un canone di normalità, una fattispecie di reato.

(Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto integrativa della colpa grave la condotta dell’imputato, pubblico amministratore, che aveva esercitato pressioni, finalizzate all’assunzione della figlia, su un gruppo imprenditoriale che aveva contratti in corso con la propria amministrazione).

Cassazione penale sez. IV, 15/05/2019, n.26925

Esigenze cautelari e adeguatezza della custodia carceraria

La presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, di cui all’art. 275, comma 3, c.p.p., è prevalente, in quanto speciale, rispetto alla norma generale stabilita dall’art. 274 c.p.p., sicché se il titolo cautelare riguarda i reati previsti dall’art. 275, comma 3, c.p.p. detta presunzione fa ritenere sussistente, salvo prova contraria, i caratteri di attualità e concretezza del pericolo.

Cassazione penale sez. I, 10/05/2019, n.24135

Custodia cautelare subita e successiva assoluzione

Il procedimento relativo alla riparazione per l’ingiusta detenzione, quantunque si riferisca ad un rapporto obbligatorio di diritto pubblico e comporti perciò il rafforzamento dei poteri officiosi del giudice, è tuttavia ispirato ai principi del processo civile, con la conseguenza che l’istante ha l’onere di provare i fatti costitutivi della domanda (la custodia cautelare subita e la successiva assoluzione), mentre alla parte resistente incombe di provare il dolo o la colpa grave da parte dell’istante medesimo quali causa o concausa del provvedimento restrittivo.

Cassazione penale sez. IV, 28/03/2019, n.18828



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