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Compito in classe: quando si annulla?

17 Novembre 2019 | Autore:
Compito in classe: quando si annulla?

È possibile annullare una verifica? Quando i compiti in classe possono essere annullati su richiesta dell’insegnante e quando su istanza degli alunni?

L’incubo di tutti gli studenti è rappresentato dai compiti in classe: problemi di matematica, versioni di latino e greco, temi, talvolta anche verifiche a sorpresa. A volte, come se non ne bastasse uno, i professori, soprattutto a fine anno scolastico, quando l’esigenza di concludere il programma si fa più forte e i tempi sono ridotti, ne cumulano due nello stesso giorno. Devi sapere, però, che anche i compiti in classe devono rispettare delle regole, pena la possibilità di poter chiedere l’annullamento della verifica. Quando si annulla un compito in classe? È ciò di cui vorrei parlarti con questo articolo.

Se l’argomento ti incuriosisce e ne vuoi sapere di più, prosegui con la lettura: vedremo insieme quali regole rispettare perché una verifica sia valida e quando è possibile annullare un compito in classe, sia per mancanze dell’alunno che per errori del professore.

Si può annullare un compito in classe copiato?

Il principale (e più frequente) caso in cui è possibile che si senta parlare di annullamento del compito in classe è quello riguardante l’alunno che copia l’elaborato di un suo compagno di classe. Ugualmente frequente è la condotta dello studente che copia il compito da uno scritto portato da casa e abilmente nascosto, ad esempio, tra le pagine di un libro. Cosa succede in questi casi? Si può annullare un compito in classe copiato?

Secondo una vecchia norma di legge [1], tutt’ora in vigore, spetta al preside annullare singole prove di esami d’ammissione, promozione, idoneità e licenza per irregolarità nella inscrizione o dichiararne la nullità per risoluzione negativa della ammissione.

La norma è stata pensata per gli esami di maturità, tant’è vero che il medesimo potere è conferito alla Commissione esaminatrice durante la sessione d’esame.

Tale potere, però, potrebbe estendersi anche ai singoli compiti in classe: di conseguenza, se v’è una persona abilitata ad annullare una verifica questi è il dirigente scolastico. Poiché la norma di legge appena citata parla di annullamento nel caso di frode o infrazione disciplinare, in teoria è possibile immaginare che il plagio di una verifica sia una vera frode, passibile quindi di essere punita con l’annullamento.

Quali sono le conseguenze di un compito annullato?

Il problema dell’annullamento di un compito in classe è quello di comprendere quali possano essere le conseguenze negative di questo provvedimento punitivo nei confronti dell’alunno. Se un compito in classe è invalido perché, ad esempio, è copiato di sana pianta, come dovrà essere valutato lo studente?

Possiamo immaginare che dall’annullamento possano derivare due conseguenze: la ripetizione del compito in classe, con obbligo del professore di somministrare all’alunno una nuova verifica; l’attribuzione del voto più basso possibile, ad esempio lo zero.

In entrambi i casi, le conseguenze dell’annullamento non sembrano essere del tutto coerenti con il concetto di invalidità o nullità conosciuto nel mondo del diritto: nel primo caso, cioè in quello di ripetizione del compito in classe, l’alunno si troverebbe di fatto a beneficiare di una seconda opportunità; nella seconda ipotesi, invece, egli andrebbe incontro a una conseguenza negativa del tutto simile a quella derivante da una stroncatura diretta del professore.

In altre parole: se un compito è stato copiato, ha senso ricorrere all’annullamento (il quale presuppone che il professore allerti il preside affinché intervenga e decida sul caso) quando basterebbe la semplice valutazione negativa del professore?

Proprio per questa ragione la legge ha previsto espressamente l’annullamento solamente per gli esami irripetibili, come appunto quello di maturità: l’annullamento di una prova del genere, infatti, implica automaticamente la bocciatura.

Si può annullare un compito in classe per colpa del professore?

Vediamo ora il caso opposto a quello analizzato sopra, e cioè se è possibile annullare un compito in classe a causa del professore. Pensa, ad esempio, al docente che abbia propinato ai suoi studenti una verifica su argomenti ancora non affrontati oppure spiegati solo il giorno precedente, oppure ancora all’ipotesi di due compiti in classe lo stesso giorno. Cosa fare in casi del genere? Si può chiedere l’annullamento delle verifiche?

Non si tratta di un quesito semplice, ma proviamo lo stesso a dare una risposta. Secondo lo statuto delle studentesse e degli studenti delle scuole secondarie [2], l’alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola; a tal proposito, i dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico.

Sempre il medesimo statuto dice che i regolamenti d’istituto individuano i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri degli studenti, al corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri stabiliti dalla legge.

Dunque, lo statuto degli studenti sembra demandare ai singoli regolamenti d’istituto le regole concrete cui attenersi, anche nello svolgimento delle attività didattiche e, di conseguenza, dei compiti in classe.

Possiamo, pertanto, dire che gli alunni potrebbero chiedere l’annullamento di un compito in classe quando esso violi i propri diritti; pensa alla verifica su questioni ancora non spiegate: un’ipotesi del genere, comprometterebbe il profitto scolastico dei ragazzi, con indebita lesione dei loro diritti.

In casi simili, è dunque possibile rivolgersi direttamente al preside il quale, se lo riterrà necessario, convocherà gli organi collegiali della scuola (ove sono rappresentati professori, studenti e genitori di questi ultimi) al fine di adottare il provvedimento più adeguato.

Si può annullare una verifica andata male?

Un’altra ipotesi di annullamento (molto quotata tra le ricerche su Google) è quella che riguarda i compiti in classe andati male. È chiaro che, in questo caso, l’annullamento è volto a ottenere la possibilità di essere sottoposti a nuova prova.

Se il professore ritiene che tutti (o quasi) i suoi studenti siano insufficienti, è possibile chiedere l’annullamento e la ripetizione della verifica? Nessuna norma disciplina un’ipotesi del genere; essa, tuttavia, rientra nei casi in cui tra docenti e alunni non si è instaurato un dialogo proficuo ai fini del perseguimento degli obiettivi didattici, come auspicato dallo statuto degli studenti. Cosa fare in una situazione del genere?

Il consiglio è quello di rivolgersi al dirigente d’istituto perché valuti la validità della verifica: il preside potrà, ad esempio, visionare di persona il compito somministrato agli alunni e decidere, d’accordo con il professore, di sostituirlo con uno che maggiormente si adatti al percorso didattico fino a quel momento affrontato dai ragazzi.


note

[1] Art. 95, Regio Decreto n. 653 del 4 maggio 1925.

[2] Art. 2, quarto comma, D.p.r. n. 249/1998.

Autore immagine: Pixabay.com


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