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Quando un cane è pericoloso?

13 Novembre 2019 | Autore:
Quando un cane è pericoloso?

Esistono cani pericolosi per legge? Qual è l’elenco dei cani aggressivi? Quali sono gli obblighi del proprietario di un cane pericoloso?

Sebbene si dica sempre che il cane sia il miglior amico dell’uomo, non sempre quest’ultimo si dimostra comprensivo nei suoi riguardi: basti solamente pensare alle tante sevizie che, purtroppo, molti cani devono subire a causa di proprietari che li costringono a vivere alla catena, in spazi angusti oppure senza adeguate razioni di cibo. Può quindi accadere che, a causa dei maltrattamenti subìti, l’animale si incattivisca e possa diventare aggressivo. Quando un cane è pericoloso per la legge?

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, in passato un provvedimento governativo aveva stabilito un elenco di cani ritenuti aggressivi e per i quali era necessario che i proprietari, prima di detenerli, seguissero un apposito corso. Successivamente, questa specie di black list è stata abolita, ma la legge individua ancora i casi in cui un cane si può ritenere pericoloso e, dunque, occorre osservare delle precauzioni. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando un cane è pericoloso.

Cani aggressivi: quali sono le razze?

Come anticipato nell’introduzione, a seguito di alcuni fatti di cronaca che avevano messo in risalto la pericolosità dei cani quando lasciati liberi senza alcuna precauzione, nel 2007 il Governo emanò un’ordinanza [1] nella quale venivano individuate ben diciassette razze canine ritenute pericolose.

La lista nera comprendeva le seguenti razze:

  • American Bulldog;
  • Cane da pastore di Charplanina;
  • Cane da pastore dell’Anatolia;
  • Cane da pastore dell’Asia centrale;
  • Cane da pastore del Caucaso;
  • Cane da serra da Estreilla;
  • Dogo argentino;
  • Fila brazileiro;
  • Perro da canapo majoero;
  • Perro da presa canario;
  • Perro da presa mallorquin;
  • Pit bull;
  • Pit bull mastiff;
  • Pit bull terrier;
  • Rafeiro do alentejo;
  • Rottweiler;
  • Tosa inu.

Cosa comportava essere proprietari di un cane pericoloso?

Come conseguenza dell’emanazione di questa ordinanza sui cani pericolosi, venne imposto ai proprietari di cani appartenenti alle razze sopra elencate di seguire un apposito corso per ottenere un patentino attestante l’idoneità a possedere il cane, nonché l’obbligo di stipulare un’assicurazione della responsabilità civile per danni cagionati dall’animale.

A seguito di numerose proteste provenienti sia dal mondo animalista che da quello scientifico, che hanno sostenuto (giustamente) che non esistesse nessuna teoria razionale alla base della distinzione tra cani buoni e cani cattivi, l’ordinanza sui cani aggressivi è stata abrogata da una successiva che impone semplicemente a tutti i possessori di cani alcune norme comportamentali per la sicurezza propria e dei terzi. Vediamo di cosa si tratta.

Le norme da seguire per chi ha un cane

Una successiva ordinanza del 2009 [2], ancora in vigore, abolendo ogni distinzione basata sulla razza dei cani, ha stabilito delle norme comportamentali valide per tutti i proprietari di cani, tra le quali ricordiamo:

  • utilizzo obbligatorio del guinzaglio da tenere a una misura non superiore a un metro e mezzo durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni (come ad esempio le aree sgambamento per cani);
  • obbligo di portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti;
  • affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
  • assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive;
  • raccogliere le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

Quali sono i cani pericolosi per legge?

L’abolizione della lista di razze canine considerate pericolose a prescindere da ogni accertamento non ha abolito del tutto gli obblighi che possono gravare sui proprietari di cani che, tenuto conto della loro condotta, possano essere ritenuti pericolosi.

In altre parole, oggi la legge continua a prevedere alcuni obblighi nel caso di cani aggressivi; la pericolosità di questi ultimi, però, non è più presunta dalla legge, ma deve essere concretamente dimostrata. Per la precisione, l’opportunità di seguire dei corsi di formazione per cani sussiste per i proprietari di cani che mostrano una visibile aggressività.

Chi decide se un cane è pericoloso?

A seguito dell’abolizione della lista di cani pericolosi, la legge ha demandato ai medici veterinari il compito di individuare i casi in cui un cane manifesti sintomi di aggressività.

Secondo la legge, il veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari dell’Azienda sanitaria locale la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumità pubblica.

A seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di altri criteri di rischio i comuni, i servizi veterinari decidono, nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica, quali proprietari di cani hanno l’obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.

Dunque, oggi non esistono più razze canine che sono pericolose a priori: dovrà essere l’asl veterinaria, eventualmente su segnalazione del medico veterinario anche libero professionista, a individuare i proprietari che dovranno seguire un apposito corso per continuare a tenere il cane che, a causa di alcuni eventi, è stato ritenuto aggressivo o comunque pericoloso.

La responsabilità del proprietario per i danni del cane

È appena il caso di ricordare che il proprietario di un cane è sempre responsabile della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso.


note

[1] Ordinanza del 13 Gennaio 2007, Ministro della Salute Livia Turco.

[2] Ordinanza del Ministero della Salute del 4 marzo 2009.

Autore immagine: Pixabay.com


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