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Incidente in stato di ebbrezza con ragione

27 Ottobre 2019
Incidente in stato di ebbrezza con ragione

Si applica l’aggravante al conducente ubriaco coinvolto in un incidente non per propria colpa? L’assicurazione lo copre lo stesso?

Chi guida ubriaco e fa un incidente stradale è punito più severamente rispetto a chi, invece, viene semplicemente colto alla guida in stato di ebbrezza. Difatti, l’aver procurato un danno a cose o a persone produce delle conseguenze giudicate più gravi dal nostro ordinamento [1]. Tant’è vero che, se di norma la giurisprudenza riconosce la possibilità di ottenere il beneficio della «particolare tenuità del fatto» in caso di guida in stato di ebbrezza (ossia l’archiviazione del procedimento penale), esso invece viene negato in caso di scontro tra veicoli.

Tra queste due ipotesi però (la semplice guida in stato di ebbrezza da un lato e l’incidente procurato a causa dell’ebbrezza dall’altro) c’è un’ipotesi intermedia: quella dell’incidente in stato di ebbrezza con ragione.

Immagina un automobilista che, alticcio, si metta al volante della propria auto. Consapevole di avere i riflessi lenti, procede lentamente sul margine destro della strada. A un semaforo verde, però, un altro conducente, più spericolato di lui, gli va addosso non rispettando lo stop. Interviene la polizia che si accorge dello stato di ebbrezza del conducente privo di colpe. Inevitabilmente, gli contesta il reato. Cosa succede in un’ipotesi del genere: si applica l’aggravante? Ed in più, sotto un profilo risarcitorio, l’assicurazione lo risarcirà oppure potrà avvalersi dell’esonero della responsabilità? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cosa si intende per incidente stradale?

Prima di spiegarti cosa succede in caso di incidente in stato di ebbrezza con ragione, voglio precisare una questione assai importante: per la giurisprudenza, il concetto di «incidente stradale» non comprende solo l’urto con un altro veicolo o con un pedone, ma anche quello contro un ostacolo qualsiasi (un muretto, un palo della luce, un cartellone stradale, ecc.) o la fuoriuscita dalla sede stradale (ad esempio, se l’auto dovesse finire in una campagna o in una scarpinata). E ciò anche se non ci sono danni a cose o a persone. Difatti, è sufficiente, ai fini dell’aggravante, qualsiasi, purché significativa, turbativa del traffico, potenzialmente idonea a determinare danni [2].

Guida in stato di ebbrezza: l’assicurazione copre?

L’assicurazione copre tutti gli incidenti causati, per colpa del conducente, durante la normale circolazione stradale (con questo concetto si intende anche la sosta e il parcheggio). Così, se sei responsabile di un sinistro stradale, il danneggiato viene risarcito dalla tua assicurazione (anche se deve presentare la domanda di indennizzo alla propria compagnia). 

Il più delle volte, le assicurazioni inseriscono, all’interno delle condizioni generali di polizza, una clausola di esonero della responsabilità in caso di guida in stato di ebbrezza. In forza di tale previsione, l’automobilista danneggiato viene risarcito dalla compagnia del danneggiante ubriaco, ma quest’ultimo subisce poi la rivalsa: in buona sostanza, la sua assicurazione pretende la restituzione dei soldi versati all’altro conducente.

Matteo è alla guida in stato di ebbrezza. In una curva, perde il controllo della macchina e va a sbattere contro un’altra auto, quella di Giorgio, proveniente dal senso opposto. La polizia contesta a Matteo la guida in stato di ebbrezza. Matteo si fa qualche giorno di carcere. Nel frattempo, Giorgio chiede il risarcimento all’assicurazione di Matteo che glielo concede: 50mila euro. Matteo poi riceve una lettera dalla propria assicurazione che gli chiede indietro i 50mila euro versati già a Giorgio.

Guida in stato di ebbrezza senza colpa: si applica l’aggravante?

La domanda che ci si pone è, dunque, la seguente: la clausola di esonero della responsabilità vale anche quando l’assicurato in stato di ebbrezza ha ragione?

Domenico guida ubriaco. Passa col semaforo verde ma, da un’altra strada, Tiberio gli va addosso noncurante del rosso. Arriva la polizia e si accorge che Domenico è in stato di ebbrezza. Così gli contesta il reato. Di qui, due dubbi: a Domenico si applica l’aggravante per l’incidente stradale in stato di ebbrezza? Ed inoltre: l’assicurazione di Tiberio pagherà i danni subiti dall’auto di Domenico?

Per quanto attiene all’aggravante, la Cassazione ha detto che l’inasprimento di pena si applica solo al conducente ubriaco che abbia causato l’incidente per sua colpa e non anche a quello che “ha ragione” [3]. 

«In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini della configurabilità dell’aggravante prevista dal Codice della strada [per chi guida in stato di ebbrezza] è necessario che l’agente abbia provocato un incidente e che, quindi, sia accertato il coefficiente causale della sua condotta rispetto al sinistro, non essendo sufficiente il mero suo coinvolgimento nello stesso».

Quindi, affinché l’aggravante – che, ricordiamo, determina il raddoppiamento della pena e il fermo amministrativo del veicolo – possa operare, non basta accertare il tasso alcolemico del guidatore a seguito dell’incidente, ma occorre dimostrare che l’alterazione della capacità di guida ha effettivamente provocato l’incidente, ossia la sua colpa.

L’aggravante vale anche per il conducente che non si accorge di un precedente incidente e che, proprio per la vista annebbiata, finisce addosso alle auto ferme sul ciglio della strada: è proprio il suo stato alcolico, infatti, ad aver determinato il secondo impatto [4].  

Esiste, tuttavia, anche qualche precedente di segno contrario. In una sentenza del 2017 [5], la Cassazione ha detto che l’aggravante scatta per il semplice fatto che vi sia stato un incidente stradale, a prescindere dalla titolarità della colpa e della ragione, tesi questa però poco condivisibile.

Guida in stato di ebbrezza senza colpa: l’assicurazione copre?

Le stesse considerazioni possono operarsi anche per quanto riguarda l’aspetto risarcitorio: l’eventuale limitazione di responsabilità da parte dell’assicurazione avrebbe ragione di operare solo laddove sia stata l’alterazione alcolica a determinare l’incidente e non anche quando questo è stato procurato dalla colpa di un altro automobilista. 

Dunque, l’automobilista ubriaco che sia stato danneggiato da un altro conducente, il quale abbia violato il Codice della strada, avrà diritto al risarcimento. Si applicano, però, le regole generali in base alle quali bisogna non solo dimostrare di aver rispettato il Codice della strada, ma anche di aver fatto di tutto per evitare il sinistro. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che potrebbe difettare in caso di guida in stato di ebbrezza posta la scarsa risposta dei riflessi per chi è ubriaco. In assenza di tale prova, si applicherà il concorso di colpa. 


note

[1] Art. 186 cod. strada comma: 2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell’articolo 186-bis sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all’illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. E’ fatta salva in ogni caso l’applicazione dell’articolo 222.

[2] Cass. sent. n. 42488/2012.

[3] Cass. sent. n. 33760/2017, n. 37743/2013, n. 7033/2019.

[4] Cass. sent. n. 47750/2018.

[5] Cass. sent. n. 54991/2017.


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