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Facebook ammette: “Vero il furto di dati ed email degli utenti”. Il Garante indaga

3 luglio 2013


Facebook ammette: “Vero il furto di dati ed email degli utenti”. Il Garante indaga

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 luglio 2013



Un bug ha fatto sì che i dati di sei milioni di utenti di Facebook, e non solo, siano caduti in mano di sconosciuti: email, nome, cognome, indirizzi; ora la società americana dovrà dare spiegazioni al Garante della Privacy.

Furto di dati su Facebook: capita anche ai più grossi di sbagliare. Così, Facebook ha ammesso: la fuga dei dati – i vostri dati – c’è stata. La notizia è dunque ufficiale: il social network più utilizzato nel mondo avrebbe avuto un “bug” e circa sei milioni di dati relativi a contatti memorizzati all’interno delle rubriche degli utenti sono caduti in mano di sconosciuti. In altre parole, terzi non iscritti a Facebook sono venuti in possesso di email, nome, cognome e tutti gli altri dati indicati nei profili personali (in alcuni casi, il numero di telefono, la residenza, il luogo di lavoro, ecc.).

Preoccupato dell’accaduto, è intervenuto tempestivamente il nostro Garante della Privacy a chiedere spiegazioni alla società californiana. Zuckerberg e soci dovranno così rispondere entro il 20 luglio prossimo, fornendo chiarimenti sulle modalità di trattamento dei dati personali degli utenti e dei servizi offerti.

Non è tutto. Il Garante sospetta che ad essere coinvolti nella fuga di notizie siano non solo gli utenti di Facebook, ma anche altri utenti non iscritti al social network, i cui dati siano presenti nella rubrica di un iscritto.

Facebook ha già anticipato che si sarebbe trattato di un errore tecnico riconducibile a un bug di sistema: un bug non da poco, visto che ha reso visibili, a terzi, le informazioni più riservate degli utenti. Del tutto inutili sarebbero state, dunque, le precauzioni degli utenti attraverso le limitazioni sulla privacy effettuate tramite le impostazioni del profilo.

Ora, il social network dovrà fornire, all’Authoriy della privacy, risposte precise sulle seguenti questioni:

– il numero totale di utenti italiani di Facebook e non, interessati dalla fuga di dati;

– la durata complessiva in cui si sarebbe verificata la fuga di dati;

– i rimedi adottati per risolvere e prevenire in futuro lo stesso problema;

– se gli utenti siano informati che i propri dati e quelli dei contatti della propria rubrica possono essere acquisiti e trattati da Facebook;

– se il bug e il trattamento dei dati abbia interessato anche non utenti di Facebook e se questi siano informati della possibilità che i propri dati possono essere acquisiti e  trattati da Facebook, se presenti nella rubrica di  un altro  utente;

– se agli utenti venga garantito il diritto di opposizione al trattamento dei dati.

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