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Clausola penale: riduzione e opposizione

16 Novembre 2019 | Autore:
Clausola penale: riduzione e opposizione

Penale: cos’è, a cosa serve e come funziona? Cos’è la penale per il mero ritardo? Il giudice può ridurre la penale d’ufficio? Come si impugna la clausola iniqua?

Sicuramente anche a te sarà capitato di dover pagare una penale, cioè una somma di danaro dovuta alla controparte per non aver rispettato un contratto. Le clausole penali sono frequenti, ad esempio, nei contratti stipulati a distanza con le compagnie telefoniche oppure con le società che erogano energia elettrica: in casi del genere, succede spesso che, se decidi di recedere dal contratto prima del tempo, sarai costretto a pagare un piccolo importo a titolo di risarcimento dei danni. Con questo articolo vorrei parlare diffusamente della clausola penale, della riduzione e dell’opposizione alla stessa.

La penale, infatti, non è altro che una clausola contrattuale che viene inserita per prevenire gli inadempimenti e, nel caso in cui essi si verifichino ugualmente, per sanzionarli mediante l’obbligo di pagare una somma di danaro già individuata, senza la necessità di ricorrere al giudice per la quantificazione del danno. Quello che non tutti sanno, però, è che contro una clausola penale ci si può opporre nonostante la previsione contrattuale, al fine di ottenerne una riduzione ed, eventualmente, l’annullamento.

Ritengo pertanto che questo articolo potrà esserti davvero d’aiuto, visto che ti consentirà di capire quando puoi ricorrere al giudice per far valere le tue ragioni: ti spiegherò come fare opposizione e ottenere la riduzione della clausola penale.

Cos’è la clausola penale?

Con la clausola penale i contraenti disciplinano gli effetti dell’inadempimento in modo diverso da quello stabilito dalla legge, concordando una preventiva e convenzionale liquidazione del danno. Facciamo un esempio.

Tizio e Caio stipulano un contratto mediante il quale il primo si impegna a consegnare al secondo un dipinto entro una data prefissata. Nell’accordo, c’è scritto che, se entro il termine indicato Tizio è inadempiente, dovrà pagare a Caio la somma di duecento euro.

Nell’esempio appena prospettato, l’inadempimento di una delle parti contrattuali viene sanzionato con l’obbligo di pagare una penale, cioè una prestazione già fissata all’interno dell’accordo.

A cosa serve la penale?

Avrai già capito a cosa serve la previsione di una clausola penale all’interno del rapporto contrattuale: la sua principale funzione è quella di predeterminare l’importo del risarcimento da pagare, senza la necessità che ci si affidi al giudice per fare ciò.

In pratica, chi non rispetta un contratto all’interno del quale è prevista una penale sa già dall’inizio a cosa andrà incontro nel caso in cui si renderà inadempiente.

La penale ha, dunque, una funzione risarcitoria, in quanto volta alla determinazione di una liquidazione preventiva del danno. Il creditore, sollevato dall’onere di provare il danno e avvantaggiato dalla riduzione dei tempi connessi all’individuazione dell’ammontare dello stesso, vede così rinforzata la propria posizione.

Tale conclusione non muta per il fatto che in tale clausola può essere ravvisata anche una funzione punitiva, perché nella sua stipulazione si commina una sanzione per l’inadempimento, consistente in una prestazione che il contraente inadempiente dovrà effettuare all’altro indipendentemente dal danno sofferto da quest´ultimo.

In estrema sintesi, dunque, possiamo affermare che la clausola penale ha una duplice funzione:

  • risarcitoria, in quanto permette a tutte le parti coinvolte nel contratto di sapere sin da subito a cosa andranno incontro in caso di inadempimento;
  • deterrente, in quanto scoraggia le parti a rimanere inadempienti;
  • punitiva, nel caso in cui la clausola penale preveda un importo particolarmente alto da pagare, a titolo di sanzione per chi ha violato il vincolo contrattuale.

Le ultime due funzioni emergono soprattutto nel caso di penale per il mero ritardo; vediamo di cosa si tratta.

La penale per il mero ritardo

Secondo il Codice civile [1], la penale potrebbe essere dovuta anche solamente per il ritardo nell’adempimento. In pratica, se una delle parti adempie ai propri obblighi, ma lo fa con ritardo, sarà comunque tenuto a pagare alla controparte una somma a titolo di penale per il mero ritardo.

In questa evenienza, poi, la legge [2] stabilisce che la parte che ne ha diritto può chiedere sia la penale che la prestazione principale.

Dunque, secondo il nostro Codice civile esistono due tipi di penale:

  • una per l’inadempimento, che deve essere pagata in sostituzione della prestazione dedotta in contratto, indipendentemente dalla prova del danno;
  • una per il mero ritardo, dovuta per il semplice fatto di non aver rispettato i termini. Il suo pagamento non esonera la parte dall’eseguire anche la prestazione contrattuale.

La penale esclude sempre ogni altro risarcimento?

Abbiamo detto che la clausola penale consente a uno dei contraenti di beneficiare del pagamento di una determinata prestazione a fronte dell’inadempimento (o del semplice ritardo nell’adempimento) della controparte.

Caratteristica della penale è quella di sostituire il risarcimento che deriverebbe dalla rottura del vincolo contrattuale: pagando la penale, la parte inadempiente si scioglie dal contratto e non deve più nulla all’altra. Ma non sempre è così.

Secondo il Codice civile, nel contratto le parti potrebbero anche prevedere, oltre alla penale, il risarcimento del danno ulteriore, se provato. In altre parole, la penale non sempre sostituisce per intero l’obbligo risarcitorio derivante dall’inadempimento contrattuale: se l’accordo lo prevede, la parte che ha rispettato l’accordo potrebbe anche chiedere il maggior risarcimento, se però riesce a darne prova.

La riduzione della clausola penale

Il Codice civile [3] dice espressamente che la penale può essere ridotta equamente dal giudice, se l’obbligazione principale è stata eseguita in parte ovvero se l’ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto sempre riguardo all’interesse che il creditore aveva all’adempimento.

In pratica, se ritieni di dover pagare una penale (per l’inadempimento o per il mero ritardo) troppo alta, esagerata rispetto agli interessi in gioco, puoi rivolgerti al giudice e chiedere di pagare un importo minore, più equo rispetto al contenuto contrattuale.

Pensa alla penale di mille euro prevista nel caso di mancata consegna di un bene di infimo valore, oppure alla medesima clausola penale contemplata in caso di mancato rispetto di un contratto di abbonamento a una rivista.

La riduzione della penale secondo la giurisprudenza

Secondo la giurisprudenza [4], l’apprezzamento sulla eccessività dell´importo fissato con clausola penale dalle parti contraenti, per il caso di inadempimento o di ritardato adempimento, nonché sulla misura della riduzione equitativa dell’importo medesimo, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il cui esercizio è incensurabile in sede di legittimità.

Tale valutazione deve correttamente fondarsi sulla valutazione dell´interesse del creditore all’adempimento con riguardo all’effettiva incidenza dello stesso sull’equilibrio delle prestazioni e sulla concreta situazione contrattuale, indipendentemente da una rigida ed esclusiva correlazione con l’entità del danno subìto.

In particolare, il criterio cui il giudice deve fare riferimento per esercitare il potere di riduzione della penale non è la valutazione del danno che sia stato accertato o risarcito, ma l’interesse che la parte ha, secondo le circostanze, all’adempimento della prestazione cui ha diritto; la valutazione va riferita al momento in cui si è concluso il contratto cui accede, e non a quello in cui ne viene chiesto il pagamento, sicché ove essa risulti adeguata all´interesse del creditore all’adempimento con riferimento al momento della stipulazione, rimane priva di rilevanza l’eventuale eccessività per la sopravvenienza di fatti che riducano l’interesse del creditore o l’entità del pregiudizio che il medesimo viene a subire per effetto dell’inadempimento.

Il giudice può ridurre d’ufficio la penale?

Abbiamo detto che, se ritieni eccessiva la penale, puoi impugnarla e chiederne al giudice la riduzione. Secondo parte della giurisprudenza [5], il potere di riduzione ad equità della penale deve essere esercitato anche d’ufficio, indipendentemente da un atto di iniziativa del debitore, configurandosi come potere-dovere, attribuito al giudice per la realizzazione di un interesse oggettivo dell’ordinamento.

Questo orientamento ritiene che il giudice possa intervenire a ridurre la clausola penale anche senza un’espressa domanda della parte debitrice (ovviamente, si presuppone che ci sia in atto un contenzioso che coinvolga il contratto in cui essa è posta, altrimenti il giudice non potrebbe averne conoscenza) in ossequio al principio di solidarietà, correttezza e buona fede che permea l’intero ordinamento giuridico e che impone di non approfittare della debolezza della controparte per ottenere un ingiustificato vantaggio.

Come fare opposizione alla clausola penale?

Devi sapere che è possibile opporsi alla clausola penale presente nel tuo contratto: in altre parole, puoi chiedere al giudice non soltanto di rimuoverla ma, al ricorrere dei presupposti, addirittura di eliminarla.

Secondo il Codice del consumo [6], è da presumersi vessatoria, fino a prova contraria, la clausola penale manifestamente eccessiva, imposta al consumatore in caso di inadempimento o ritardo nell’adempimento, inserita nel contratto concluso tra un professionista e un consumatore.

Dunque, accanto all’azione di riduzione che ti fornisce il Codice civile, se hai sottoscritto un contratto in qualità di consumatore puoi avvalerti addirittura della possibilità di chiedere la rimozione della clausola penale dal contratto.

Per poter fare ciò, però, occorre che tale penale si trovi all’intero di un contratto stipulato tra un professionista e un consumatore: rientrano in tale categoria tutti quelli che intercorrono tra il comune cittadino e una qualsiasi società (contratto di telefonia, di energia elettrica, di pay-tv, ecc.).

Insomma: ogni volta che sottoscrivi un contratto per esigenze diverse dalla tua professione, stipuli un contratto sottoposto alla disciplina del Codice del consumo, purché la controparte sia un professionista.

Se ricorrono questi presupposti, puoi fare opposizione alla clausola penale e chiederne al giudice l’annullamento oppure, in subordine, la riduzione. Devi, però, fornire la prova che la penale sia manifestamente eccessiva, cioè sproporzionata e troppo vantaggiosa per il professionista che l’ha inserita nel contratto.

Se vuoi ulteriori informazioni sull’opposizione alla clausola penale, ti consiglio di leggere il mio articolo dal titolo Cosa succede se non pago la penale?


note

[1] Art. 1382 cod. civ.

[2] Art. 1383 cod. civ.

[3] Art. 1384 cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 15468 del 1° luglio 2009.

[5] Cass., sent. n. 10511 del 24 settembre 1999.

[6] Art. 33, d. lgs. n. 206/2005.

Autore immagine: 123rf.com


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