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Cos’è l’atto di vendita

16 Novembre 2019 | Autore: Davide Luciani
Cos’è l’atto di vendita

Cos’è l’atto di vendita di un veicolo e come funziona la sua registrazione? Vediamo tutti i passaggi necessari da compiere una volta formalizzato l’acquisto di un’auto.

Hai da poco deciso di cambiare auto. Dato che non hai una grande disponibilità economica, hai optato per comprarne una usata. Ti sei mosso da subito per poter realizzare il tuo progetto e ne hai trovata una che rispecchia le tue esigenze. Ora, non ti rimane altro che mettere nero su bianco le tue intenzioni. E’ la prima volta, però, che compi un’operazione di questo tipo, quindi non sai nulla a riguardo. Ti sei messo allora alla ricerca di informazioni più dettagliate su come comportarsi in questi casi. In particolar modo vuoi capire cos’è l’atto di vendita. In questa guida vedrò di illustrarti tutto ciò che è necessario sapere sul sopracitato documento. Vedremo quindi qual è la sua funzione e come deve essere compilato. Ti anticipo subito che l’ atto di vendita e il certificato di proprietà sono due cose differenti. Uno non implica per forza l’altro, anche se così dovrebbe essere. Se sei confuso, non ti preoccupare. E’ una cosa normale. Vediamo quindi di dipanare la matassa legislativa in merito alla vendita dell’auto.

Cos’è il Certificato di Proprietà

Prima di parlare dell’atto di vendita è bene vedere cosa sia il certificato di proprietà. Il suddetto documento è rilasciato dalle unità territoriali dell’ACI (Automobile Club Italia) che ne effettuano l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico. Contrariamente agli altri documenti, come bollo, assicurazione e revisione, non si tratta di un certificato essenziale per la circolazione del veicolo. E’ bene inoltre sapere che, dal 2015 tale documento non è più cartaceo, ma digitale. Ciò significa che, nel momento in cui viene acquistato un veicolo nuovo, si riceverà una ricevuta dell’avvenuta registrazione. Al suo interno, sarà presente un codice di accesso personalizzato. Basterà, quindi, collegarsi online al sito indicato per visualizzare il suddetto documento. Sarà possibile collegarsi anche da smartphone, inquadrando il codice QR che si trova sulla ricevuta.

Se, invece, si acquista una macchina usata è necessario, anzitutto autenticare la firma del venditore sull’atto di vendita. In seguito, entro sessanta giorni, si deve registrare il passaggio di proprietà all’unità territoriale ACI–Pubblico registro automobilistico (Pra). Solo a questo punto verrà rilasciato il certificato di proprietà digitale aggiornato e si potrà richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Questo passaggio è fondamentale se non si vuole rischiare sanzioni. Queste vanno da un minimo di 352 ad un massimo di 1762 euro cui si aggiunge il ritiro della carta di circolazione [1].

Vediamo nel concreto come avviene la registrazione del certificato di proprietà. L’acquirente deve anzitutto recarsi presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista. Questa struttura è presente presso gli Uffici Provinciali ACI, gli Uffici Provinciali del Dipartimento dei Trasporti Terrestri, le Delegazioni ACI e le Agenzie di pratiche automobilistiche abilitate. Sarà necessario portare con sé la fotocopia della carta di circolazione del veicolo, il modello di richiesta di aggiornamento della Carta di circolazione e il certificato di proprietà. Sul retro di quest’ultimo documento, dovrà essere redatta la dichiarazione unilaterale di vendita con la firma del venditore. Inoltre, servirà produrre anche dei documenti personali, come la fotocopia del documento d’identità e il certificato di residenza.

Cosa succede se si è in possesso di un certificato di proprietà cartaceo e questo viene smarrito o è deteriorato? A quel punto bisognerà richiederlo presso il Pubblico Registro Automobilistico della provincia dove è registrata la vettura. Tale operazione può essere compiuta sia dal proprietario che da un suo rappresentante. Quest’ultimo deve essere munito di delega, oltre che di fotocopia del documento di identità dell’intestatario. Insieme a questi documenti andranno presentati la denuncia di smarrimento o il certificato di proprietà deteriorato (a seconda che il documento si sia perso o si trovi i pessime condizioni) e il modello NP3C in doppio originale, compilato e sottoscritto dall’intestatario. Quest’ultimo è un modulo dove vanno inseriti i dati del venditore e dell’acquirente del veicolo oltre che della macchina. Il costo per riottenere il Certificato di Proprietà è di 61,50 euro.

Cos’è l’atto di vendita

L’atto di vendita attesta, come abbiamo detto, l’avvenuta cessione di un auto, un ciclomotore o un motociclo. In realtà, da un punto di vista giuridico, la vendita è  puramente verbale: è sufficiente scambiare il bene con il denaro affinché si realizzi. Solo la forma scritta di un contratto, però, garantisce all’acquirente di possedere l’oggetto. Il suddetto documento ha anche un altro scopo: garantire la data certa dell’avvenuta vendita e, di conseguenza, la proprietà del veicolo. Vediamo quindi, come va compilato tale modulo. Esistono vari modi per poterlo redigere.

Il primo è utilizzare il retro del certificato di proprietà. Questa è la metodologia più semplice e consigliata. In questo caso basterà riempire il riquadro apposito, inserendo i dati dell’acquirente e il prezzo di vendita. Il venditore a quel punto potrà presentarsi da solo presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista che si trovano negli uffici territoriali ACI per l’autentica della firma. In questo caso il servizio è gratuito. Inoltre, comporta l’obbligo di effettuare, contestualmente all’autentica, il passaggio di proprietà. Si potrà dunque effettuare da subito anche tale incombenza. Per rendere valido l’atto, il venditore dovrà sottoscrivere la dichiarazione di vendita dell’auto direttamente davanti al funzionario preposto. Dovrà indicare i dati dell’acquirente e procedere all’autentica della firma. Anche questa, quindi, andrà apposta in presenza del funzionario. Va detto che, in seguito alla digitalizzazione del certificato di proprietà, questa pratica è sempre più in disuso.

E’ anche possibile redigere l’atto di fronte ad un notaio o presso gli uffici comunali o nelle agenzie che espletano le pratiche automobilistiche. Se si opta per queste soluzioni, bisognerà versare 0,52 centesimi a titolo di diritti di segreteria e acquistare una marca da bollo da 16 euro. Quest’ultima andrà aggiunta all’atto alla presenza del funzionario preposto all’autentica nel momento in cui sarà apposta la firma. Ovviamente, se si sceglie il notaio bisognerà pagare anche la sua parcella. Una volta effettuata la registrazione, sarà necessario, come già anticipato, effettuare la registrazione entro sessanta giorni, del Certificato di Proprietà. Questo compito spetta all’acquirente.

Cosa succede se non si iscrive l’auto al Pra

Può accadere, in caso di auto usate, che l’acquirente non iscriva l’auto al Pra. In quel caso, per l’ex proprietario sono dolori perchè continua a ricevere i bolli e le sanzioni amministrative anche se materialmente non possiede più il veicolo. Come bisogna agire in questi casi? Ci sono due soluzioni che variano in base al valore del mezzo. Per auto sotto i 5.000 euro bisogna rivolgersi al Giudice di Pace del luogo di residenza o di domicilio del compratore oppure del luogo in cui la vendita è avvenuta. Se il valore dell’auto supera invece i 5.000 euro la pratica spetta al tribunale. In questo caso, però, sarà necessario avvalersi dell’assistenza di un legale. Per poter dimostrare le sue ragioni il venditore dovrà presentare la copia dell’atto di vendita, i dati anagrafici e di residenza del compratore e l’estratto cronologico aggiornato del veicolo. Quest’ultimo è possibile richiederlo a Pra. Dopo aver ottenuto la sentenza il venditore deve esibire al Pra il documento della suddetta, in copia conforme all’originale e in bollo.

Nel momento in cui viene dimostrato il passaggio di proprietà, il giudice di pace o il tribunale autorizzano il Pra a trascrivere la proprietà del veicolo in capo al compratore, con efficacia dalla data della sottoscrizione autenticata dell’atto di vendita. Ciò significa che tutte le notifiche che il venditore ha ricevuto dal momento in cui ha chiuso l’affare, saranno a carico del compratore, così come i costi della causa civile. Questo è quanto stabilito dalla Cassazione con una sentenza del 2016 [2]. Su questo aspetto è bene soffermarsi, perchè un’altra sentenza della Suprema Corte ha rivisto parzialmente quanto appena affermato [3].

I giudici, infatti, hanno stabilito che il venditore, nel caso di mancata iscrizione al PRA, rimane comunque responsabile in solido dei pagamenti accumulati nel periodo seguente alla cessione del veicolo. Questo, indipendentemente dal fatto che possa dimostrare di non essere più materialmente in possesso dello stesso. Egli, infatti, per i giudici, è comunque responsabile d’imposta. In questo caso è tenuto a pagare comunque i debiti contratti per poi rifarsi sul nuovo proprietario. Insomma: la legge in questa circostanza è particolarmente criptica.

A questo punto, si potrebbe obiettare che, stando così le cose, un venditore potrebbe anche riprendersi l’auto, dato che la trascrizione al Pra non è avvenuta. Per la Cassazione, però, questo non è possibile [4]. I giudici, infatti, affermano che la trascrizione non provoca alcun effetto giuridico, ma ha solo l’effetto di pubblicità notizia. Detto in altri termini, il suo scopo è solo quello di rendere noto a tutti chi è il proprietario dell’auto. Ciò significa che materialmente, il passaggio avviene con l’atto di vendita autenticato dal pubblico ufficiale e non con la registrazione al Pra. Si tratta di una sorta di contraddizione di quanto affermato prima: perchè, infatti, il venditore è comunque responsabile del pagamento delle imposte di un bene di cui non può disporre e che non può neanche richiedere indietro? La giurisprudenza non lo spiega.

Si conclude qui il nostro excursus sull’atto di vendita dell’auto. Come hai visto, ci sono ancora dei punti oscuri in materia giurisprudenziale a riguardo. Per questo, il consiglio è seguire tutta la procedura di registrazione alla lettera, se non vuoi incorrere in spiacevoli sorprese.



Di Davide Luciani

note

[1] Art. 94 cod. strada.

[2] Cass. sent. n. 38823/16.

[3] Cass. sent. n. 8337/2018.

[4] Cass. sent. 5667/2018.

Autore immagine: 123rf com.


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