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Cos’è l’atto di successione

16 Novembre 2019 | Autore: Davide Luciani
Cos’è l’atto di successione

Atto di successione: cos’è, cosa comporta e come bisogna compilarlo perchè ne venga riconosciuta la validità.

E’ da poco morta tua madre. Purtroppo, oltre al dolore per la perdita subita, hai anche dovuto fare i conti con la burocrazia italiana. Così, dopo aver adempiuto a tutti gli obblighi inerenti al funerale, ora devi regolare le questioni relative a ciò che ti ha lasciato.

La successione ereditaria in Italia, non è come quella che si vede al cinema. Da noi, le pratiche per ottenere ciò che ci spetta di diritto sono molto più complesse. Sono molte le persone che rimangono imbrigliate nelle scartoffie e non sanno come uscirne. Nel momento in cui ricevi un’eredità, devi svolgere alcune azioni senza le quali ti sarà impossibile reclamare ciò che è tuo. In questa guida, proveremo a fare un po’ di chiarezza sugli aspetti relativi alla materia ereditaria. In particolar modo, vedremo cos’è l’atto di successione. Ti anticipo che si tratta di un documento fiscale che devi presentare all’Agenzia delle Entrate quando muore una persona che ti ha lasciato qualcosa. Non è possibile evitare tale formalità perchè si rischiano pesanti sanzioni amministrative una volta scoperti, oltre alla beffa di non poter disporre dei beni immobili ereditati. Insomma, è materia che va affrontata con le molle. Vediamo di spiegare punto per punto tutto quello che devi sapere a riguardo.

Cos’è la dichiarazione di successione

L’atto o dichiarazione di successione è il documento fiscale con cui gli eredi o i legatari del defunto forniscono informazioni all’Agenzia delle Entrate sull’ammontare e la composizione del patrimonio ereditario. E’ dunque grazie alla sua compilazione che è possibile calcolare le imposte che si devono versare. L’atto va presentato entro dodici mesi dall’apertura della successione all’Agenzia delle Entrate, nella cui circoscrizione il de cuius ha avuto la sua ultima residenza. Se, invece, risiedeva all’estero, deve essere presentato nel luogo dell’ultima residenza in Italia. Ma cosa bisognerà scrivere nel suddetto documento? In pratica, tutto ciò che il defunto possedeva in vita e i nomi delle persone a cui ha lasciato i suoi beni. Più nello specifico, l’atto di successione si divide in quattro parti.

Nella prima parte, devono essere riportati tutti i dati del de cuius, con il numero degli eredi e dei legati a cui ha lasciato i propri beni. Chi presenta il modello deve poi riempire i campi appositi con i suoi dati.

La seconda parte deve contenere le informazioni anagrafiche di chi ha ottenuto i sopracitati beni, quindi eredi, legati, coniuge rinunciatario, chiamati o trust. Se non sai chi siano i chiamati all’eredità o il trust è meglio che te lo spieghi. Nella prima categoria, rientrano tutti i soggetti nominati nel testamento. I chiamati sono tutti potenziali eredi, ma devono accettare l’eredità con i suoi oneri annessi. Il concetto di trust verrà affrontato più avanti in questa guida.

Vi è poi la sezione dedicata al catasto terreni. Qui vanno indicati i dati catastali degli eventuali terreni ereditati, oltre che la loro ubicazione, superficie e il reddito dominicale. Stesso discorso per il catasto fabbricati.

Infine, c’è una sezione che potremmo definire «contabile». Qui, andranno annotate eventuali passività, il prospetto riepilogativo dell’asse ereditario e la liquidazione delle imposte e dei tributi. Si dovranno inoltre indicare documenti, certificati e dichiarazioni sostitutive.

L’atto di successione contiene anche una parte dedicata alle aziende e ad eventuali obbligazioni o azioni, nonché a navi o aerei che potrebbero rientrare nell’eredità. E’ inutile, però, essere troppo specifici, data la vastità della materia. In ogni caso, per compilare il suddetto modello, il consiglio è di rivolgerti ad un professionista.

Chi presenta la dichiarazione

Chi può presentare la dichiarazione di successione? Il compito spetta a tutti coloro che sono chiamati all’eredità. Ciò significa che chiunque potenzialmente può vedere accresciuto il proprio patrimonio, può presentare tale documento. Fai attenzione, però: nel caso in cui più soggetti siano obbligati alla presentazione del suddetto documento in relazione alla medesima successione, è sufficiente che la presenti uno solo di essi. Vediamo ora quali sono i soggetti che possono essere chiamati in causa in una eredità.

I primi sono senza dubbio gli eredi e i legatari. Che differenza c’è tra queste due figure? Gli eredi sono coloro che concorrono a tutto il patrimonio o ad una parte di esso. I secondi, invece sono persone che acquisiscono diritti patrimoniali specifici. Si pensi ad esempio, ad un amico di famiglia che riceve in dono un quadro. Entrambe queste figure possono presentare la dichiarazione anche attraverso i propri legali.

Vi sono poi gli amministratori dell’eredità, i curatori e gli esecutori testamentari. L’amministratore è una figura prevista dal codice civile in casi particolari. Un esempio potrebbe essere quando il testamento designa un erede sotto condizione sospensiva. Basta pensare a quei film americani dove, per entrare in possesso della fortuna di un parente, una persona deve sposarsi o fare un figlio.

I curatori dell’eredità giacente sono, invece coloro che vengono nominati dal Tribunale quando l’erede non ha accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni ereditari. In questa circostanza il suo compito è amministrare quanto ereditato fino a che non avverrà l’accettazione.

Di tutt’altro genere sono gli esecutori testamentari. In questa circostanza, si tratta di persone cui il de cuius dà il compito di svolgere alcune volontà presenti nel testamento. Anche qui il cinema ci viene incontro. Un esempio può essere quello di un avvocato a cui viene chiesto di liquidare un’azienda e poi redistribuire i proventi.

Al trust abbiamo accennato prima. Si tratta di un fondo fiduciario che dovrà amministrare un trustee (o amministratore) per conto di un erede, fino a che quest’ultimo non avrà diritto di entrare in possesso dell’eredità. Anche questa pratica è molto comune. Basta pensare ai genitori che chiedono ad uno zio di fare da tutore per i beni del figlio fino a che non avrà raggiunto la maggio età.

Come presentare l’atto di successione

Come già anticipato, l’atto di successione va presentato entro dodici mesi dalla data del decesso del de cuius. Secondo la nuova normativa, tale documento deve essere presentato esclusivamente in via telematica. Se l’eredità comprende degli immobili, prima di presentare la dichiarazione di successione occorre autoliquidare le imposte ipotecaria, catastale, di bollo, la tassa ipotecaria e i tributi speciali.

Il pagamento delle somme dovute avviene con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione e intestato al dichiarante. Di norma, questa figura è riconosciuta in quella del notaio. Per tale motivo, tra i dati da inserire al momento della compilazione dell’atto di successione, vi sono il codice Iban del conto sul quale addebitare le somme dovute e il codice fiscale dell’intestatario del conto corrente. Prima di essere inviato il documento deve essere firmato e cifrato.

E’ bene che tu sappia che l’imposta di successione può essere pagata anche a rate. Se opti per questa strada dovrai liquidare almeno il 20% dell’importo entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione, mentre, quella restante, è versata in otto rate trimestrali o dodici, se l’importo è superiore a 20.000 euro. Su queste, sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Quando non è obbligatorio presentare la dichiarazione di successione

In apertura di questa guida, abbiamo detto che la presentazione della dichiarazione di successione è obbligatoria, pena sanzioni amministrative. In realtà, ci sono delle circostanze in cui questa incombenza può essere evitata. La legge, infatti, afferma che non è obbligatorio effettuare l’atto di successione nel momento in cui l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto,  i beni ereditati non hanno un valore superiore a centomila euro e non sono compresi beni immobili o diritti reali immobiliari. Fai attenzione perchè le condizioni che ti ho elencato devono verificarsi tutte assieme. Se anche una sola di queste viene a mancare, la dichiarazione di successione torna obbligatoria.

Facciamo un esempio per chiarire la questione.

Il signor Mario muore e lascia un’eredità alla moglie, la signora Tiziana, un conto corrente di 40.000 euro ed una vecchia Punto del valore di 2.000 euro. In questo caso la vedova non dovrà presentare domanda di successione. Se, però, il signor Mario non avesse avuto moglie, figli o parenti in vita, ma solo un fratello a cui lasciare i beni sopra menzionati, quest’ultimo per poter avere l’eredità, avrebbe dovuto presentare la dichiarazione, anche se il patrimonio ereditato era inferiore ai 100.000 euro e non vi erano compresi immobili. Allo stesso modo, la signora Tiziana avrebbe dovuto adempiere a tale incombenza burocratica se il marito le avesse lasciato anche solo un monolocale del valore di 20.000 euro o il semplice usufrutto di esso.

La questione relativa agli immobili merita un approfondimento. In questi casi, non è possibile evitare la dichiarazione di successione perchè questa va di pari passo  con l’obbligo delle volture catastali. Dunque, a prescindere dal valore della casa ereditata, va presentata prima la dichiarazione di successione e, entro trenta giorni da tale atto, bisogna comunicare le volture catastali. In questo modo, l’Agenzia delle Entrate saprà i dati dei successori che saranno chiamati a pagare le imposte connesse alla proprietà immobiliare.

Ovviamente, esiste un’altra ipotesi in cui non si rende necessario presentare una domanda di successione: quando si rinuncia all’eredità [1]. In questo caso l’erede non deve far altro che mettere nero su bianco le proprie intenzioni con atto notarile. A quel punto, non gli rimarrà altro da fare che informare l’Agenzia delle Entrate per raccomandata allegando copia autentica della rinuncia stessa.

Abbiamo chiarito, dunque, tutti i punti riguardanti l’atto di successione e hai avuto modo di comprendere cosa c’è dietro la compilazione di tale documento. La verità, però, è che tutto parte dell’accettazione dell’eredità che non è sempre scontata. Per fare questa scelta è necessario che tu venga informato correttamente su quante tasse devi pagare per accedere a quello che ti spetta. Solo così potrai prendere la decisione giusta e dare il via al processo di accettazione.



Di Davide Luciani

note

[1] Art. 519 cod. civ.


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