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Prendere il sole nudi sulla terrazza o in giardino condominiale si può?

27 Ottobre 2019
Prendere il sole nudi sulla terrazza o in giardino condominiale si può?

Da lastrico solare in solarium: è possibile adibire il tetto a luogo dove abbronzarsi e spogliarsi?

Il palazzo dove vivi è dotato di una terrazza molto ampia. Per regolamento, si tratta di uno spazio appartenente a tutti i condomini, ragion per cui hai deciso di collocarvi delle sdraio da sole per abbronzarti durante la bella stagione. In quelle mattine di agosto, quando ancora mezza città dorme, mentre l’altra è in vacanza, sei solita restare in topless e ridurre al minimo la “copertura” del pezzo di sotto, in modo da avere un’abbronzatura uniforme. Ma qualcuno ha iniziato a mormorare: il tuo comportamento dà fastidio a qualche signora dello stesso condominio, forse preoccupata che il proprio marito possa essere “distratto” dalle tue forme. 

Per bocca dell’amministratore, ti è stato chiesto di non impiegare più il lastrico solare come solarium. Ma non hai alcuna intenzione di cedere alla minaccia. Puoi farlo? Si può prendere il sole nudi sulla terrazza o in giardino condominiale? 

Una questione del tutto identica alla tua è stata, di recente, decisa dal tribunale di Roma [1]. Ecco i chiarimenti forniti dai giudici della capitale.

Si può usare la terrazza per prendere il sole?

Il primo punto da trattare è l’utilizzo della terrazza da parte di tutti i condomini. Il Codice civile stabilisce che il lastrico solare, se non v’è prova che appartenga a un solo condomino o che da questi possa essere usato in via esclusiva, appartiene a tutti i partecipanti al condominio. Ogni condomino, quindi, lo può sfruttare per i propri bisogni o piaceri a condizione che: 

  • non ne alteri la destinazione d’uso;
  • non impedisca agli altri condomini di fare uso della medesima area. 

L’articolo di riferimento del Codice civile è rubricato “Uso della cosa comune” e stabilisce che: «Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso».

La parità di uso assicurata dalla norma ad ogni condomino è tesa a consentire qualsiasi altro miglior uso e non quel particolare identico uso con la conseguenza che il concorso di diritti al miglior godimento della cosa comune si risolve non con il criterio della priorità bensì con quello dell’equo contemperamento dei contrapposti interessi.

Solo un regolamento approvato all’unanimità (cosiddetto regolamento di condominio contrattuale) potrebbe imporre limiti o stabilire un diverso impiego del tetto. Ragion per cui, se non risulta diversamente, ciascun condomino è libero di utilizzare la terrazza condominiale come solarium, posizionarvi delle poltroncine, delle piante e dei fiori, rendere l’ambiente accogliente e suscettibile di essere utilizzato per prendere il sole o altre finalità personali ed “egoistiche”. Chiaramente, dovrà consentire che, nello stesso momento, anche gli altri proprietari possano utilizzare la medesima area, il che significa non occupare tutto lo spazio.

Si può prendere il sole nel giardino condominiale?

Lo stesso discorso si può fare anche per il giardino condominiale, atteso che anch’esso è una parte comune. Dunque, sempre che un regolamento condominiale approvato all’unanimità non disponga diversamente, e purché non si impedisca l’accesso o l’utilizzo ad altri condomini, è lecito posizionare sdraio da sole nel cortile del condominio.

Solo come promemoria, ricordiamo che il regolamento è approvato all’unanimità o quando viene deliberato con il voto di tutti i condomini in assemblea o quando viene accettato, all’atto del rogito notarile, da parte dei condomini quando acquistano l’immobile (quindi, in momenti tra loro separati).

Si può prendere il sole nudi sulla terrazza condominiale?

Discorso diverso riguarda la possibilità di spogliarsi e prendere il sole nudi sul terrazzo o nel giardino condominiale. Il problema è non incorrere nell’illecito amministrativo degli atti contrari alla pubblica decenza. 

Si integra la fattispecie in questione se gli atti offendono i principi della pudicizia e della morale, suscitando disagio, disgusto e disapprovazione [2]. La pubblica decenza, infatti, è quel complesso di regole etico-sociali che impongono a ciascuno di astenersi da ciò che può offendere il sentimento collettivo della più elementare costumatezza.

Così è per la nudità in luogo pubblico: essa è idonea a provocare turbamento nella comunità, potendo essere tollerata solo nella particolare situazione dei campi nudisti, riservata a soggetti consenzienti, ma non in luoghi pubblici o aperti al pubblico, ove è percepibile da tutti, anche bambini e adulti non consenzienti [3].

Tuttavia, per parlare di atti contrari alla pubblica decenza è necessario che essi vengano posti in un luogo visibile dall’esterno: solo così si rientra nel concetto di «luoghi esposti al pubblico» che è condizione richiesta dalla norma per la punizione.

Secondo la sentenza in commento, il terrazzo rientra tra i luoghi esposti al pubblico in quanto trattasi di un luogo visibile dall’esterno. E così vale per il giardino che, di solito, può essere osservato dall’alto da parte di tutti i condomini.

In altre parole, si integra l’illecito se chiunque passando per strada o affacciandosi dalla finestra può vedere la nudità altrui.

Risultato: se è vero che in terrazza o sul giardino è possibile collocare sdraio e prendere il sole, bisogna sempre farlo in costume da bagno.


note

[1] Trib. Roma sent. n. 14693 del 16.07.2018.

[2] Cass. sent. n. 11293/1983.

[3] Cass. sent. n. 28990/2012.


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