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Notifica persona irreperibile: quando si perfeziona?

18 Novembre 2019 | Autore:
Notifica persona irreperibile: quando si perfeziona?

Irreperibilità relativa e assoluta: quali sono le differenze? Quando è efficace la notificazione per il mittente e quando per il destinatario?

Probabilmente sarai a conoscenza del fatto che, per poter agire legalmente contro qualcuno, occorre per prima cosa notificargli l’atto giudiziario più opportuno. La notifica può essere fatta direttamente a mezzo pec dall’avvocato quando anche il destinatario ne abbia una (ad esempio, quando si tratta di un’impresa o di un ente pubblico), ovvero tramite gli ufficiali giudiziari preposti all’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (cosiddetto Unep) istituito presso ciascuna corte o tribunale. Ma come fare a notificare un atto a una persona che non si sa dove stia? Con il presente articolo vorrei soffermarmi su questo particolare aspetto e, soprattutto, su quando si perfeziona la notifica a persona irreperibile.

Se sei in procinto di dover notificare un atto giudiziario a qualcuno e pensi che la cosa sia difficile perché la residenza di questa persona è ignota, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è la notifica a persona irreperibile e quando si perfeziona.

Quanti tipi di irreperibilità?

Esistono due forme di notifica per irreperibilità, che possiamo sinteticamente distinguere in irreperibilità relativa e irreperibilità assoluta: la prima fa riferimento al caso in cui siano conosciuti la residenza o il domicilio del destinatario, ma questi non si trova fisicamente in tali luoghi; la seconda, invece, si riferisce all’ipotesi in cui non si sappia nemmeno quali siano la residenza o il domicilio.

La notifica a persona irreperibile: come funziona?

Cominciamo con l’analisi della prima forma di irreperibilità, quella relativa. La legge [1] dice che se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone legittimate per legge a ritirare l’atto (familiare, convivente, portiere dello stabilimento, ecc.), l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento.

Nel caso di notifica a persona irreperibile, ma di cui si conosca la residenza o il domicilio, l’ufficiale giudiziario è, dunque, tenuto a curare:

  • il deposito di una copia dell’atto presso la sede del comune mediante consegna al segretario comunale o ad un impiegato;
  • l’affissione dell’avviso di deposito alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
  • la spedizione di una lettera raccomandata con cui si comunica al destinatario il deposito suddetto.

La notifica a persona assolutamente irreperibile: come si fa?

Se, al contrario dell’ipotesi sopra vista, del destinatario non si conoscono la residenza né la dimora o il domicilio, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell’atto nella casa comunale dell’ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario.

Se non sono noti né il luogo della ultima residenza né quello di nascita, l’ufficiale giudiziario consegna una copia dell’atto al pubblico ministero [2].

È appena il caso di ricordare che, per costante insegnamento della giurisprudenza [3], si può procedere alle modalità sopra descritte di notificazione a persona assolutamente irreperibile solo quando il notificante dimostri che, nonostante accurate ricerche, il destinatario sia risultato effettivamente non rintracciabile.

Si tratta di una precisazione importante, in quanto il mittente potrebbe astutamente utilizzare questa particolare notifica per impedire alla controparte di venire a conoscenza dell’atto: e infatti, la notifica a persona assolutamente irreperibile non prevede che, eseguito il deposito presso la casa comunale, il destinatario debba essere avvisato mediante raccomandata con avviso di ricevimento (per via del fatto che si presume ignota la residenza).

Quando si perfeziona la notifica a persona irreperibile?

Vediamo ora quando si perfeziona la notifica alla persona che sia irreperibile, sia in senso relativo che assoluto.

Per quanto riguarda la notifica a persona relativamente irreperibile, essa si intenderà perfezionata all’esaurimento di tutte le formalità cui è tenuto l’ufficiale giudiziario, e cioè dopo che sia stata inviata al destinatario una raccomandata con la quale lo avvisa del deposito presso la casa comunale.

Bisogna però distinguere:

  • per il mittente, la notifica si perfeziona con l’ultima delle formalità espletate dall’ufficiale giudiziario;
  • per il destinatario, invece, il perfezionamento della notifica coincide con il ricevimento della raccomandata informativa, se antecedente al maturarsi della compiuta giacenza, o, in caso contrario, decorsi dieci giorni dalla sua spedizione.

Tutto ciò significa che, se ad esempio al destinatario è stato notificato un decreto ingiuntivo, i quaranta giorni utili per poter proporre opposizione decorrono per lui dal giorno del materiale ricevimento della raccomandata che lo avvisa del deposito presso la casa comunale o, in mancanza, decorsi dieci giorni dalla sua spedizione.

Quando si perfeziona la notifica a persona assolutamente irreperibile?

Nel caso di notificazione a persona assolutamente irreperibile, di cui non si conosce residenza, dimora, domicilio o altra informazione utile, allora la notifica si intende perfezionata:

  • per il mittente, al momento dell’ultimazione dell’attività poste carico dell’ufficiale giudiziario (deposito di copia dell’atto nella casa comunale dell’ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario, ovvero ancora consegna al magistrato del pubblico ministero);
  • per il destinatario, venti giorni dopo il compimento di tutte le predette formalità.

Dunque, se ad esempio l’istante notifica un atto di precetto, concedendo i rituali dieci giorni per adempiere prima di cominciare la procedura esecutiva, egli potrà ritenersi libero di agire decorsi trenta giorni complessivi dall’ultima delle formalità espletate dall’ufficiale giudiziario (venti giorni più dieci previsti dal precetto).


note

[1] Art. 140 cod. proc. civ.

[2] Art. 143 cod. proc. civ.

[3] Cass., ordinanza n. 19012 del 31 luglio 2017.

Autore immagine: 123rf.com


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