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Querela: ultime sentenze

11 Novembre 2019
Querela: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: esercizio del diritto di querela; querela della persona offesa; condizione di procedibilità; eredi del querelante; conoscenza certa del fatto-reato; requisito di efficacia del contratto; consentire l’esercizio del diritto di querela.

Chi è legittimato a proporre querela?

La persona offesa dal reato titolare del diritto di querela a norma dell’art. 120 cod. pen. deve essere individuata nel soggetto titolare dell’interesse direttamente protetto dalla norma penale e la cui lesione o esposizione a pericolo costituisce l’essenza dell’illecito. Ne consegue che è legittimato a proporre querela l’effettivo acquirente di un bene sebbene risulti un diverso intestatario.

(Nella specie è stato ritenuto legittimato alla proposizione della querela l’acquirente di un veicolo, pagato con denaro proprio ma intestato ai genitori, sul presupposto che la trascrizione della vendita non incide sulla validità né è requisito di efficacia del contratto in cui l’effetto traslativo della proprietà si verifica a seguito del mero consenso delle parti, ma è preordinata al solo fine di regolare i conflitti tra pretese contrastanti sullo stesso veicolo da parte di coloro che abbiano causa dal medesimo autore).

Cassazione penale sez. II, 20/07/2018, n.55945

Appropriazione indebita e querela della persona offesa

Con le modifiche apportate dal d.lg. n. 36/2018, il reato di appropriazione indebita, come il delitto di truffa, è procedibile a querela della persona offesa anche qualora ricorra l’aggravante comune di cui all’art 61, comma 1, n. 11, c.p.

Cassazione penale sez. II, 10/09/2019, n.42395

Diritto di querela esercitato da persona diversa dall’offeso

Il principio secondo cui la querela debba fare riferimento a un fatto preciso e non possa estendere gli effetti ad eventi non contemplati non è valido quando il diritto viene esercitato da persona diversa dall’offeso e la querela viene estesa espressamente ad altri reati non esposti, perché ignoti al querelante. In tal caso, pertanto, la querela ha ad oggetto non solo i fatti e i reati in relazione ai quali è espressamente collegata mediante esposizione storica, ma anche quelli venuti a profilarsi nel corso della procedura, di cui essa è condizione di procedibilità.

(Nella specie, in presenza della querela presentata dalla madre di una minore per il reato di minacce telefoniche, “per i fatti esposti o in seguito accertati”, si è ritenuto perseguibile anche il reato di violenza sessuale, successivamente emerso dalle confidenze della persona offesa alla querelante).

Cassazione penale sez. III, 07/12/2018, n.975

Morte del querelante dopo l’esercizio del diritto di querela

Il secondo comma dell’art. 126 c.p. esclude la rilevanza estintiva della morte del querelante che si verifichi successivamente all’avvenuto esercizio del diritto di querela (annullata la decisione del Giudice di pace , atteso che non vi era necessità che gli eredi del querelante manifestassero la loro intenzione di proseguire il giudizio).

Cassazione penale sez. V, 22/11/2018, n.557

Reato di infedeltà patrimoniale: titolarità del diritto di querela

La legittimazione alla proposizione della querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell’amministratore spetta non solo alla società nel suo complesso ma anche – e disgiuntamente – al singolo socio.

Cassazione penale sez. V, 07/11/2018, n.57077

Reato continuato: da quando decorre il termine per l’esercizio del diritto di querela?

In tema di reato continuato, il termine per l’esercizio del diritto di querela decorre dal momento in cui la persona offesa ha acquisito la conoscenza certa del fatto-reato e non dall’ultimo momento consumativo della continuazione. (Fattispecie in tema di violenza sessuale continuata, compiuta dal datore di lavoro nei confronti di una dipendente).

Cassazione penale sez. III, 12/09/2018, n.54183

Truffa: diritto di querela

Il diritto di querela per il reato di truffa spetta, indipendentemente dalla formale attribuzione del potere di rappresentanza, anche all’addetto di un esercizio commerciale che, trovandosi al bancone di vendita, si sia occupato della transazione commerciale con cui si è consumato il reato.

Cassazione penale sez. II, 18/07/2018, n.41785

Ricorso inammissibile: avviso alla persona offesa

In caso di ricorso inammissibile, non deve darsi alla persona offesa l’avviso previsto dalla nuova disciplina in tema di procedibilità per taluni reati, al fine di consentire l’esercizio del diritto di querela.

Cassazione penale sez. un., 21/06/2018, n.40150

La querela del direttore della filiale bancaria

In tema di truffa, la responsabile della filiale di banca, la quale ha esposto di essersi personalmente occupata della transazione, deve considerarsi persona offesa e dunque titolare in proprio di un autonomo diritto di querela in quanto responsabile, in quel frangente, delle attività dell’istituto bancario e delle eventuali conseguenze pregiudizievoli per l’interesse dell’ente da lei rappresentato.

Cassazione penale sez. II, 15/06/2018, n.39069

Frodi nelle assicurazioni per infortuni

In materia di legittimazione a proporre querela per il reato previsto dall’art. 642 cod. pen. (Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona) , il diritto di querela spetta sia alla Compagnia assicuratrice che gestisce il sinistro, sia a quella debitrice, perché entrambe, in quanto parti direttamente coinvolte, seppur con ruoli diversi, nella richiesta di risarcimento del danno, hanno interesse alla corretta gestione del sinistro e a non vedere depauperato il proprio patrimonio da false denunce.

Cassazione penale sez. II, 14/02/2018, n.9506



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4 Commenti

  1. Salve, vorrei capire bene la differenza tra esposto, querela e denuncia, perché io ho sempre pensato che avessero la stessa funzione, ma da quanto ho letto tra i vostri articoli c’è una distinzione, quindi se possibile potete riassumere in parole semplici, come siete soliti fare nei vostri articoli, questi divbersi concetti.

    1. Spesso si usano le parole esposto, querela e denuncia come se si trattasse di sinonimi e, a volte, anche impropriamente con riferimento ad ambiti del diritto del tutto inappropriati. Così, innanzitutto, è bene chiarire che questi tre termini si riferiscono all’ambito del diritto penale. Erra pertanto chi parla di “denuncia” quando invece riceve un atto di citazione, il quale invece attiene al giudizio di carattere civile, o un precetto che riguarda l’esecuzione forzata (sempre rientrante nell’ambito dei rapporti privatistici). Processo penale e reati: l’esposto, la querela e la denuncia sono degli strumenti, a disposizione dei cittadini, finalizzati alla comunicazione delle notizie di reato. Ma tra questi atti vi sono delle sostanziali differenze di cui abbiamo parlato nel seguente articolo https://www.laleggepertutti.it/95105_esposto-querela-e-denuncia-quale-differenza

  2. Entro quanto tempo si può sporgere querela per l’offesa alla reputazione? Cosa succede se si scopre tardivamente di essere stati diffamati alle spalle?

    1. Una persona ti ha riferito che un tuo vecchio amico ha messo in giro alcune voci poco lusinghiere sul tuo conto: sono oramai mesi che ha rivelato un segreto che non volevi conoscesse nessuno e la gente ora ride alle tue spalle. Ti senti profondamente umiliato e offeso da quanto è accaduto; vorresti fare qualcosa ma pensi che oramai è troppo tardi per sporgere una querela per diffamazione, visto che sono già molti mesi che le voci sul tuo conto sono state messe in giro. In realtà, potresti essere ancora in tempo, visto che i termini per la querela per diffamazione cominciano a decorrere da quando tu ne hai avuto conoscenza. La diffamazione è un reato procedibile a querela di parte. Cosa significa? Vuol dire che, se la persona offesa non denuncia il fatto alle autorità, nessun altro potrà farlo al suo posto e la polizia giudiziaria non potrà attivarsi per punire il colpevole.La querela, però, ha un termine, nel senso che deve essere presentata entro un lasso di tempo stabilito dalla legge. Come per (quasi) tutti gli altri reati procedibili a querela, il termine per segnalare la diffamazione alle autorità è di tre mesi, che decorrono dal momento in cui la vittima ha avuto percezione dell’offesa. La legge, infatti, diche che il diritto di querela non può essere esercitato, decorsi tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato. In poche parole, non importa tanto il momento in cui la diffamazione è stata posta in essere, quanto l’istante in cui la vittima ne ha avuto conoscenza. Ciò significa che, se in rete circola una tua immagine corredata di un commento ingiurioso, oppure pubblicamente sei stato disprezzato a gran voce, avrai tempo tre mesi per presentare querela a partire dal momento in cui hai avuto conoscenza dell’offesa: ad esempio, se si è trattato di un posto di Facebook offensivo, i tre mesi decorreranno dal momento in cui ne avrai preso anche tu visione, oppure da quando te l’avranno comunicato.
      Querela diffamazione: tre mesi o novanta giorni? Si potrebbe pensare che il termine per la querela per diffamazione, essendo pari a tre mesi, sia equivalente a novanta giorni. Non è così. Come ha avuto cura di specificare la giurisprudenza, il termine per proporre la querela è di tre mesi, e non di novanta giorni, decorrente dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato.

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