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Bigamia: ultime sentenze

12 Novembre 2019
Bigamia: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: bigamia; vittima dell’inganno posto in essere dal bigamo; dubbio dell’agente sulla validità del primo matrimonio; dolo del reato di bigamia; stipulazione di secondo matrimonio all’estero; illegittimità dell’assoluzione per insufficienza di prove sul dolo.

Cos’è la bigamia?

La bigamia è un reato permanente che si protrae per tutta la durata della coesistenza dei due matrimoni e viene a cessare allorché sia pronunciata con sentenza definitiva la cessazione degli effetti civili di uno di essi.

Cassazione penale sez. VI, 17/02/2003, n.23249

Condanna per tentata bigamia

Fingersi divorziato pur essendo regolarmente sposato e convivente con la moglie configura il reato di sostituzione di persona. E’ quanto successo nel singolare caso deciso dalla Cassazione che ha visto come protagonista un uomo che per prolungare la relazione con la sua amante aveva addirittura mostrato lei un finto atto di annullamento del matrimonio e frequentato assieme alla sua fidanzata un corso prematrimoniale. Una volta scoperto e denunciato, l’uomo nei vari gradi di giudizio è riuscito a evitare la condanna per tentata bigamia, ma non quella per il reato di cui all’articolo 494 c.p.

Cassazione penale sez. V, 15/06/2016, n.34800

Vittima dell’inganno del bigamo

In tema di bigamia, nell’ipotesi aggravata prevista dal secondo comma dell’art. 556 cod. pen., il secondo coniuge del bigamo è, insieme al primo coniuge, persona offesa del reato, poiché, pur avendo concorso come coautore materiale alla realizzazione del delitto (che è necessariamente bilaterale), è, al tempo stesso, vittima dell’inganno posto in essere dal bigamo, sicchè, conseguentemente, ha diritto ad essere avvisato della richiesta di archiviazione, qualora abbia chiesto di esserne informato.

Cassazione penale sez. VI, 19/05/2015, n.25957

Bigamia: secondo matrimonio all’estero

In tema di bigamia, nel caso di stipulazione di secondo matrimonio all’estero si tratta di reato commesso da cittadino italiano all’estero e che, prevedendo l’art. 556 c.p. una pena edittale inferiore nel minimo a tre anni, è necessaria, ex art. 9, comma 2, c.p., la condizione di procedibilità della richiesta del Ministero della Giustizia o della querela o istanza della persona offesa (in questo caso la moglie del primo matrimonio).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia, 22/01/2013, n.12

Bigamia: coautore materiale alla realizzazione del delitto

In tema di bigamia, mentre nell’ipotesi prevista dall’art. 556, comma primo, cod. pen., la persona offesa dal reato è il primo coniuge del bigamo, nell’ipotesi aggravata prevista dal secondo comma della stessa disposizione sono persone offese tanto il primo quanto il secondo coniuge, poichè quest’ultimo, pur avendo concorso come coautore materiale alla realizzazione del delitto (che è necessariamente bilaterale), è al tempo stesso vittima dell’inganno posto in essere dall’altro coniuge, con la conseguenza che in tal caso sia il primo che il secondo coniuge del bigamo sono titolari del diritto di istanza ai sensi dell’art. 10 cod. pen..

Cassazione penale sez. VI, 04/12/2008, n.331

Bigamia: l’elemento soggettivo del reato

Il dolo del delitto di bigamia non è escluso né reso incerto dal dubbio circa la validità del primo matrimonio, atteso che in tale situazione l’agente, contraendo il secondo matrimonio, accetta il rischio della commissione del reato, integrando in tal modo il dolo eventuale.

Ufficio Indagini preliminari Milano, 13/06/2007

Delitti contro il matrimonio: la bigamia 

Il delitto di bigamia, che si consuma nel momento e nel luogo della celebrazione del secondo matrimonio, è di natura istantanea con effetti permanenti, ma è caratterizzato da un iter criminis frazionabile (cd. reato plurisussistente) e, come tale, suscettibile di interruzione, con conseguente configurabilità del tentativo.

Tuttavia la semplice presentazione al Comune di residenza della domanda di pubblicazione del matrimonio non costituisce atto idoneo alla commissione del reato di bigamia, attesa la necessaria attività consequenziale di controllo rimessa all’autonoma ma doverosa iniziativa di verifica dell’ufficiale di stato civile.

Tribunale S.Angelo Lombardi, 21/04/2006, n.51

Nullità del matrimonio concordatario per bigamia

La sentenza ecclesiastica di nullità per bigamia del matrimonio concordatario, pronunciata a domanda degli eredi del bigamo, non può essere riconosciuta agli effetti civili, perché in contrasto con il principio d’ordine pubblico che, a tutela del diritto personalissimo allo stato coniugale, esclude la legittimazione degli eredi a impugnare il matrimonio del loro “dante causa” quando il giudizio di nullità non sia già pendente alla morte del “de cuius”.

Corte appello Milano, 19/01/1993

Effetti civili del matrimonio: dolo del delitto di bigamia

L’errore sulle norme extrapenali che disciplinano gli effetti civili del matrimonio, quando sia inevitabile, esclude il dolo del delitto di bigamia, pur essendo quelle norme integratrici della legge penale.

Corte appello Cagliari, 12/12/1988

Nuovo matrimonio prima dello scioglimento del primo vincolo

L’avere il coniuge, attore in giudizio di divorzio, contratto nuovo matrimonio prima d’avere ottenuto lo scioglimento del primo vincolo, commettendo così delitto di bigamia, non rende improponibile la domanda di divorzio da lui proposta per l’impossibilità, asserita dal coniuge convenuto, di espletare il tentativo di conciliazione, date le nuove nozze dell’attore: anche in tale ipotesi, infatti, non può a priori escludersi la possibilità di ripristinare la comunione tra i coniugi, mentre, d’altro canto, non si richiede, quale condizione perché il divorzio venga dichiarato, che tra i coniugi in causa sussistano concrete possibilità di riconciliazione.

Tribunale Trapani, 21/05/1986

Dubbio sulla validità del primo matrimonio

Il dolo del delitto di bigamia non è escluso, ne reso incerto, dal dubbio circa la validità del primo matrimonio. Infatti, ove tale dubbio esista, l’agente vuole anche il fatto come reato, sia pure quale semplice eventualità che si realizzerebbe nel caso che si dovesse riscontrare come sussistente quella situazione di fatto o di diritto che a lui appare incerta. Trattandosi quindi di dubbio che rende eventuale il dolo, ma non l’esclude, è illegittima l’assoluzione per insufficienza di prove sul dolo.

Cassazione penale sez. VI, 18/05/1973, n.6138



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