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Frode sportiva: ultime sentenze

18 Giugno 2021
Frode sportiva: ultime sentenze

Individuazione del soggetto attivo del reato di frode sportiva; ingiusta alterazione del risultato in classifica; danno da retrocessione; onere della prova; decisione nel procedimento sportivo.

Frode sportiva: sussiste il risarcimento dei danni in sede civile?

Pur in presenza di una sentenza penale che abbia accertato il reato di frode sportiva (rappresentato dall’illecita intromissione nella designazione arbitrale), non sussiste il diritto al risarcimento dei danni in sede civile a favore della parte che lamenti l’ingiusta alterazione del risultato in classifica, se manca la prova che, in assenza degli illeciti, i risultati delle singole partite sarebbero stati differenti secondo il criterio del più probabile che non (nel caso di specie, è stato escluso il diritto al risarcimento dei danni subiti per la retrocessione del Bologna calcio in serie B nel campionato 2004/2005, in seguito ai fatti della c.d. Calciopoli).

Corte appello Napoli sez. II, 24/01/2019, n.326

Somministrazione di sostanza dopante

Commette il reato di frode sportiva, previsto dall’art. 1 l. 13 dicembre 1989, n. 401, colui che, nell’ambito di una competizione organizzata dall’UNIRE o da altra associazione ad esso aderente, somministri ai cavalli sostanze dopanti o comunque in grado di alterarne la prestazione, trattandosi di condotte di per sé idonee ad alterare fraudolentemente i risultati della gara. (Fattispecie relativa alla somministrazione di un antinfiammatorio ad un cavallo prima della gara)

Cassazione penale sez. III, 24/05/2016, n.5235

Reato di frode in competizioni sportive: configurabilità

Dà luogo alla configurabilità del reato di frode in competizioni sportive, previsto dall’art. 1 l. n. 401 del 1989, la somministrazione di un prodotto antinfiammatorio ed analgesico (nella specie, il diclofenac, noto in commercio come Voltaren), ad un cavallo partecipante ad una gara, dal momento che viene in tal modo alterata la condizione fisica dell’animale tanto da consentirgli la detta partecipazione, che altrimenti sarebbe stata impedita a cagione dei dolori derivanti dalle patologie muscolari dalle quali il medesimo animale era affetto.

Cassazione penale sez. III, 24/05/2016, n.5235

Disimpegno ad affrontare la partita di calcio

Qualora il reato di frode sportiva si presuma integrato nel disimpegno dell’imputato o degli imputati nell’affrontare la partita di calcio, la relativa prova diventa diabolica se non si traduce in condotte visibili e attive quali un eclatante procurato penality, falli o condotte da espulsione, preventivi accordi sulle modalità di calciare il procurato rigore etc. ovvero, per l’allenatore, nell’esclusione dalla rosa dei giocatori scesi in campo di colui o coloro che abbiano manifestato la propria contrarietà all’accordo fraudolento.

Ufficio Indagini preliminari Cremona, 16/05/2016

Comunicazione della notizia di reato di frode sportiva

Ai sensi dell’art. 3 l. n. 401/1989, in relazione alla conoscenza di condotte suscettibili di essere valutate come reato ai sensi dell’art. 1 l. n. 401/1989, l’allenatore e tanto meno il vice allenatore di una squadra di calcio, non ricoprendo anche un ruolo di “organo” di disciplina, non sono “obbligati” alla comunicazione dell’eventuale notizia di reato di una “frode sportiva” all’Autorità Giudiziaria.

Tribunale Cremona sez. uff. indagini prel., 16/05/2016

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

In tema di intercettazioni di conversazioni, ai fini del divieto di utilizzazione previsto dall’art. 270, comma 1, c.p.p., occorre far riferimento ad una nozione sostanziale di “diverso procedimento”, secondo cui la “diversità” va collegata al dato dell’insussistenza, tra i due fatti-reato, storicamente differenti, di un nesso ai sensi dell’art. 12 c.p.p., o di tipo investigativo, e, quindi, all’esistenza di un collegamento meramente fattuale ed occasionale.

(In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto l’inutilizzabilità di conversazioni telefoniche intercettate in forza di autorizzazione concessa per il reato di tentata estorsione con riferimento ad ipotesi delittuosa del tutto autonoma, concernente il delitto di frode sportiva, sebbene la notitia criminis per questa fattispecie provenisse proprio dalle intercettazioni in questione).

Cassazione penale sez. III, 05/11/2015, n.2608

Divieto di accesso agli stadi e ai luoghi di svolgimento di competizioni sportive

In considerazione dell’autonomia tra ordinamento sportivo e ordinamento statuale e della prevalenza della giustizia penale su quella sportiva, è legittimata a costituirsi parte civile la Federazione Italiana Gioco Calcio in relazione al reato di frode sportiva anche nel caso in cui in sede disciplinare sportiva l’imputato sia stato prosciolto dal medesimo addebito contestatogli in sede penale, posto che ciò che rileva ai fini dell’esercizio dell’azione civile nel processo penale è esclusivamente l’accertamento di un reato dal quale possa derivare un pregiudizio al diritto soggettivo perseguito dall’ente e che non sussiste una pregiudiziale sportiva rispetto all’accertamento compiuto in sede penale.

Cassazione penale sez. III, 24/03/2015, n.36350

Associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva

Non può essere considerato interesse sufficiente per richiedere al tribunale del riesame di pronunciarsi ugualmente su una ordinanza cautelare nelle more revocata, quello di un calciatore che rappresenti di voler utilizzare l’eventuale decisione favorevole nel procedimento disciplinare di competenza degli organi di giustizia sportiva, essendo l’ordinamento della giustizia sportiva del tutto autonomo rispetto a quello della giurisdizione ordinaria. (Fattispecie relativa a calciatore raggiunto da ordinanza cautelare per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva).

Cassazione penale sez. III, 20/03/2013, n.39071

Frode sportiva: i soggetti attivi del reato

I soggetti attivi del reato di frode sportiva sono, oltre agli atleti che partecipano alla competizione, anche i dirigenti delle società.

Cassazione penale sez. IV, 17/05/2012, n.34753

Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo

Rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (nella specie il Tar del Lazio) ai sensi dell’art. 3 l. 280/2003, la controversia attinente l’impugnazione della decisione dell’Alta corte di giustizia sportiva del Coni, in ordine al provvedimento di una federazione sportiva che ha disposto la sospensione automatica in via cautelare dalla carica di Consigliere federale e di componente del Comitato di presidenza della Figc nei confronti di un soggetto condannato con sentenza non definitiva per frode sportiva, in quanto la misura ha natura cautelare e non di sanzione disciplinare.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 01/06/2012, n.4981

Competizione sportiva: la nozione di partecipante

L’art. 1 l. n. 401/1989 (noto come c.d. frode sportiva) disciplina, nei suoi comma 1 e 2, due distinte fattispecie incriminatrici. Con riferimento all’individuazione del soggetto attivo di tali ipotesi delittuose, deve escludersi che la fattispecie di cui al co. 1 possa applicarsi anche al “partecipante” alla competizione sportiva, non solo in considerazione della circostanza che la “ratio legis”, essendo la norma incriminatrice finalizzata soprattutto a contrastare forme di corruzione che dall’esterno si proiettano all’interno dell’ambiente sportivo, ma anche in virtù dell’interpretazione sia letterale che sistematica di tale disposizione.

Più specificatamente, il “chiunque” di cui al comma 1 sembra essere lo stesso soggetto dell’inciso “ovvero compie altri atti fraudolenti” ed esso, grammaticalmente, regge tutti i verbi descrittivi di condotte criminose che possono avere come destinatario anche il partecipante, per cui quest’ultimo, in caso di atti fraudolenti compiuti dall’extraneus, dovrebbe semmai essere considerato vittima di esso, non già correo, tanto più tenuto conto che se il partecipante accetta la dazione o la promessa di denaro o altra utilità, tale comportamento è comunque sanzionato ai sensi del comma 2.

Con riferimento, invece, alla nozione di “partecipante”, è da ritenere che tale debba essere considerato non soltanto l’atleta che prende direttamente parte alla competizione agonistica, ma anche ogni altro soggetto la cui presenza sia indispensabile per lo svolgimento della stessa e, quindi, anche l’arbitro e gli ufficiali di gara, i quali “partecipano”, nella qualifica loro attribuita, allo svolgimento delle manifestazioni sportive per assicurarne la regolarità.

Ufficio Indagini preliminari Bari, 31/03/2012

Frode sportiva: quando si consuma il reato?

Il delitto di frode sportiva (art. 1, comma 1, l. 13 dicembre 1989 n. 401) si consuma nel momento e nel luogo in cui si verifica la promessa o l’offerta di un vantaggio indebito o la commissione di ogni altra condotta fraudolenta, e non in quello dell’accettazione di tale promessa od offerta. (Fattispecie in tema di competenza per territorio nella quale la Corte ha precisato che tale soluzione si giustifica per la natura di reato di pericolo che esclude anche la configurabilità del tentativo).

Cassazione penale sez. III, 25/02/2010, n.12562

Frode sportiva: la pericolosità della condotta degli agenti

La frode sportiva può definirsi un delitto di comportamento, la cui antigiridicità deriva dalla pericolosità della condotta attuata dagli agenti.

Ufficio Indagini preliminari Napoli, 14/12/2009


note

Autore immagine: 123rf com.


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