Tech | Editoriale

L’era della banda ultra larga

3 luglio 2013


L’era della banda ultra larga

> Tech Pubblicato il 3 luglio 2013



Con il via libera dell’AGCOM alle offerte di Telecom Italia si apre ufficialmente l’era dei servizi a banda ultra larga di rete fissa in Italia.

 

Con l’approvazione delle nuove offerte di Telecom Italia per i servizi a banda ultra larga di rete fissa (per famiglie e imprese) da parte dell’autorità di settore (AGCOM) e gli annunci dei principali operatori alternativi (Fastweb, Infostrada e Vodafone) si apre ufficialmente la sfida dei servizi di nuova generazione.

Per il vero si parte a “velocità ridotta”, sia punto di vista della copertura territoriale che da quello prestazionale.

Per quanto concerne l’aspetto territoriale, le città coinvolte (non integralmente) sono 27, quelle annunciate da Telecom Italia e nelle quali sarà disponibile anche un’offerta all’ingrosso per consentire ai concorrenti di competere ad armi pari. Nella metà di queste città, Fastweb sta contemporaneamente dispiegando la propria rete, utilizzando una soluzione simile a quella di Telecom Italia. Milano, rimane invece un discorso a parte, grazie all’esistenza di una rete in fibra ottica capillare realizzata da Metroweb e messa a disposizione di tutti gli operatori (inclusa Telecom Italia).

Mentre a Milano i servizi partono subito con i livelli prestazionali pari a 100 Mbit/s in download, nelle altre città ci si dovrà accontentare di servizi a 30 Mbit/s, in attesa delle ulteriori evoluzioni tecnologiche. I servizi che vedremo in questa prima fase saranno sostanzialmente incentrati solo sulla velocità del collegamento, mentre per nuove e sostanziali innovazioni occorre aspettare che il mercato assuma una dimensione maggiore. Va inoltre ricordato, come, a differenza degli altri principali Paesi, l’offerta italiana non include i servizi televisivi, che continuano ad essere veicolati sulle altre reti. Di conseguenza, il “premium price” rispetto ai servizi tradizionali è relativamente contenuto e tale rimarrà.

Sulla base degli annunci dei diversi operatori è, infine, chiaro come lo sviluppo della copertura sarà molto selettivo e inevitabilmente lento (meno di 150 città al 2015).

Diventa allora sempre più importante il ruolo dello Stato, che può intervenire sia direttamente che indirettamente. Nel primo caso, il braccio operativo potrebbe essere la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), mentre nel secondo i modelli di incentivo per l’estensione delle reti di telecomunicazione sono ormai consolidati sia a livello internazionale che nazionale.

Le negoziazioni di Telecom Italia con CDP per l’ingresso nella futura società della rete e i progetti pubblici per la banda ultra larga nelle regioni del Mezzogiorno vanno in queste due direzioni.

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