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Ripristino dello stato dei luoghi: ultime sentenze

14 Novembre 2019
Ripristino dello stato dei luoghi: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: interventi in assenza di permesso di costruire; abuso edilizio; ripristino dello stato dei luoghi; inottemperanza all’ordine demolitorio; applicazione della sanzione pecuniaria. 

Edilizia e urbanistica: abusi e ripristino stato dei luoghi

L’Amministrazione che agisca in mera esecuzione del mandato espresso al ripristino dello stato dei luoghi impartito dal P.M., in veste di organo promotore dell’esecuzione, non pone in essere alcun atto di autonomo esercizio di potere amministrativo discrezionale o vincolato e costituisce invece mera esecuzione dello stesso dell’ordine di ripristino dato dall’a.g.o., con la conseguenza che la controversia avente ad oggetto l’attività dell’Amministrazione deve essere proposta dinanzi al giudice ordinario.

Consiglio di Stato sez. V, 12/04/2019, n.2399

La demolizione dell’opera abusiva e il ripristino dello stato dei luoghi

L’art. 35 del testo unico dell’edilizia, quando precisa che – in presenza “di interventi in assenza di permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità dal medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici” – l’Amministrazione comunale ordina al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi “previa diffida non rinnovabile”, non intende con quest’ultima locuzione assoggettare il potere di vigilanza ad una sorta di decadenza o sanatoria, bensì semplicemente prescrivere al dirigente incaricato di non procrastinare (accordando ulteriori diffide) l’attuazione delle misure necessarie a ripristinare la legalità.

Consiglio di Stato sez. VI, 23/07/2019, n.5208

Omessa esecuzione dell’ordine demolitorio

Il proprietario di un immobile abusivo, anche se non autore materiale dell’opera e non avente causa da esso, una volta venuto a conoscenza dell’attività illecita svolta da terzi, deve attivarsi contro il responsabile per obbligarlo a rimuovere l’opera abusiva, e se ha la disponibilità del manufatto deve provvedere in proprio all’eliminazione dell’intervento edilizio sine titulo; in mancanza di ciò, subisce certamente l’acquisizione del bene al patrimonio indisponibile del Comune. In ogni caso, l’acquisizione, quale sanzione consequenziale all’inottemperanza all’ordine demolitorio e al mancato ripristino dello stato dei luoghi, richiede necessariamente l’assunzione di un successivo atto, attraverso cui gli Uffici comunali dovranno verificare la sussistenza dei presupposti per la sua adozione e poi stabilire le sue concrete modalità attuative.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 04/07/2019, n.1528

Violazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi comunali: sanzione amministrativa

L’omessa indicazione dell’area suscettibile di essere acquisita gratuitamente al patrimonio del Comune in caso di inottemperanza all’ordine di demolizione non inficia detto provvedimento; invero, posto che la primaria finalità del predetto provvedimento è l’ingiunzione dell’ordine di demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi nel termine di 90 giorni, la mancata esatta indicazione delle aree da acquisire al patrimonio comunale in caso di inottemperanza all’ordine impartito non può giammai comportare l’illegittimità del provvedimento impugnato, considerato che l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere, della relativa area di sedime e dell’area di pertinenza urbanistica costituisce una conseguenza ex lege dell’inottemperanza all’ordine impartito e ben può essere operata con un successivo e separato atto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 03/06/2019, n.2986

Illegittimità dell’ordinanza di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi

È affetta dal vizio di evidente perplessità l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, emessa ai sensi dell’art. 31 comma 2, d.P.R. n. 380/2001, malgrado, in fase istruttoria, l’ufficio responsabile del settore urbanistica del Comune, pur considerata la natura pubblica del suolo, avesse affermato che la pavimentazione doveva considerarsi soggetta a mera autorizzazione, in considerazione della ritenuta “esigua rilevanza” delle opere.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 15/03/2019, n.3467

Sostituzione dell’ordine di demolizione: presupposti

La questione della sostituzione della demolizione con l’applicazione di una sanzione pecuniaria dev’essere introdotta a valle della ingiunzione di demolizione, per il caso di inottemperanza spontanea all’ordine di ripristino dello stato dei luoghi, nel senso che la valutazione circa la possibilità di dare corso all’applicazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella ripristinatoria costituisce una mera eventualità della fase esecutiva, successiva alla ingiunzione a demolire: con la conseguenza che la mancata valutazione della possibile applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva non può costituire un vizio dell’ordine di demolizione ma, al più, della successiva fase riguardante l’accertamento delle conseguenze derivanti dall’omesso adempimento al predetto ordine di demolizione e della verifica dell’incidenza della demolizione sulle opere non abusive.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 06/03/2019, n.294

Interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato

L’ordine di demolizione non necessita di analitica motivazione, occorrendo, invece, una mera descrizione delle opere abusive riscontrate e il richiamo alla normativa urbanistica violata. L’ingiunzione a demolire ha, infatti, natura di atto dovuto e rigorosamente vincolato, per il quale la repressione dell’abuso corrisponde per definizione all’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 04/03/2019, n.1186

Posteggio realizzato su area destinata a verde pubblico

È legittima l’ingiunzione di ripristino dello stato dei luoghi del posteggio realizzato su di un’area che lo strumento urbanistico destina a verde pubblico. Ciò in quanto l’utilizzo effettivo dell’area deve essere coerente con la destinazione impressa in sede pianificatoria e non potendo l’ente comunale tollerare lo svolgimento di un’attività commerciale in contrasto con la destinazione impressa all’area e le cui strutture funzionali allo svolgimento di detta attività sono abusive e devono essere demolite.

Consiglio di Stato sez. VI, 28/02/2019, n.1398

Costruzione abusiva: conseguenze

L’applicabilità o meno della sanzione pecuniaria può essere decisa dall’Amministrazione solo nella fase esecutiva dell’ordine di demolizione e non prima, sulla base di un motivato accertamento tecnico. La questione della sostituzione della demolizione con l’applicazione di una sanzione pecuniaria, infatti, va introdotta “a valle” della ingiunzione di demolizione, per il caso di inottemperanza spontanea all’ordine di ripristino dello stato dei luoghi. La “fiscalizzazione dell’abuso edilizio” non si configura, quindi, come condizione di legittimità del provvedimento repressivo.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 05/02/2019, n.160

Ordinanza di demolizione: non necessita di specifica motivazione

L’ordinanza di demolizione ha natura di atto dovuto e rigorosamente vincolato, dove la repressione dell’abuso corrisponde per definizione all’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato, pertanto, non essa è già dotata di un’adeguata e sufficiente motivazione, consistente nella descrizione delle opere abusive e nella constatazione della loro illegittimità.

Consiglio di Stato sez. IV, 05/11/2018, n.6246



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