L’esperto | Articoli

Ripristino dello stato dei luoghi: ultime sentenze

9 Marzo 2022
Ripristino dello stato dei luoghi: ultime sentenze

Interventi in assenza di permesso di costruire; abuso edilizio; ripristino dello stato dei luoghi; inottemperanza all’ordine demolitorio; applicazione della sanzione pecuniaria. 

Indice

Violazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi comunali

Il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive è strettamente connesso e consequenziale all’ordine di demolizione delle opere e di ripristino dello stato dei luoghi. Ne consegue che è soggetto a caducazione automatica nel caso di annullamento della presupposta ordinanza di demolizione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 11/10/2021, n.6388

Dovere del Comune di dare seguito all’ordine demolitorio

Nel caso in cui il provvedimento di demolizione sia stato emesso ai sensi dell’art. 27, d.P.R. n. 380/2001, senza la contestuale determinazione dell’Amministrazione di disporre senza ritardo il ripristino dello stato dei luoghi, il richiamo all’art. 27 si deve intendere un mero lapsus calami, un mero errore materiale, dovendosi intendere l’ordine di demolizione come volto a non disporre l’immediata demolizione d’ufficio, ma come volto a fissare il termine per la spontanea ottemperanza da parte dei responsabili dell’abuso. Anche, in tal caso, quindi, si deve ritenere che resta fermo il dovere del Comune di dare seguito all’ordine di demolizione, con tutte le conseguenze previste dall’art. 31.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 04/10/2021, n.6190

Ordine di demolizione 

Il comma 3 dell’art. 31, d.P.R. n. 380/2001, nella parte in cui fa il caso della mancata demolizione o al mancato ripristino dello stato dei luoghi, si riferisce a tutti i casi in cui il responsabile dell’abuso non abbia provveduto “alla demolizione o al ripristino dello stato dei luoghi”. Le parole “ripristino dello stato dei luoghi” non sono contenute nei primi due commi dell’art. 31, bensì nell’art. 27, comma 2.

Ciò comporta che il Comune, una volta che abbia emanato l’ordine di demolizione ai sensi dell’art. 27, senza però procedere d’ufficio al ripristino dello stato dei luoghi, debba emanare l’atto di acquisizione qualora il destinatario dell’atto non abbia demolito il manufatto o ripristinato lo stato dei luoghi. Che questa sia l’unica interpretazione del combinato disposto degli artt. 27 e 31 deriva anche dalla considerazione non si può certo ritenere che la mancata esecuzione d’ufficio dell’ordine di demolizione, emesso ai sensi dell’art. 27, determini la sostanziale sanatoria del manufatto abusivo; l’immobile resta abusivo e il Comune deve trarne le conseguenze previste dall’art. 31, d.P.R. n. 380/2001.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 04/10/2021, n.6190

Opere abusive tra loro connesse

Nel caso in cui le opere abusive siano tra loro connesse, comportando un intervento unitario, l’istante deve scegliere tra l’integrale ripristino dello stato dei luoghi, mediante demolizione e rimozione di tutte le opere accertate come abusive, ovvero presentazione dell’istanza di accertamento di conformità riferita al complessivo intervento abuso, da considerare unitariamente, qualora lo stesso sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della sua realizzazione che al momento di presentazione della domanda.

Consiglio di Stato sez. VI, 08/09/2021, n.6235

Il concetto di parziale difformità

Il concetto di parziale difformità, in materia edilizia, presuppone che un determinato intervento costruttivo, pur se contemplato dal titolo autorizzatorio rilasciato dall’autorità amministrativa, venga realizzato secondo modalità diverse da quelle previste e autorizzate a livello progettuale, quando le modificazioni incidano su elementi particolari e non essenziali della costruzione e si concretizzino in divergenze qualitative e quantitative non incidenti sulle strutture essenziali dell’opera; mentre si è in presenza di difformità totale del manufatto o di variazioni essenziali, sanzionabili con la demolizione, quando i lavori riguardino un’opera diversa da quella prevista dall’atto di concessione per conformazione, strutturazione, destinazione, ubicazione.

(Nella specie, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’ordinanza di demolizione di due vani abusivi, non compresi nella domanda di condono, consistenti in un manufatto della superficie lorda di mq 41,00 e di volume 137,28, nonché in un seminterrato ad uso deposito di mq 45,58 e del volume di mc 86, con ripristino dello stato dei luoghi).

Consiglio di Stato sez. VI, 06/09/2021, n.6218

Ordinanza di demolizione: natura

L’attività repressiva degli abusi edilizi ha carattere vincolato, pertanto l’ordinanza di demolizione ha natura di atto dovuto, corrispondendo per definizione l’attività repressiva all’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato.

Consiglio di Stato sez. VI, 17/08/2021, n.5912

L’ordine di sospensione dei lavori

Tra la misura della sospensione dei lavori ex art. 27, T.U. n. 380/2001, che ha carattere preventivo e cautelare, e la misura sanzionatoria vera e propria di ripristino dello stato dei luoghi esiste una completa autonomia, di tipo non solo procedimentale, ma anche sostanziale, con riferimento agli accertamenti compiuti dall’Amministrazione; pertanto, l’ordine di sospensione dei lavori non costituisce il presupposto di legittimità dell’ingiunzione a demolire, che può essere emanata a prescindere dall’ordine di sospensione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 01/07/2021, n.4561

Reati edilizi: ordine di ripristino

L’omissione, in sentenza, di statuizioni obbligatorie a carattere accessorio e a contenuto predeterminato come la demolizione di immobili abusivi o la rimessione in pristino dello stato dei luoghi per le violazioni paesaggistiche, non attenendo ad una componente essenziale dell’atto non integra una nullità, o un errore in iudicando, ed è, pertanto, emendabile con il procedimento di correzione dell’errore materiale ex art. 130 c.p.p. dal giudice che ha pronunciato la sentenza di condanna o dal giudice dell’impugnazione ove questa non sia inammissibile tranne la sussistenza di presupposti impeditivi alla demolizione non valutati dal giudice della cognizione che devono essere prospettati in sede di impugnazione.

Cassazione penale sez. III, 30/06/2021, n.36227

Accertato abuso edilizio e ripristino dello stato dei luoghi

In caso di accertato abuso edilizio, la pubblica amministrazione deve adottare un provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi, atteso che gli ordini di demolizione di costruzioni abusive, avendo carattere reale, prescindono dalla responsabilità del proprietario o dell’occupante l’immobile.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 25/06/2021, n.7654

Misura di prevenzione dei danni

In via generale, deve ritenersi che la messa in sicurezza di un sito inquinato costituisce una misura di prevenzione dei danni, espressione del principio di precauzione e del principio dell’azione preventiva, che grava sul proprietario o sul detentore o sul gestore del sito da cui possano scaturire i danni all’ambiente e, non avendo finalità sanzionatoria o ripristinatoria, non presuppone affatto l’accertamento del dolo o della colpa. Pertanto, essa può essere imposta a prescindere dall’individuazione dell’eventuale responsabile; del resto, la messa in sicurezza del sito è una misura di correzione dei danni che rientra nel genus delle precauzioni, che gravano sul proprietario o detentore del sito da cui possano scaturire i danni all’ambiente. Pertanto, la relativa ordinanza non ha finalità sanzionatoria o ripristinatoria e può essere imposta a prescindere dall’individuazione dell’eventuale responsabile.

In sostanza, l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi può essere adottato anche nei confronti del proprietario o del detentore incolpevole, dato che l’adempimento degli obblighi di custodia, manutenzione e messa in sicurezza sono correlati alla sua situazione di attuale possessore o detentore del bene.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 17/06/2021, n.1492

Acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive

L’acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive costituisce un atto dovuto, non essendo necessario alcun contenuto discrezionale; l’acquisizione, infatti, è subordinata unicamente all’accertamento dell’inottemperanza e al decorso del termine di legge fissato per la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi.

Consiglio di Stato sez. VI, 10/06/2021, n.4469

Mancato rispetto dei criteri di sorvegliabilità

Non è ravvisabile la violazione dell’art. 64, comma 8, d.lgs. n. 59/2010, per non aver l’Amministrazione previamente diffidato la società destinataria del provvedimento di decadenza dell’autorizzazione all’esercizio di attività di somministrazione di alimenti e bevande al ripristino dello stato dei luoghi, nel caso di mancato rispetto dei criteri di sorvegliabilità, non sussistendo, in base al dato testuale, alcun obbligo al riguardo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 07/06/2021, n.6766

Vigilanza sulle costruzioni: a chi spetta?

L’art. 27, d.P.R. n. 380/2001 riconosce all’Amministrazione Comunale un potere generale di vigilanza sull’attività edilizia in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici, conferendogli la competenza e imponendogli l’obbligo di provvedere alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi. Ciò indipendentemente dalla sussistenza di altri vincoli e dall’assegnazione ad altri enti di poteri di tutela di beni paesaggistici o architettonici e, dunque, dall’applicazione di altre sanzioni previste dall’ordinamento.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 04/06/2021, n.1380

Ragioni di pubblico interesse sottese al provvedimento demolitorio

Quando l’Amministrazione Comunale rileva la sussistenza di opere abusive, si deve considerare doverosa la misura della demolizione e del ripristino dello stato dei luoghi. Non può sussistere un affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo di per sé non può legittimare.

D’altra parte, il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure a distanza di un notevole lasso di tempo, la demolizione di un immobile abusivo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede una motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse, diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata, che impongono la rimozione dell’abuso.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 24/05/2021, n.3381

Interventi di miglioria, completamento o manutenzione di opere abusive

Gli interventi di miglioria, completamento o manutenzione di opere edilizie abusive, per le quali non sia stata ancora definita la pratica di condono edilizio, sono suscettibili di ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 20/05/2021, n.3336

Inadempimento dell’obbligo di ripristino dei luoghi

In tutti i casi nei quali l’Amministrazione agisce per il recupero delle spese che ha dovuto sostenere in conseguenza dell’omesso adempimento dell’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi da parte dell’autore o del responsabile dell’illecito edilizio, essa agisce per far valere il diritto di credito che nasce proprio dall’inadempimento del soggetto obbligato per legge, per cui si applica il regime ordinario di prescrizione, secondo le regole del c.c.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 03/05/2021, n.2907

La motivazione dell’ordine demolitorio degli abusi edilizi

L’ordinanza di demolizione costituisce atto dovuto e rigorosamente vincolato, affrancato dalla ponderazione discrezionale del confliggente interesse al mantenimento in loco della res, dove la repressione dell’abuso corrisponde per definizione all’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato. Pertanto, essa è da ritenersi sorretta da adeguata e sufficiente motivazione, quando l’Amministrazione provvede alla compiuta descrizione delle opere abusive e alla constatazione della loro esecuzione in assenza del necessario titolo abilitativo edilizio.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 21/04/2021, n.2531

Opere abusive realizzate in area vincolata

In sede di emanazione dell’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive su area vincolata non è necessario acquisire il parere della Commissione Edilizia Integrata dal momento che l’ordine di ripristino discende direttamente dall’applicazione della disciplina edilizia vigente (art. 27 del T.U. Edilizia) e non costituisce affatto irrogazione di sanzioni discendenti dalla violazione di disposizioni a tutela del paesaggio. In tali casi, l’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi è in re ipsa, poiché la straordinaria importanza della tutela reale dei beni paesaggistici e ambientali elide, in radice, qualsivoglia doglianza circa la pretesa non proporzionalità della sanzione ablativa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 12/04/2021, n.4253

Necessità della comunicazione di avvio al procedimento

E’ illegittimo il provvedimento con il quale il Sindaco ordina al legale rappresentante di una società di rimuovere e smaltire i rifiuti abbandonati su un terreno di proprietà della stessa e di procedere al ripristino dello stato dei luoghi mediante bonifica degli stessi, ma senza la preventiva comunicazione di avvio del procedimento, finalizzata alla instaurazione del contraddittorio con la parte interessata.

Consiglio di Stato sez. V, 15/03/2021, n.2171

Erronea indicazione delle aree da acquisire al patrimonio comunale

L’ordine demolitorio dell’abuso edilizio ha come prima finalità quella di ottenere la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi in 90 giorni, cosicché la mancata o erronea indicazione delle aree da acquisire al patrimonio comunale in caso di inottemperanza all’ordine impartito non comporta l’illegittimità del provvedimento, considerato che l’acquisizione gratuita delle opere e relativa area di sedime al patrimonio comunale costituisce una conseguenza ex lege dell’inottemperanza all’ordine impartito e ben può essere operata con un successivo e separato atto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 01/03/2021, n.1316

Concessione postuma dell’autorizzazione paesaggistica e sanzioni pecuniarie

In tema di concessione postuma dell’autorizzazione paesaggistica, il rilascio di un’autorizzazione postuma “ai fini ambientali” e/o l’eventuale successiva attività di ripristino dello stato dei luoghi, connessa ad autonome iniziative del privato e, in seguito, assentita dall’Amministrazione non possono incidere sulla sanzione pecuniaria già irrogata.

Tribunale Modena sez. II, 18/01/2021, n.76

Edilizia e urbanistica: abusi e ripristino stato dei luoghi

L’Amministrazione che agisca in mera esecuzione del mandato espresso al ripristino dello stato dei luoghi impartito dal P.M., in veste di organo promotore dell’esecuzione, non pone in essere alcun atto di autonomo esercizio di potere amministrativo discrezionale o vincolato e costituisce invece mera esecuzione dello stesso dell’ordine di ripristino dato dall’a.g.o., con la conseguenza che la controversia avente ad oggetto l’attività dell’Amministrazione deve essere proposta dinanzi al giudice ordinario.

Consiglio di Stato sez. V, 12/04/2019, n.2399

La demolizione dell’opera abusiva e il ripristino dello stato dei luoghi

L’art. 35 del testo unico dell’edilizia, quando precisa che – in presenza “di interventi in assenza di permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità dal medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici” – l’Amministrazione comunale ordina al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi “previa diffida non rinnovabile”, non intende con quest’ultima locuzione assoggettare il potere di vigilanza ad una sorta di decadenza o sanatoria, bensì semplicemente prescrivere al dirigente incaricato di non procrastinare (accordando ulteriori diffide) l’attuazione delle misure necessarie a ripristinare la legalità.

Consiglio di Stato sez. VI, 23/07/2019, n.5208

Omessa esecuzione dell’ordine demolitorio

Il proprietario di un immobile abusivo, anche se non autore materiale dell’opera e non avente causa da esso, una volta venuto a conoscenza dell’attività illecita svolta da terzi, deve attivarsi contro il responsabile per obbligarlo a rimuovere l’opera abusiva, e se ha la disponibilità del manufatto deve provvedere in proprio all’eliminazione dell’intervento edilizio sine titulo; in mancanza di ciò, subisce certamente l’acquisizione del bene al patrimonio indisponibile del Comune. In ogni caso, l’acquisizione, quale sanzione consequenziale all’inottemperanza all’ordine demolitorio e al mancato ripristino dello stato dei luoghi, richiede necessariamente l’assunzione di un successivo atto, attraverso cui gli Uffici comunali dovranno verificare la sussistenza dei presupposti per la sua adozione e poi stabilire le sue concrete modalità attuative.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 04/07/2019, n.1528

Violazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi comunali: sanzione amministrativa

L’omessa indicazione dell’area suscettibile di essere acquisita gratuitamente al patrimonio del Comune in caso di inottemperanza all’ordine di demolizione non inficia detto provvedimento; invero, posto che la primaria finalità del predetto provvedimento è l’ingiunzione dell’ordine di demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi nel termine di 90 giorni, la mancata esatta indicazione delle aree da acquisire al patrimonio comunale in caso di inottemperanza all’ordine impartito non può giammai comportare l’illegittimità del provvedimento impugnato, considerato che l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere, della relativa area di sedime e dell’area di pertinenza urbanistica costituisce una conseguenza ex lege dell’inottemperanza all’ordine impartito e ben può essere operata con un successivo e separato atto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 03/06/2019, n.2986

Illegittimità dell’ordinanza di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi

È affetta dal vizio di evidente perplessità l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, emessa ai sensi dell’art. 31 comma 2, d.P.R. n. 380/2001, malgrado, in fase istruttoria, l’ufficio responsabile del settore urbanistica del Comune, pur considerata la natura pubblica del suolo, avesse affermato che la pavimentazione doveva considerarsi soggetta a mera autorizzazione, in considerazione della ritenuta “esigua rilevanza” delle opere.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 15/03/2019, n.3467

Sostituzione dell’ordine di demolizione: presupposti

La questione della sostituzione della demolizione con l’applicazione di una sanzione pecuniaria dev’essere introdotta a valle della ingiunzione di demolizione, per il caso di inottemperanza spontanea all’ordine di ripristino dello stato dei luoghi, nel senso che la valutazione circa la possibilità di dare corso all’applicazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella ripristinatoria costituisce una mera eventualità della fase esecutiva, successiva alla ingiunzione a demolire: con la conseguenza che la mancata valutazione della possibile applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva non può costituire un vizio dell’ordine di demolizione ma, al più, della successiva fase riguardante l’accertamento delle conseguenze derivanti dall’omesso adempimento al predetto ordine di demolizione e della verifica dell’incidenza della demolizione sulle opere non abusive.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 06/03/2019, n.294

Interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato

L’ordine di demolizione non necessita di analitica motivazione, occorrendo, invece, una mera descrizione delle opere abusive riscontrate e il richiamo alla normativa urbanistica violata. L’ingiunzione a demolire ha, infatti, natura di atto dovuto e rigorosamente vincolato, per il quale la repressione dell’abuso corrisponde per definizione all’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 04/03/2019, n.1186

Posteggio realizzato su area destinata a verde pubblico

È legittima l’ingiunzione di ripristino dello stato dei luoghi del posteggio realizzato su di un’area che lo strumento urbanistico destina a verde pubblico. Ciò in quanto l’utilizzo effettivo dell’area deve essere coerente con la destinazione impressa in sede pianificatoria e non potendo l’ente comunale tollerare lo svolgimento di un’attività commerciale in contrasto con la destinazione impressa all’area e le cui strutture funzionali allo svolgimento di detta attività sono abusive e devono essere demolite.

Consiglio di Stato sez. VI, 28/02/2019, n.1398

Costruzione abusiva: conseguenze

L’applicabilità o meno della sanzione pecuniaria può essere decisa dall’Amministrazione solo nella fase esecutiva dell’ordine di demolizione e non prima, sulla base di un motivato accertamento tecnico. La questione della sostituzione della demolizione con l’applicazione di una sanzione pecuniaria, infatti, va introdotta “a valle” della ingiunzione di demolizione, per il caso di inottemperanza spontanea all’ordine di ripristino dello stato dei luoghi. La “fiscalizzazione dell’abuso edilizio” non si configura, quindi, come condizione di legittimità del provvedimento repressivo.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 05/02/2019, n.160

Ordinanza di demolizione: non necessita di specifica motivazione

L’ordinanza di demolizione ha natura di atto dovuto e rigorosamente vincolato, dove la repressione dell’abuso corrisponde per definizione all’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi illecitamente alterato, pertanto, non essa è già dotata di un’adeguata e sufficiente motivazione, consistente nella descrizione delle opere abusive e nella constatazione della loro illegittimità.

Consiglio di Stato sez. IV, 05/11/2018, n.6246



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube