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Ritrattazione: ultime sentenze

20 Maggio 2022
Ritrattazione: ultime sentenze

Dibattimento; ritrattazione inattendibile o mendace; valutazione della genuinità della deposizione; smentita non equivoca del fatto.

Ritrattazione del testimone d’accusa

Non integra prova nuova, richiesta per la revisione, la sola ritrattazione del testimone d’accusa, essendo necessari specifici elementi di prova che avvalorino la falsità della deposizione.

Cassazione penale sez. IV, 14/10/2020, n.29952

Accertamento del reato di calunnia

In tema di revisione, allorquando l’istanza sia fondata su una ritrattazione che comporterebbe il carattere calunnioso della precedente dichiarazione testimoniale e l’ipotizzabile reato di calunnia sia già estinto, spetta al giudice della revisione procedere incidentalmente all’accertamento della calunnia al fine di valutare l’attendibilità della ritrattazione, che, ove non riscontrata, può essere esclusa, senza necessità di alcun atto istruttorio, anche nella fase di valutazione del mezzo di impugnazione di cui all’art. 634, comma 1, c.p.p.

Cassazione penale sez. IV, 14/10/2020, n.29952

Ritrattazione di dichiarazioni accusatorie

In tema di valutazione delle prove, la ritrattazione, da parte di un collaboratore di giustizia, di dichiarazioni accusatorie in precedenza rese non costituisce elemento in grado di escluderne l’attendibilità, potendo il giudice legittimamente riconoscere valore probatorio alle stesse, a condizione che eserciti su di esse un controllo più incisivo, esteso ai motivi della variazione del dichiarato, potendo anche ritenere che la ritrattazione si traduca in un ulteriore elemento di conferma delle originarie accuse.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la decisione di condanna fondata su dichiarazioni accusatorie di un collaboratore di giustizia, successivamente ritrattate mediante l’invio di una lettera al difensore dell’imputato, il quale la depositava in copia chiedendo l’escussione del collaborante, richiesta immotivatamente disattesa dal giudice del merito che si limitava a sottolineare che la ritrattazione prodotta in copia era priva di valenza probatoria).

Cassazione penale sez. VI, 30/05/2019, n.35680

Riparazione per ingiusta detenzione

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, l’autonomia del relativo giudizio rispetto a quello di cognizione fa sì che il giudice della riparazione, per apprezzare la sussistenza dei fattori ostativi del dolo o della colpa grave, possa utilizzare anche le dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari da soggetti che, poi, in dibattimento si sono sottratti all’esame o hanno ritrattato, sulla base di una valutazione specifica della genuinità di queste ultime condotte.

(Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto immune da censure l’ordinanza di rigetto della richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, fondata sulle dichiarazioni della persona offesa, supportate, nella fase delle indagini preliminari, da altre dichiarazioni testimoniali poi fatte oggetto di ritrattazione ritenuta non genuina dal giudice della riparazione).

Cassazione penale sez. IV, 21/11/2018, n.3239

Dichiarazioni rese durante le indagini e poi ritrattate in dibattimento

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, l’autonomia del relativo giudizio rispetto a quello di cognizione fa sì che il giudice della riparazione, per apprezzare la sussistenza dei fattori ostativi del dolo o della colpa grave, possa utilizzare anche le dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari da soggetti che, poi, in dibattimento si sono sottratti all’esame o hanno ritrattato, sulla base di una valutazione specifica della genuinità di queste ultime condotte.

(Nella fattispecie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza di merito che aveva respinto la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, anche basandosi sulle dichiarazioni di testimoni d’accusa rese in fase di indagini preliminari, per quanto questi ultimi in dibattimento avessero poi ritrattato, ritenendo tale ritrattazione compiacente).

Cassazione penale sez. IV, 23/10/2018, n.49392

Ritrattazione: configurabilità

La ritrattazione elimina la punibilità del delitto di falsa testimonianza quando consista in una smentita non equivoca del fatto falso o reticente oggetto della deposizione e nella manifestazione del vero, postulando una fedele esposizione degli avvenimenti che hanno formato oggetto della testimonianza tale da ripristinare in pieno la verità.

Pertanto, non può integrare la ritrattazione una dichiarazione che, pur volta a minimizzare le conseguenze processuali della testimonianza, sostanzialmente confermi il precedente racconto, o la mera insinuazione del dubbio sulla veridicità della prima deposizione che, tuttavia, non escluda la circostanza prima asserita con sicurezza. Analogamente, non costituisce ritrattazione una ammissione solo parziale dei fatti veri o la sostituzione della versione falsa con la generica affermazione di non ricordare bene a causa del tempo trascorso.

Cassazione penale sez. VI, 04/05/2018, n.38529

Dibattimento: la ritrattazione della vittima di reato 

La ritrattazione resa in dibattimento dalla vittima di reato in assenza di altre testimonianze sui fatti impone una pronuncia assolutoria. (Nel caso di specie, si trattava di reati di violenza sessuale maltrattamenti in famiglia e lesioni gravi dove la donna aveva ridimensionato il reato di violenza sessuale e di maltrattamenti in famiglia affermando che vi erano state delle liti con reciproche aggressioni fisiche).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. II, 11/09/2018, n.3739

Reato di minaccia grave: la ritrattazione della vittima

La ritrattazione della vittima nel reato di minaccia grave con un coltello accertata nel contesto nel quale si colloca e dal tenore delle frasi pronunciate non comporta l’assenza di offensività nel reato, avendo la condotta minatoria ingenerato timore e turbamento alla persona.

(Nel caso di specie, si trattava del figlio convivente che con un coltello da cucina che aveva minacciato il padre di tagliargli la testa e di volerlo accoltellare).

Tribunale Nola, 11/06/2018, n.715

Simulazione di reato: la ritrattazione successiva all’avvio delle investigazioni

La ritrattazione successiva all’avvio delle investigazioni dà luogo al ravvedimento operoso nel delitto di simulazione di reato – reato istantaneo e di pericolo – solo se elida o attenui efficacemente le conseguenze del fatto e non quando avvenga a tale distanza dalla falsa denuncia da non arrecare alcun efficace contributo alle indagini, avendo già l’autorità investigativa ricostruito autonomamente la consistenza dei fatti.

Cassazione penale sez. IV, 20/06/2018, n.32221

Ritrattazione delle dichiarazioni accusatorie del collaboratore di giustizia 

Nell’ipotesi di dichiarazioni accusatorie rese da un collaboratore di giustizia e di successiva ritrattazione non inequivocabilmente idonea a svalutarle, il giudice, in sede di giudizio abbreviato, può legittimamente assegnare peso probatorio alle prime dichiarazioni, a condizione che eserciti su queste un controllo più incisivo, possibilmente esteso ai motivi della variazione del dichiarato, potendo anche giungere a ritenere che la ritrattazione inattendibile o mendace si traduce, proprio perché tale, in un ulteriore elemento di conferma delle accuse originarie.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la valutazione di attendibilità delle originarie dichiarazioni accusatorie, poi ritrattate, rese da un collaboratore di giustizia, in considerazione del loro contenuto dettagliato e puntuale, dei riscontri esterni obiettivi alle stesse, e delle ragioni della ritrattazione ravvisate nel risentimento nutrito dal collaboratore nei confronti degli inquirenti).

Cassazione penale sez. IV, 05/10/2017, n.53568

Ritrattazione in sede penale 

La ritrattazione compiuta nel processo penale esclude la punibilità di una falsa testimonianza resa in un processo civile solo se interviene prima che sulla domanda giudiziale proposta in sede civilistica sia pronunciata sentenza definitiva anche se non irrevocabile, tale dovendosi ritenere ogni pronuncia sul “petitum” introdotto dall’attore o dal ricorrente, compresa l’ordinanza emessa nel giudizio possessorio al termine della fase sommaria interdittale, con esclusione delle pronunce interlocutorie, incidentali o di carattere meramente processuale.

Cassazione penale sez. VI, 05/10/2017, n.49072

L’attendibilità del chiamante in correità

La ritrattazione, in quanto tale, non costituisce elemento in grado di escludere l’attendibilità intrinseca del chiamante in correità, purché il giudice di merito, con congrua motivazione, dia conto delle ragioni del mutamento della posizione del dichiarante ovvero ponga in rilievo l’assoluta inattendibilità delle “controdichiarazioni”.

Cassazione penale sez. I, 20/06/2017, n.41585

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese durante le indagini?

La ritrattazione dibattimentale del soggetto già ammesso al programma di protezione quale collaboratore di giustizia non necessariamente deve interpretarsi come esclusivo comportamento meramente ritorsivo nei confronti dello Stato che aveva disposto la revoca del programma a seguito di comportamenti penalmente rilevanti tenuti in epoca successiva dallo stesso, dovendosi necessariamente valutare innanzitutto se tale condotta, ferma la valutazione di credibilità originaria del propalante, sia la conseguenza diretta della situazione di isolamento e di esposizione alle forti pressioni dell’ambiente delinquenziale di provenienza che da tale scelta erano derivate, con conseguente utilizzabilità delle dichiarazioni rese in sede di indagini a norma dell’art. 500, comma quarto, cod. proc. pen..

Cassazione penale sez. II, 17/02/2017, n.13550

Ritrattazione delle dichiarazioni rese durante le indagini

Con riferimento alla deposizione testimoniale resa in sede di incidente probatorio avente ad oggetto la ritrattazione di precedenti dichiarazioni rilasciate durante le indagini preliminari, il giudice è tenuto a valutare, sia in relazione allo sviluppo delle indagini sia in ottica dibattimentale, la sussistenza di elementi rilevanti ai fini dell’operatività del comma 4 dell’art. 500 c.p.p. che abbiano potuto condizionare la dichiarazione del teste.

(La S.C. in motivazione, ha precisato che anche a seguito delle modifiche apportate all’art. 500 c.p.p. dalla l. n. 63 del 2001, in sede cautelare il g.i.p. ben può attribuire maggiore attendibilità alle dichiarazioni rese dal teste del p.m. piuttosto che a quelle rese in sede di incidente probatorio, quando fondi il proprio convincimento su una motivazione logica e congrua).

Cassazione penale sez. II, 16/12/2016, n.13836

La ritrattazione dell’imputato

In tema di favoreggiamento personale, la ritrattazione opera come causa di non punibilità del reato solo allorquando essa avvenga nello stesso processo penale in cui il responsabile ha posto in essere la condotta di favoreggiamento, a nulla rilevando che essa sia venuta a conoscenza dell’ autorità davanti alla quale è stata consumata la falsità e che essa l’abbia utilizzata insieme con altri elementi processuali.

(Fattispecie in cui la Corte, ha ritenuto applicabile la causa di non punibilità avendo l’imputato effettuato la ritrattazione nel corso del giudizio abbreviato celebrato nei suoi confronti a seguito di separazione del processo ai sensi dell’art. 18 cod. proc. pen., e dunque sempre nell’ambito dell’unitario procedimento originario iscritto anche nei confronti degli autori del reato-presupposto).

Cassazione penale sez. VI, 04/05/2016, n.27933

Falsa testimonianza: in cosa deve consistere la ritrattazione? 

La ritrattazione, quale causa che elimina la punibilità del delitto di falsa testimonianza, deve consistere in una smentita non equivoca del fatto deposto e nella manifestazione del vero, non essendo sufficiente una dichiarazione che, pur volta a minimizzare le conseguenze processuali della testimonianza, sostanzialmente confermi il precedente racconto.

Cassazione penale sez. VI, 04/02/2016, n.9955


note

Autore immagine: 123rf com.


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