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Armi ereditate cosa fare

18 Novembre 2019 | Autore:
Armi ereditate cosa fare

L’erede ha sempre l’obbligo di denunciare alle Autorità le armi ereditate, anche quando ha il porto d’armi.

Come comportarsi quando tra i beni del parente defunto si rinvengono armi? L’erede può entrarne automaticamente in possesso o deve effettuare una denuncia o comunque regolarizzare la detenzione?

Non è raro ritrovare nelle abitazioni di parenti defunti armi o munizioni, sia regolarmente che irregolarmente detenute dal de cuius. In tali casi, ci si chiede cosa fare con le armi ereditate, se è necessario lasciarle dove si trovano o se si possono spostare, entrandone in possesso, e se sussiste comunque un obbligo di denuncia alle Autorità.

La legge prescrive un obbligo generale di denuncia della detenzione di armi, obbligo che se non adempiuto comporta conseguenze penali. Chi detiene armi senza averne fatto denuncia alle Autorità di sicurezza o rinviene armi nella propria abitazione, rischia, infatti, l’arresto per reato di detenzione abusiva di armi.

L’obbligo di denuncia delle armi serve ad assicurare la possibilità di controllo, da parte dell’autorità di pubblica sicurezza, di tutte le armi detenute sul territorio italiano in base all’identificazione del possessore, anche a prescindere dai luoghi in cui le armi si trovino.

Vediamo cosa accade quando vengono ereditate le armi sono ereditate e come deve comportarsi l’erede.

Obbligo di denuncia detenzione armi

La legge [1] prescrive l’obbligo di immediata denuncia della detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere e in qualsiasi quantità all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei carabinieri.

La denuncia non è obbligatoria per i seguenti soggetti:

  1. i corpi armati, le società di tiro a segno e le altre istituzioni autorizzate, per gli oggetti detenuti nei luoghi espressamente destinati allo scopo;
  2. i possessori di raccolte autorizzate di armi artistiche, rare o antiche;
  3. le persone che per la loro qualità permanente hanno diritto ad andare armate, limitatamente però al numero ed alla specie delle armi loro consentite.

L’autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo (anche nei suddetti casi di esenzione dell’obbligo di denuncia) e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico.

Obbligo di denuncia armi ereditate

Chi eredita armi, munizioni o materie esplodenti, oppure le ritrova presso l’abitazione del defunto, è tenuto a darne comunicazione all’autorità di sicurezza.

Egli deve rivolgersi all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei carabinieri, portando con sé la denuncia di detenzione delle armi del defunto (se rinvenuta) e una dichiarazione sostitutiva del certificato di morte del de cuius.

L’obbligo di denuncia è connesso al possesso dell’arma e non alla sua titolarità formale; ne consegue che esso sussiste a prescindere del modo in cui si viene in possesso dell’arma.

La giurisprudenza [2] ha, infatti, chiarito che il detentore deve sempre e comunque effettuare la denuncia alla competente autorità, senza che abbiano rilievo il titolo o la modalità attraverso cui si perviene al possesso di un’arma (anche, quindi, qualora l’arma sia stata acquisita per successione ereditaria).

Se l’erede non ha il porto d’armi

Una volta denunciata la detenzione dell’arma del defunto, l’erede, se non ha il porto d’armi e vuole tenere l’arma presso la propria abitazione, deve presentare apposita richiesta al questore che rilascerà uno specifico nulla osta. Esso autorizza all’acquisto, a qualsiasi titolo, e alla detenzione di armi.

Il nulla osta ha una validità di 30 giorni dalla data di rilascio e, al momento dell’acquisto, consente di effettuare il trasporto delle armi fino alla propria abitazione.

Il nulla osta non è necessario se l’erede è già titolare di valida licenza di porto di pistola o di fucile, ma egli ha comunque l’obbligo di denuncia dell’arma alle autorità.

Se l’erede non vuole tenere le armi

Se l’erede non vuole tenere l’arma, ha due possibilità: venderla o cederla a terzi o rottamarla.

  1. vendita/cessione dell’arma: l’erede dovrà assicurarsi che l’acquirente sia in possesso di un valido porto d’armi o, in alternativa, dello specifico nulla osta acquisto armi in corso di validità. Per evitare problemi, è opportuno che l’erede o l’acquirente contattino preventivamente l’ufficio preposto a ricevere la denuncia di detenzione, o l’ufficio armi della questura.
  2. rottamazione dell’arma: l’erede può consegnare l’arma all’ufficio armi della questura per la rottamazione, unitamente alla dichiarazione di rinuncia all’eredità e all’originale della denuncia di detenzione armi del defunto (se rinvenuta). Prima di trasportare l’arma, è necessario contattare l’ufficio della questura.

Reato di detenzione abusiva di armi

La mancata denuncia della detenzione di armi costituisce reato e, più precisamente, reato di detenzione abusiva di armi [3]. Difatti, il legislatore punisce, con l’arresto da tre a dodici mesi o con l’ammenda fino a trecentosettantuno euro, chi detiene armi o caricatori soggetti a denuncia o munizioni senza averne fatto denuncia all’Autorità.

Inoltre, chi, avendo notizia che in un luogo da lui abitato si trovano armi o munizioni, omette di farne denuncia alle autorità, è punito con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda fino a duecentocinquantotto euro.

Per “detenzione” si intende una generica disponibilità dell’arma, a prescindere da qualunque considerazione temporale e dalla possibilità di un utilizzo immediato [4].

note

[1] Art. 38 TULPS (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza – RD 773/1931).

[2] Cass. sent. n. 7906/2012.

[3] Art. 697 cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 46622/2011.


1 Commento

  1. Prima o poi giunge per tutti il triste momento del distacco dalle persone più care. La perdita del consorte, come pure quella dei genitori, rappresentano eventi assai doloroso, ma purtroppo inevitabili. E per di più ci sono da affrontare, anche in questi frangenti, tutte le problematiche collegate all’eredità del congiunto deceduto. Chiaramente, la prima cosa da verificare è se la persona che è venuta a mancare abbia o no lasciato un testamento. Se un testamento non c’è, sarà la legge a stabilire a chi ed in quali proporzioni spetta l’eredità del compianto.Se, invece, il parente venuto a mancare ha lasciato un testamento, in questo caso, sarà il testamento ad indicare chi ed in quale proporzione erediterà il patrimonio del defunto (nel rispetto, in ogni caso, delle quote di legittima che devono necessariamente andare al coniuge e ai figli). Non tutti amano le armi ed è perciò possibile che alcuni non vogliano entrare in possesso delle armi appartenute al parente deceduto.

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