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Sottrazione di persone incapaci: ultime sentenze

8 Settembre 2021
Sottrazione di persone incapaci: ultime sentenze

Legittimazione a proporre querela; trasferimento o trattenimento all’estero del minore; imputazione di sottrazione di persone incapaci.

Sottrazione di persone incapaci: presupposti

Il reato p. e p. dall’art. 574 c.p. è una fattispecie plurioffensiva che tutela la potestà genitoriale ed il diritto del minore a vivere nel proprio ambiente. Ai fini della configurazione della fattispecie de qua, vi deve essere l’intenzionalità del genitore di compiere una condotta antigiuridica di sottrazione del minore dall’ambiente di riferimento e di condurre un esclusivo controllo sul medesimo per un determinato periodo di tempo, effettivamente apprezzabile.

Tribunale Nola, 18/01/2021, n.1819

Diritto di visita nei confronti del figlio

Integra il reato di sottrazione di persone incapaci, di cui all’articolo 574 del Cp, la condotta del genitore che impedisce all’altro genitore, contitolare della potestà genitoriale, di esercitare il suo diritto di visita nei confronti del figlio. La possibile condotta di sottrazione coincide, infatti, con la negazione del diritto di visita, ovvero come allontanamento del minore dall’ambiente di abituale dimora, ovvero di trattenimento del minore contro la volontà del contitolare della potestà genitoriale. La fattispecie richiede, cioè, che il minore sia sottratto totalmente alla vigilanza dell’altro genitore così da rendere a quest’ultimo impossibile l’esercizio della potestà genitoriale.

Nel caso di specie, la Corte d’appello, pur riconoscendo un clima di aspra conflittualità tra gli ex coniugi, ha confermato l’assoluzione dal reato de quo per la madre del minore, per via dell’assenza di specifiche condotte in cui si ipotizza essere avvenuta la sottrazione, essendo pacifico che il bambino era stato affidato dal Tribunale alla madre e non si era mai allontanato dal luogo di abituale dimora.

Corte appello Roma sez. III, 01/10/2019, n.10238

Reato di sottrazione e trattenimento di minore all’estero e delitto di sottrazione di persone incapaci: differenze

Il reato di sottrazione e trattenimento di minore all’estero, previsto dall’articolo 574-bis cp, è integrato dalle condotte di ” abductio ” o di trattenimento del minore al di fuori del territorio dello Stato, cui consegue l’impedimento dell’esercizio della potestà genitoriale da parte del soggetto legittimato, connotandosi tale reato, rispetto al delitto disottrazione di persone inabilità, per l’elemento spedalizzante del trasferimento o trattenimento all’estero del minore.

(Nella fattispecie, il Tribunale ha ritenuto colpevole del reato de quo una donna, di origine etiope, che dopo un viaggio in Africa concordato con il padre delle sue due figlie minori, non aveva fatto rientro in Italia dirigendosi invece, in Norvegia dalla sorella, impedendo all’altro genitore di avere contatti, anche solo telefonici con le figlie).

Tribunale di Lecce sez. I, 12/02/2019, n.66

Sottrazione di persone incapaci: chi può proporre querela?

La legittimazione a proporre querela in relazione al reato di cui all’art. 574 c.p.(sottrazione di persone incapaci) spetta solamente ai soggetti individuati dalla norma, ossia al genitore esercente la potestà, al tutore o al curatore del minore stesso.

Cassazione penale sez. VI, 10/10/2018, n.48092

Madre porta la figlia in una località ignota al padre e interrompe i contatti

Integra il reato di cui all’arte. 574 cod. penna.la condotta di un genitore che, contro la volontà dell’altro, sottragga a quest’ultimo il figlio per un periodo di tempo significativo, impedendo l’altrui esercizio della potestà genitoriale e allontanando il minore dall’ambiente d’abituale dimora. (Fattispecie relativa alla sottrazione di minore da parte della madre che portava la figlia per un periodo di circa quindici giorni in una località ignota al padre, affidatario in via esclusiva, interrompendo ogni contatto tra quest’ultimo e la figlia).

Cassazione penale sez. V, 28/03/2018, n.28561

Genitore collocatario: può impedire il diritto di visita?

In tema di delitto di sottrazione di persone incapaci, la circostanza che, il genitore non collocatario esercente la potestà genitoriale non provveda al mantenimento del minore, non legittima il genitore collocatario ad impedire ovvero ad ostacolare il diritto di visita che trova fondamento nell’art. 316 del codice civile.

(Fattispecie in cui il Tribunale di Bari ha riconosciuto la penale responsabilità di una donna, madre di un figlio minore, la quale impediva il diritto di visita del padre del bambino che, a suo dire, non contribuiva economicamente al mantenimento).

Tribunale Bari, 27/06/2017, n.2480

Sottrazione della figlia minore senza consenso

Il delitto di sottrazione di persone incapaci ha natura di reato permanente. Esso, infatti, è caratterizzato da un’azione iniziale, consistente nella sottrazione del minore, dalla protrazione di tale situazione attraverso una condotta sempre attiva, intesa a mantenere il controllo sul minore e, infine, dalla possibilità per il soggetto agente di porre fine alla situazione antigiuridica, prima che intervenga una causa di impossibilità sopravvenuta o la pronunzia della sentenza di primo grado.

Nel caso di specie, la Corte d’appello ha confermato la sentenza di condanna per una donna, rea di aver sottratto al marito la propria figlia di sette anni, sulla quale l’uomo esercitava la potestà genitoriale, senza il suo consenso e senza comunicarle la propria dimora.

Corte appello Palermo sez. IV, 12/05/2016, n.2294

Impedimento all’esercizio della capacità genitoriale

Integrano il delitto di sottrazione e trattenimento di minore all’estero, di cui all’art. 574 bis cod. pen., le condotte di “abductio” o di trattenimento del minore al di fuori del territorio dello Stato, cui consegue l’impedimento dell’esercizio della potestà genitoriale da parte del soggetto legittimato, atteso che detto reato si connota, rispetto al delitto di sottrazione di persone incapaci, dall’elemento specializzante del trasferimento o trattenimento all’estero.

Cassazione penale sez. VI, 31/03/2016, n.17679

Sottrazione di persone incapaci: configurabilità

Ai fini della configurabilità del delitto di sottrazione di persone incapaci è sufficiente anche una sottrazione o una ritenzione momentanea che infranga l’ordinario rapporto di subordinazione tra la persona incapace e la famiglia, purché si protragga per un tempo giuridicamente apprezzabile, in linea con la natura di reato permanente, senza che rilevi l’eventuale consenso dell’incapace.

Cassazione penale sez. III, 27/10/2015, n.49579

Sottrazione di persone incapaci: natura

Il delitto di sottrazione di persone incapaci ha natura di reato permanente ed è caratterizzato da un’azione iniziale di sottrazione del minore; dalla protrazione della situazione antigiuridica attuata attraverso una condotta sempre attiva di controllo sul minore; e dalla possibilità per il reo di porre fine al comportamento antigiuridico.

In caso di sottrazione del figlio posta in essere da uno dei genitori, l’art. 574 c.p. richiede che il minore venga sottratto al genitore che risulti affidatario dello stesso, ovvero che sia ritenuto contro la sua volontà, ed il comportamento di colui che agisce deve portare ad una globale sottrazione del minore alla vigilanza dell’altro.

Nel caso di specie, è stata assolta, perché il fatto non sussiste una donna che aveva di fatto impedito alla figlia minore per circa un anno di avere rapporti con il padre, attraverso il costante utilizzo di giustificazioni pretestuose. Per il tribunale manca l’iniziale condotta di sottrazione perché la bambina all’epoca dei fatti conviveva con la madre ed era a lei affidata

Tribunale Larino, 08/10/2015, n.255

Dibattimento avanti al tribunale in composizione collegiale

Non sussiste violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza quando nella contestazione, considerata nella sua interezza, siano contenuti gli stessi elementi del fatto costitutivo del reato ritenuto in sentenza, in quanto l’immutazione si verifica solo nel caso in cui tra i due episodi ricorra un rapporto di eterogeneità o di incompatibilità sostanziale per essersi realizzata una vera e propria trasformazione, sostituzione o variazione dei contenuti essenziali dell’addebito nei confronti dell’imputato, posto, così, a sorpresa di fronte ad un fatto del tutto nuovo senza avere avuto nessuna possibilità d’effettiva difesa.

(Nella fattispecie la Corte ha escluso che tra l’imputazione di sottrazione di persone incapaci, originariamente contestata, e quella di ritenzione di persone incapaci vi fosse immutazione, giacché il reato di cui all’art. 574 c.p. può in concreto articolarsi attraverso due forme alternative e, perciò, equivalenti).

Cassazione penale sez. VI, 06/02/2014, n.17799

Sottrazione e trattenimento del minore all’estero

Gli elementi della fattispecie ex art. 574 bis c.p. (sottrazione e trattenimento di minore all’estero) circoscrivono razionalmente e chiaramente le condotte punibili, anche in riferimento al contiguo delitto di sottrazione di persone incapaci. Quest’ultimo delitto è distinto dal primo da un idoneo elemento specializzante, che consiste nella abductio o nel trattenimento del minore all’estero, con conseguente impedimento dell’esercizio della potestà genitoriale da parte del soggetto legittimato al suo esercizio.

Cassazione penale sez. VI, 14/10/2014, n.45266

Affidamento del minore ai servizi sociali

In tema di sottrazione di persone incapaci, l’affidamento del minore ai servizi sociali con collocamento presso una famiglia, non priva i genitori, non dichiarati decaduti dalla potestà, del diritto di querela. (Fattispecie relativa a tentativo del delitto previsto dall’art. 574 c.p. commesso dall’altro genitore).

Cassazione penale sez. VI, 22/11/2013, n.49063

Sottrazione di persone incapaci: l’elemento soggettivo

L’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 574 c.p. (sottrazione di persone incapaci) consiste nella coscienza e volontà di sottrarre il minore, nel senso che l’agente deve avere la consapevolezza che il suo comportamento realizza una situazione antigiuridica mediante il trattenimento del minore, attuato con un comportamento sempre attivo, diretto a mantenere l’esclusivo suo controllo sullo stesso (nella specie, la Corte ha cassato con rinvio la sentenza di condanna emessa nei confronti dell’imputato, accusato di aver prelevato la figlia al rientro da una gita scolastica e di averla tenuta con sé per due settimane, senza alcuna autorizzazione e contro la volontà del proprio coniuge separato, a cui la minore era stata affidata con provvedimento dell’autorità giudiziaria elvetica, per poi restituirla solo a seguito dell’intervento della polizia cantonale.

La Corte ha sottolineato che fatti si erano svolti a ridosso dell’emanazione dei provvedimenti cui veniva disposto l’affidamento della minore alla madre, sicché l’accertamento in ordine all’elemento soggettivo, carente nella decisione dei giudici del merito, avrebbe dovuto verificare se la condotta posta in essere dall’imputato fosse diretta ad impedire l’esercizio della potestà genitoriale all’affidatario ovvero rivolta a eludere il provvedimento giudiziario, con diverse conseguenze anche sulla qualificazione giuridica del fatto.

Cassazione penale sez. VI, 19/02/2013, n.22911


note

Autore immagine: 123rf com.


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5 Commenti

  1. Quella vipera della mia ex moglie mi ha messo contro la bambina. Le ha detto che non voglio frequentarla, che ho deciso di abbandonare entrambe per un’altra donna e per un’altra famiglia, che non voglio trascorrere le feste con loro e così l’ha convinta a partire con lei durante le vacanze estive. La cosa “bella” è che tutto questo è assolutamente falso. Io ho lasciato la mia ex non la mia bambina, io non voglio vedere la mia ex non la mia bambina, io non voglio trascorrere le vacanze con la mia ex e non con mia figlia. Per giunta, questa vipera ha avuto il coraggio di prendere la piccola e partire in ferie senza dirmi niente. Per fortuna che sono riuscito a capire dove andassero e contattando le forze dell’ordine siamo riusciti a bloccarla. Che situazione disastrosa!

  2. Caro Romeo, certe donne sono talmente psicopatiche che non si rendono conto del reato che stanno commettendo, pensando che con il loro atteggiamento fanno solo un dispetto a te che sei il loro ex e cercano di ferirti nel profondo. Tu non cedere, continua a combattere per il tuo diritto ad essere padre e fai pagare a questa donna tutti i comportamenti sbagliati che ha commesso. Nonostante a volte la giustizia sembri malata, in realtà spesso fa il suo corso e sono certo che riuscirai a riconquistare il bene di tua figlia e che questa donna pagherà per quello che vi ha fatto

  3. I piccoli dovrebbero essere sempre tutelati, ma spesso i genitori li mettono al centro delle diatribe familiari per ferire l’altro coniuge senza curarsi dell’interesse prioritario del minore e del loro malessere. Spesso, i figli sono un’arma da scagliare contro l’ex per fargliela pagare, ma non può uscirne nulla di buono da queste situazioni e alla fine tutti finiscono per star male. I genitori dovrebbero essere degli adulti che preservano i figli dalle brutte situazioni e, invece, sono spesso i bambini ad insegnarci qualcosa e a dimostrarci la nostra piccolezza di fronte certi episodi in cui i genitori pensano a scannarsi a vicenda

  4. Dall’oggi al domani, ho scoperto che la mia ex moglie è partita per le vacanze natalizie all’estero con nostro figlio e con il suo nuovo compagno. Sono rimasto scioccato. Ero furioso. Come l’ho scoperto? Mio figlio ha scritto ad un suo amichetto mandandogli la foto e questo me l’ha detto il padre del bambino dopo aver parlato con me e avermi sentito disperato al telefono perché non riuscivo a contattare il mio piccolo. Allora, visto che l’amichetto riusciva a restare in contatto con mio figlio ho chiesto a suo padre di approfondire e farsi inviare altre foto e maggiori informazioni. Così ho portato queste prove all’avvocato e alle autorità. Ora, la mia cara ex si prenderà le conseguenze di tutto l’imbroglio che ha fatto insieme al suo nuovo compagno e dovranno dare delle spiegazioni a chi di competenza

  5. IL mio ex marito si è preso nostro figlio per il fine settimana. Era il suo turno e così, fidandomi di lui, siamo rimasti in buoni rapporti, lo ha portato in vacanza. Ho pensato potesse fargli bene. Mai pensando però che quel pazzo si trasferisse in quel posto di “vacanza” e stesse tramando alle mie spalle, mantenendo le acque tranquille per tenermi buona ed essere accondiscendente sul viaggio. Ho capito che stava giocando sporco quando mi ha detto che si sarebbero trattenuti qualche giorno in più… Giorno in più che si è protratto per una settimana e da lì le sue intenzioni erano quelle di far cambiare città e vita a mio figlio. Ma ditemi voi, che razza di padre e di uomo sano di mente è mai questo? Grazie ai miei contatti ho scoperto il suo programmino e sono riuscita a denunciare tutto. Roba da matti!

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