Così il Fisco capirà quanto guadagni e se evadi

28 Ottobre 2019 | Autore:
Così il Fisco capirà quanto guadagni e se evadi

Arriva l’«evasometro con anonimizzazione»: i comportamenti tracciati saranno analizzati dal Fisco in automatico, senza violare la privacy.

Il Fisco non ti guarda in faccia, ma sa comunque chi sei e quanti soldi hai: non ha bisogno di conoscere la tua identità per sapere quanto guadagni, come spendi i tuoi soldi e infine quello che gli interessa di più, cioè se evadi le tasse. Ora, nella lotta all’evasione fiscale sta arrivando un nuovo strumento: l’«evasometro anonimizzato».

Sarà un meccanismo computerizzato che prima tiene d’occhio tutti i tuoi comportamenti e poi, se c’è qualche anomalia, se emerge qualche sintomo di possibile evasione, allora e solo in quel momento ti individua, ti chiama per nome, ti interpella: insomma, ti scova sapendo già quello che hai fatto e cosa c’è che non va.

Il Decreto collegato alla nuova legge di Bilancio 2020 introduce un “grande fratello” fiscale, che sarà capace di incrociare tra loro e in tutti i modi possibili i dati dei movimenti bancari contenuti nella superanagrafe dei conti correnti con quelli delle fatture, transazioni economiche o consumi privati, come le spese per acquisto di beni. Ovviamente, confrontando il tutto con i redditi dichiarati e con l’ammontare dei patrimoni, in modo da far emergere le incongruenze.

I dati già ci sono, finora mancava soltanto il modo per metterli in relazione tra loro. Il vincolo più serio è quello della privacy: le norme di riservatezza sui dati personali sono inderogabili e non è possibile creare e utilizzare una banca dati di fenomeni normali, come le abitudini di spesa e di consumo o l’utilizzo del proprio denaro, associando in partenza il comportamento alla persona. Troppo grosso, e vietato, il rischio di “profilare” le persone. Ma le regole sulla privacy possono essere evitate appunto quando si tratta di dati anonimi per selezionare chi ha commesso illeciti e arrivati a quel punto la privacy non protegge più.

Così la soluzione è quella di anonimizzare i contribuenti italiani in partenza, assegnando a ciascuno un codice identificativo che consentirà di incrociare tutti i dati e informazioni che lo riguardano senza alcun bisogno di conoscere il suo nome. La strada è tracciata: arriva l’anonimometro contro chi non paga le tasse. In questo modo emergeranno inevitabilmente quelli a più alto rischio di evasione; a questo punto il Fisco potrà associare il codice identificativo al codice fiscale per arrivare alla loro identità e da qui far scattare nei loro confronti le richieste di chiarimenti e giustificazioni preliminari all’accertamento dei redditi e delle imposte dovute.

L’anonimato iniziale dovrebbe così superare i rilievi del Garante della privacy ad una profilazione anticipata che ci sarebbe stata se l’Amministrazione finanziaria avesse analizzato i dati fin dall’inizio conoscendo il nome dei contribuenti. Ora, per conoscere i dettagli sul funzionamento del nuovo sistema che i tecnici del Mef stanno mettendo a punto bisognerà attendere la prossima settimana, quando il Governo depositerà la versione definitiva del disegno di legge di Bilancio della manovra 2020 da esaminare in Parlamento per l’approvazione entro la fine dell’anno.

Anche la lotteria degli scontrini in arrivo il prossimo anno potrebbe utilizzare un sistema analogo per evitare il rischio di violazione delle norme alla privacy che si avrebbe fornendo all’esercente il proprio numero di codice fiscale al momento dell’acquisto di un prodotto o di un servizio: ogni contribuente verrebbe dotato di un codice, come il Qr a barre, da mostrare al negoziante che dunque non conoscerebbe il codice fiscale dell’acquirente, ma renderebbe possibile all’Amministrazione finanziaria – che registra i dati – di associare l’operazione svolta, e l’eventuale vincita, al nominativo del soggetto.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Ma usare un codice che associato al nome non è di fatto come tracciare la persona e quindi una violazione della privacy?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube