Arriva l’anonimometro contro chi non paga le tasse

28 Ottobre 2019
Arriva l’anonimometro contro chi non paga le tasse

Il Fisco potrà utilizzare in modo massivo, seppure anonimo, le banche dati di tutti i contribuenti, pagamenti e fatture per fare gli incroci e gli accertamenti.

Nella rinnovata lotta all’evasione sferrata dal Governo spunta un nuovo strumento destinato a cambiare non solo i rapporti tra contribuenti e Fisco, ma anche tra gli stessi cittadini: l’anonimometro. Non ci vuole molta fantasia per capire di cosa si tratti: l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza accetterann,o d’ora in poi, le denunce anonime da parte di terzi nei confronti di chi non è in regola con le tasse, con gli scontrini e le fatture. 

Ma non è sempre stato così? In parte sì, ma non del tutto. Sino ad oggi, le indagini partite da una segnalazione anonima hanno avuto le armi smorzate: ad esempio, niente ispezioni a casa, niente perquisizioni. 

Ma l’anoninometro non è solo questo.

La manovra 2020, nel tentativo di recuperare il forte gettito evaso (che peraltro, nell’ultimo trimestre ha superato soglie record, salendo di +3,8%), cambia decisamente rotta nella gestione dei dati anonimi. Una rivoluzione culturale, prima ancora che normativa. Non ci sarà solo la fatturazione elettronica e le comunicazioni periodiche Iva, l’invio obbligatorio dei corrispettivi, la lotteria degli scontrini: con la manovra di fine anno in arrivo in Parlamento, il Governo mette in pista l’anonimometro. Il nuovo strumento, presente nella Legge di Bilancio, prende il nome di «Evasometro anonimatizzato» ed è in grado di assicurare nel suo primo anno di avvio un primo recupero dall’evasione di quasi un centinaio di milioni di euro.

Niente più privacy? Sì: sarà rispettato l’anonimato di chi procede alla segnalazione la cui identità, pertanto, non sarà comunicata al contribuente accertato. Ma vengono cancellati, in un colpo solo, tutti i limiti ai poteri di indagine dell’amministrazione finanziaria. La quale, pertanto, potrà procedere a un utilizzo massivo delle informazioni disponibili, soprattutto quelle della Superanagrafe dei conti. Ma vediamo meglio come funzionerà questo nuovo strumento. 

Allo stato attuale, per superare i paletti posti dal Garante della Privacy, l’amministrazione finanziaria ricorre prima a un’analisi dei fenomeni di evasione ed elusione, da cui elabora profili di rischio che poi cala nelle banche dati. D’ora in poi, invece, allo scopo di utilizzare in maniera massiva questa sterminata base informativa, «tutti i contribuenti saranno anonimizzati, a partire dai dati contenuti nella Superanagrafe dei conti correnti» spiega Il Sole24Ore questa mattina in edicola. «Ad ogni soggetto sarà assegnato un numero che verrà fatto “girare” nelle diverse banche dati e piattaforme già a disposizione del Fisco e in quelle in arrivo. Il tutto in base a specifici algoritmi. Da questo intreccio di dati e informazioni, i contribuenti a più alto indice di evasione e con profili ben lontani dalla fedeltà tributaria torneranno agli “occhi digitali” del Fisco in possesso del loro codice fiscale per essere chiamati a rispondere dei comportamenti adottati». 

Ci sarà, quindi, una profilazione di tutti i contribuenti, un controllo anonimizzato che, proprio per questo, non dovrebbe incontrare i paletti del Garante della Privacy. 

Per avere maggiori certezze sul funzionamento di questa nuova macchina di contrasto all’evasione fiscale bisognerà comunque attendere l’inizio del mese di novembre, periodo durante il quale il Governo dovrebbe depositare in Parlamento il disegno di Legge di Bilancio per l’avvio dell’iter di approvazione.



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