Fascicolo sanitario elettronico al nastro di partenza

28 Ottobre 2019 | Autore:
Fascicolo sanitario elettronico al nastro di partenza

Il fascicolo sanitario elettronico è pronto per partire: conterrà tutti i dati, anche quelli dei medici di famiglia e delle cliniche private.

Come al Palio di Siena, dove bisogna aspettare che i cavalli siano allineati al nastro di partenza prima di poter dare il via, così ora il fascicolo sanitario elettronico è finalmente pronto al decollo: tutte le Regioni hanno aderito al progetto messo a punto dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) e così il portale potrà diventare operativo al 100% già dal prossimo anno ed essere usato da molti cittadini in più: adesso sono solo il 21% ad averlo attivato.

Finora, il fascicolo sanitario elettronico (Fse) non aveva avuto vita facile: in sette anni era stato poco utilizzato perché poco diffuso (molte Regioni non vi partecipavano) e poco utile perché le informazioni inserite erano scarse e incomplete.

Il Fse consente di conoscere tutti i dati della storia sanitaria di un paziente – esami, referti, ricoveri, ecc. – che possono servire agli operatori per prestare le cure necessarie. Si tratta di informazioni preziose e di cui occorre disporre al più presto nei casi di emergenza, ma serve anche al cittadino per poter selezionare e prenotare online le prestazioni occorrenti, con l’ok del medico che le prescrive; dunque ha bisogno innanzitutto di essere alimentato per funzionare.

Adesso, però, il quadro dei partecipanti è completo (l’ultima arrivata in questi giorni è la Regione Calabria) e la sperimentazione svolta negli scorsi mesi sembra aver avuto esito positivo. L’Agid quindi ha già emanato le regole per accedere al fascicolo con una procedura unica per tutti, in modo da superare le differenze esistenti tra le varie Regioni ed Aziende sanitarie. In questo modo, ogni cittadino potrà collegarsi al fascicolo elettronico, con le proprie credenziali Spid (Sistema pubblico di identità digitale) o della Cns (Carta nazionale dei servizi) ed ottenere tutti i dati che lo riguardano, superando distanze geografiche, diversità di istituti ospedalieri e trasferimenti in altre Regioni italiane.

Per incentivarne l’utilizzo e la diffusione, c’è la proposta di inserire nella manovra di bilancio in arrivo a fine anno l’attivazione automatica per tutti a prescindere dal consenso (adesso la registrazione è volontaria, può avvenire solo su richiesta dell’interessato) e arrivare così ad una vera e propria “carta d’identità digitale della salute“.

Sarebbe molto di più dell’attuale tessera sanitaria: una vera e propria banca dati, completa di tutti i documenti riguardanti ricoveri, terapie, prescrizioni, referti e certificati rilasciati non solo dalle strutture sanitarie pubbliche ma anche dai medici di famiglia e dalle cliniche private. In questo modo, si potrà disporre presto non solo di uno strumento di consultazione storica, ma anche e soprattutto di un sistema dinamico, di supporto all’assistenza sanitaria.



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