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I farmaci non salvano dalla guida in stato di ebbrezza

14 Dicembre 2011


I farmaci non salvano dalla guida in stato di ebbrezza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Dicembre 2011



Alcoltest risultato positivo: l’automobilista non può giustificarsi dicendo di aver assunto farmaci che hanno reso maggiore la sensibilità all’etilometro.

Il conducente risultato positivo al test alcolimetrico, per evitare la sanzione, non può giustificarsi adducendo, come giustificazione, l’assunzione di farmaci che aumentino la sua sensibilità all’etilometro.

Fermata alla guida da una pattuglia della polizia, una donna fiorentina è risultata positiva all’alcool test. Nel processo, la donna ha dichiarato di aver bevuto qualche ora prima un bicchiere di vino e di seguire una terapia a base di farmaci idonei a rallentare lo smaltimento dell’etanolo dal sangue. Prima i giudici di merito, poi la Cassazione [1], non le hanno dato ragione condannandola per guida in stato d’ebbrezza [2].

Nella sentenza si precisa che il parametro stabilito dal legislatore per valutare se un conducente sia inidoneo a stare alla guida, non è rappresentato dalla quantità di alcool assunta, ma da quella assorbita dal sangue.

Potremmo perciò dire che questo è uno dei pochi casi in cui il farmaco non guarisce ma tradisce!

note

[1] Sent. sez. IV penale Cort. Cass. N. 38793/2011

[2] Art. 186 D.lgs 30 Aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)


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