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L’Ue: “In Italia sta tornando l’antisemitismo”

28 Ottobre 2019 | Autore:
L’Ue: “In Italia sta tornando l’antisemitismo”

Il presidente del Parlamento europeo Sassoli: “Serve un commissario, gli attacchi a Liliana Segre sono un allarme”.

“Chiediamo che il Governo italiano recepisca l’indicazione del Parlamento europeo del 2017 – siamo un po’ in ritardo – nella nomina del Commissario nazionale all’antisemitismo. Può essere una figura molto importante in questo momento”. Lo dice il presidente del Parlamento europeo David Sassoli in visita alla Comunità Ebraica della capitale.

Quella romana “è una delle più importanti comunità ebraiche d’Europa -sottolinea Sassoli – e in questo momento abbiamo da fare molto lavoro insieme, anche magari per sollecitare il Governo italiano ad adottare alcune indicazioni che il Parlamento europeo ha dato già da tempo, ad esempio la nomina del Commissario nazionale all’antisemitismo”.

“In questi giorni – aggiunge il presidente del Parlamento europeo – vediamo quanto stia riemergendo questo virus che attraversa non solo l’Italia ma anche tante strade d’Europa. Abbiamo bisogno di combatterlo e fare in modo che ci sia grande determinazione però anche fiducia che le nostre società democratiche siano in grado di essere all’altezza di questa sfida”. David Sassoli dichiara di giudicare gli attacchi alla senatrice Liliana Segre “ignobili, però anche il segno che questo virus – che è molto europeo – sta tornando. Su questo non possiamo essere indifferenti, ma dobbiamo essere molto vigili”.

Nella lotta all’antisemitismo Sassoli sostiene che “il Parlamento europeo è il punto di riferimento di tutti, perché non avremmo libertà e democrazia in Europa se non fossimo attenti a debellare questi fenomeni così ignobili e odiosi, che minano la libertà personale dei cittadini europei e anche di comunità così importanti per i valori che trasmettono al nostro senso della democrazia”.

Il presidente del Parlamento europeo parla poi di “cittadini europei che lasciano l’Europa perché minacciati, e questo naturalmente anche un po’ nel silenzio del mondo della comunicazione. Ci farebbe piacere un po’ di attenzione in più a questi fenomeni, perché quando famiglie europee si sentono insicure, questo è un problema che ci deve riguardare. Altrimenti non avrebbe senso il richiamo della senatrice Segre a fare in modo che il virus dell’indifferenza sia sconfitto”.

“Serve repressione dove necessario ma anche cultura, informazione, comunicazione – spiega Sassoli – molte volte si ha l’impressione che le nostre società siano poco attente alle dimensioni religiose e quindi diventano magari incomprensibili. Facciamole conoscere di più. Ma questo è il compito della scuola, dell’università, del mondo della comunicazione, della televisione. Saremmo tutti più in grado di capire la ricchezza delle comunità”.


2 Commenti

  1. La colpa è di coloro che – e sono tanti, magistrati compresi, sic! – che per decenni, malgrado i campanelli d’allarme che si avvertivano chiaramente a partire fin dagli anni Sessanta, hanno ostinatamente voltato la testa “dall’altra parte” NON APPLICANDO con la massima severità le leggi che pure c’erano, la “Mancino” in primis. Un esempio? NON aver punito adeguatamente le vergognose manifestazioni antisemite negli stadi! Altro che Daspo…, per questi criminali campi di lavoro coatto! Poi gli scappa la voglia di “giocare” con la pelle degli altri…

  2. Non vedo perchè la signora Segre debba mettere bocca su qualsiasi argomento. Con quale autorità ed autorevolezza?

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