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Come fare un contratto a colf e badanti

28 Ottobre 2019 | Autore:
Come fare un contratto a colf e badanti

I documenti da chiedere al lavoratore e le informazioni da riportare nell’accordo scritto, dall’orario alla retribuzione, dalle ferie alla malattia.

Se hai bisogno di un collaboratore domestico, devi tener presente il rischio di pagarlo in nero: se il Fisco viene a saperlo, la sanzione che ti aspetta ti farà passare la voglia. Considera, inoltre, che come in qualsiasi tipo di rapporto (lavorativo o non) oggi si va d’accordo ma domani non si sa. E se, per qualsiasi motivo, nascono dei dissapori ed il tuo collaboratore decide di denunciarti perché non hai voluto «metterlo a posto», vai incontro a dei guai pesanti. Lo stesso può succedere se, per disgrazia, la persona che fa le pulizie a casa tua o che assiste una persona non autosufficiente si fa male a casa tua: chi risponde dell’infortunio se non c’è uno straccio di accordo nero su bianco? Per queste e per altre ragioni è sempre meglio regolarizzare il rapporto e, quindi, sapere come fare un contratto a colf e badanti.

Bisogna partire dal presupposto che il lavoro domestico è regolato da un contratto nazionale di categoria e che, per questo, deve contenere gli stessi elementi di un qualsiasi altro rapporto di lavoro: malattia, ferie, riposi, maternità, tfr, orario di lavoro e quant’altro. Inoltre, in questo caso specifico, ci possono essere delle variabili come la scelta di offrire al lavoratore domestico la possibilità di vito ed alloggio per una questione di comodità per entrambe le parti. Pertanto, assumere una colf o una badante equivale, a tutti gli effetti, a fissare delle regole da rispettare da entrambe le parti, con diritti e doveri del datore e del dipendente. Se ti chiedi come fare un contratto, dunque, tieni presente questi aspetti e, soprattutto, cerca di farlo in maniera chiara e comprensibile in modo da non lasciare spazi a dubbi o ad interpretazioni sbagliate in modo da non generare dei malintesi che poi vadano a finire davanti ad un giudice.

Vediamo, allora, come fare un contratto a colf e badanti e quali sono gli elementi che non possono mancare nell’accordo scritto.

Colf e badanti: come possono essere assunte?

Se vuoi assumere un collaboratore domestico e, quindi, fare un contratto a colf o badanti, devi innanzitutto concordare con il lavoratore ogni elemento che fa parte del rapporto di lavoro: retribuzione, orario, permessi, ferie, riposi giornalieri e settimanali, ecc. La controparte, cioè il collaboratore, deve presentarti alcuni documenti indispensabili per l’assunzione, ed in particolare:

  • carta di identità o altro documento equivalente in corso di validità;
  • tessera sanitaria;
  • codice fiscale;
  • permesso di soggiorno valido per svolgere un’attività lavorativa, se si tratta di un cittadino extracomunitario.

Non guasta chiedere, oltre a questi documenti, anche un eventuale attestato o diploma professionale, soprattutto se si vuole assumere una badante per l’assistenza di una persona malata o non autosufficiente.

Capita raramente, ma nel caso in cui il collaboratore che devi assumere sia minorenne (purché abbia compiuto i 16 anni), dovrai chiedere inoltre il certificato di idoneità al lavoro (che si ottiene dopo avere superato una visita medica) e l’autorizzazione dei genitori o di chi ne fa le veci.

Colf e badanti: quale tipo di contratto?

Il rapporto di lavoro con un collaboratore domestico può essere a tempo indeterminato oppure a scadenza. Di norma, viene privilegiato il primo ma nulla vieta alle parti di fare un contratto a termine. Ad esempio, quando devi assumere una colf o una badante:

  • per un periodo che già sai sarà limitato nel tempo;
  • per sostituire la colf o la badante che è in ferie o in malattia;
  • per assistere una persona anziana ricoverata in una casa di cura.

Nel caso in cui tu scelga il rapporto a termine, non sarai tenuto a fare un vero e proprio contratto scritto quando la prestazione è inferiore a 12 giorni di calendario.

Colf e badanti: come fare il contratto?

Una volta che hai in mano i documenti del lavoratore e che hai deciso il tipo di rapporto da instaurare, è possibile fare il contratto alla colf o alla badante. Nell’accordo, come anticipato, dovrai riportare tutti gli aspetti che regolano il rapporto di lavoro, quindi:

  • decorrenza e durata (quest’ultima, nel caso in cui si tratti di un contratto a termine);
  • eventuale periodo di prova;
  • inquadramento;
  • mansioni;
  • orario di lavoro;
  • retribuzione;
  • eventuali vito e alloggio;
  • ferie e permessi;
  • sede di lavoro;
  • eventuale tenuta di lavoro.

Vediamo sinteticamente alcuni di questi elementi in base a quanto recita il contratto collettivo del lavoro domestico.

Il periodo di prova

Colf e badanti hanno un periodo di prova di 30 giorni lavorativi se inquadrati ai livelli D o D Super, mentre per gli altri il periodo è di 8 giorni. Fino alla conclusione della prova, sia il datore sia il lavoratore possono recedere dal contratto senza l’obbligo di rispettare il preavviso ma con il dovere di pagare i giorni lavorati fino a quel momento. Il periodo di prova viene riconosciuto a effetti di anzianità.

L’inquadramento

Ci sono diversi livelli di inquadramento per colf e badanti, secondo il contratto nazionale di categoria, ovvero:

  • livello A: rientrano i lavoratori che non devono occuparsi dell’assistenza delle persone, con meno di 12 mesi di esperienza e che svolgono attività generiche e manuali;
  • livello A Super: addetti alla compagnia;
  • livello B: rientrano i lavoratori con più di 12 mesi di esperienza e con specifiche capacità professionali;
  • livello B Super: lavoratori che prestano assistenza a persone autosufficienti;
  • livello C: lavoratori con competenze professionali e in grado di lavorare in autonomia;
  • livello C Super: lavoratori che prestano assistenza a persone non autosufficienti senza diploma specifico;
  • livello D: lavoratori con titolo specifico per l’attività da svolgere e in grado di operare in autonomia;
  • livello D Super: lavoratori che prestano assistenza a persone non autosufficienti e che sono in possesso di un diploma specifico.

L’orario di lavoro

Il datore ed il lavoratore sono liberi di definire l’orario di lavoro più conveniente in base all’attività da svolgere entro certi limiti, cioè:

  • non più di 54 ore settimanali o 10 ore giornaliere consecutive se conviventi con il datore;
  • non più di 40 ore settimanali su 5 o 6 giorni se non conviventi con il datore;
  • diritto al pasto per chi lavora per più di 6 ore consecutive e la sua presenza fissa sul posto di lavoro è stata concordata;
  • dalle 22 alle 6 scatta l’orario notturno.

Oltre a questi orari, ogni ora in più viene considerata come lavoro straordinario e deve essere pagata in base a queste maggiorazioni:

  • il 25% in più se lo straordinario viene svolto dalle 6 alle 22;
  • il 50% in più se lo straordinario viene svolto dalle 22 alle 6;
  • il 60% in più se lo straordinario viene svolto di domenica o in un giorno festivo;
  • il 30% in più per i lavoratori non conviventi se lo straordinario viene svolto dalle 6 alle 22 e fino a 4 ore settimanali di straordinario.

I permessi e le ferie

Colf e badanti hanno diritto ai seguenti permessi retribuiti:

  • 16 ore all’anno per i lavoratori conviventi;
  • 12 ore all’anno per i lavoratori non conviventi con un orario pari o superiore alle 30 ore settimanali;
  • 3 giorni lavorativi di lutto per la morte di un parente entro il secondo grado;
  • 2 giorni al padre per la nascita di un figlio.

Chi lavora meno di 12 ore la settimana può concordare dei permessi retribuiti in base alle ore prestate.

Per quanto riguarda le ferie, il contratto nazionale stabilisce il diritto a 26 giorni lavorativi all’anno tra i mesi di giugno e di settembre, a meno che le parti abbiano concordato diversamente. Le ferie non possono essere frazionate in più di due periodi all’anno.

Se il lavoratore è straniero e, per tornare nel suo Paese di origine, ha bisogno di un periodo più lungo, ha la possibilità di accumulare le ferie in un periodo massimo di due anni.

Le assenze per malattia, infortunio e maternità

Quando devi fare un contratto a colf o badante devi prevedere anche l’eventualità di una malattia, di un infortunio o di una maternità della lavoratrice.

La malattia ti deve essere comunicata per tempo tramite un certificato medico. Ovviamente, se il collaboratore domestico vive con te perché il contratto prevede l’alloggio, l’obbligo della comunicazione scritta scatta nel momento in cui si trova in ferie o usufruisce di un permesso o, comunque, quando per qualsiasi motivo non si trovi in casa.

Devi mantenergli il posto di lavoro:

  • per 10 giorni di calendario se ha un’anzianità fino a 6 mesi ed ha superato il periodo di prova;
  • per 45 giorni di calendario se ha un’anzianità tra 6 mesi e 2 ani;
  • per 180 giorni di calendario se ha un’anzianità superiore ai 2 anni.

È il cosiddetto periodo di comporto.

Se anziché una malattia il lavoratore subisce un infortunio o una malattia professionale, sei tenuto tu ad informarne l’Inail affinché l’Istituto eroghi la dovuta prestazione. Di fronte ad un infortunio grave o mortale, la comunicazione va fatta entro 24 ore dall’evento, compilando l’apposito modulo e allegando il certificato. Altrimenti, va fatta entro 2 giorni dalla data in cui hai ricevuto il certificato.

Dovrai pagare al lavoratore la retribuzione dei primi 3 giorni.

Il periodo di comporto è uguale a quello della malattia.

Infine, per quanto riguarda la maternità, la lavoratrice è obbligata ad assentarsi da ogni attività lavorativa per i 2 mesi precedenti il parto, nel periodo compreso tra la data presunta e la data effettiva e per i 3 mesi successivi al giorno in cui è diventata mamma.

Dall’inizio alla fine del congedo di maternità, la lavoratrice non può essere licenziata, a meno che non ci sia una giusta causa. Lei, invece, può dimettersi in questo periodo senza essere tenuta a rispettare il preavviso.

Colf e badanti: a chi comunicare il contratto?

Quando hai fatto il contratto alla colf o alla badante inserendo tutte le informazioni sopra citate, dovrai fare la comunicazione obbligatoria all’Inps entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro, anche se si tratta di un giorno festivo.

Puoi annullare l’assunzione entro i 5 giorni successivi da quello riportato come giorno di inizio.

Dovrai comunicare all’Inps anche eventuali proroghe, rinnovi, trasformazioni o cessazioni del contratto di lavoro, così come le modifiche che riguardano orario, retribuzione o qualsiasi elemento che possa condizionare il calcolo dei contributi.


note

Autore immagine: 123rf.com


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