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Modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari

20 Novembre 2019
Modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari

Gli assegni per il nucleo familiare costituiscono una delle principali misure di sostegno offerte dallo Stato italiano alle famiglie.

La tutela della famiglia è un principio fondamentale nel nostro ordinamento e trova le proprie radici nella stessa Carta Costituzionale. Ma quali sono, in concreto, le forme di tutela offerte dallo Stato alle famiglie? L’aiuto statale alla famiglia si esprime sotto diverse forme: dai servizi educativi al trasporto scolastico, dal sostegno allo sport sino alle detrazioni fiscali per i figli a carico.

Uno dei principali strumenti di sostegno delle famiglia è rappresentato dagli assegni per il nucleo familiare. Si tratta di una prestazione economica erogata dall’Inps alle famiglie italiane che abbiano determinate caratteristiche.

In alcuni casi, tuttavia, per prendere gli assegni occorre presentare il Modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari dell’altro genitore. Ciò accade, soprattutto, quando i genitori sono separati o divorziati e solo un coniuge, ossia colui che ha i figli in affidamento, percepisce gli assegni.

Ovviamente, la compilazione di questo modulo non basta a dare diritto agli assegni familiari. Infatti, occorre comunque possedere tutti gli altri requisiti previsti dalla legge per fruire di questo beneficio.

Ma andiamo per ordine.

Assegni familiari: cosa sono?

Come abbiamo detto in premessa, tra le varie forme con cui lo Stato aiuta e sostiene le famiglie italiane troviamo una prestazione economica che si chiama assegni per il nucleo familiare, spesso indicata con l’acronimo Anf oppure, semplicemente, assegni familiari.

Gli Anf consistono in una prestazione economica erogata dall’Inps ai nuclei familiari di determinate categorie di lavoratori, nonchè dei soggetti che percepiscono le pensioni e le prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi.

Non tutti i nuclei familiari possono richiedere ed ottenere il pagamento degli assegni familiari. Infatti, il diritto agli Anf, nonchè l’ammontare di questa prestazione, dipendono da vari fattori e in particolare:

  • dalla tipologia di nucleo familiare;
  • dal numero dei componenti del nucleo familiare;
  • dal reddito complessivamente percepito dal nucleo familiare.

La prestazione economica non è fissa ma è proporzionale al reddito percepito dal nucleo familiare.

Infatti, esiste innanzitutto una soglia massima di reddito oltre la quale gli Anf non spettano. Oltre al tetto massimo, il reddito percepito dai membri della famiglia incide anche sull’ammontare degli assegni familiari. Ogni anno, l’Inps pubblica delle tabelle che sono valide dal 1° luglio di ogni anno sino al 30 giugno dell’anno seguente [1]. In queste tabelle, sono previste le varie fasce di reddito familiare e, per ogni scaglione, quanto spetta a titolo di assegni per il nucleo familiare.

Determinate tipologie di nuclei familiari, con particolari esigenze di sostegno (come, ad esempio, le famiglie monoparentali o in cui siano presenti dei soggetti inabili) possono contare su importi degli Anf e fasce reddituali maggiormente favorevoli.

Assegni familiari: a chi spettano?

Come abbiamo detto, per accedere agli Anf occorre possedere tutta una serie di requisiti. In particolare, oltre ai limiti reddituali che vedremo in seguito, il diritto agli Anf Inps è riconosciuto solo ai:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti del settore agricolo;
  • lavoratori domestici e lavoratori somministrati;
  • lavoratori iscritti, dal punto di vista previdenziale, alla Gestione Separata Inps;
  • lavoratori dipendenti di ditte fallite e cessate;
  • soggetti titolari di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dei fondi speciali ed ex Enpals;
  • soggetti titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori che si trovano in altre situazioni di pagamento diretto.

Emerge, dunque, che gli Anf sono una prestazione economica pensata per il mondo del lavoro dipendente. Come vedremo, inoltre, il reddito da lavoro dipendente deve essere di gran lunga prevalente in famiglia per avere gli Anf.

Assegni familiari: limiti di reddito

Come abbiamo premesso, gli Anf non spettano a tutte le famiglie, ma solo a quelle che hanno un reddito inferiore ad una certa soglia che viene individuata annualmente dall’Inps con una apposita circolare.

Quando si parla di reddito ci riferisce alla somma dei redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare. Inoltre, non tutti i redditi devono essere dichiarati ai fini degli assegni familiari. I redditi percepiti dal nucleo familiare che devono essere computati sono quelli assoggettabili all’Irpef, al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali. Inoltre, devono essere indicati anche i redditi esenti da imposta o soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva.

Per quanto riguarda l’orizzonte temporale dei redditi da dichiarare, la legge prevede che debbano essere computati i redditi prodotti nell’anno solare precedente al 1° luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo. Ne consegue che, se la domanda degli Anf riguarda il primo semestre dell’anno, i redditi da considerare sono quelli di due anni prima. Se, invece, la domanda degli Anf riguarda il secondo semestre dell’anno, i redditi da considerare sono quelli dell’anno precedente.

Vi sono, poi, dei redditi che non devono essere tenuti in considerazione ai fini della fruizione degli assegni familiari. Si tratta dei seguenti redditi:

  • trattamenti di Fine Rapporto (Tfr) ed anticipazioni sui Tfr;
  • trattamenti di famiglia, previsti dalla legge;
  • rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  • pensioni di guerra;
  • pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità;
  • importi percepiti a titolo di assegno di cura ai sensi della legge provinciale di Bolzano;
  • indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • arretrati di cassa integrazione guadagni che si riferiscono ad annualità precedenti a quella di erogazione;
  • indennità di trasferta per la parte non soggetta a tassazione fiscale;
  • assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del soggetto richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Oltre all’ammontare complessivo del reddito percepito dai componenti del nucleo familiare, esiste anche un vincolo che riguarda la natura dei redditi percepiti.

Infatti, il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato.

Modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari

Quando una coppia di genitori si separa nasce il problema di capire a chi spettano gli assegni per il nucleo familiare.

Infatti, il coniuge o partner di unione civile dell’avente diritto a percepire gli Anf può chiedere il pagamento della prestazione a patto che non sia anch’egli titolare di un proprio diritto agli assegni familiari, che derivi da un rapporto di lavoro subordinato oppure da una prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.

In caso di nucleo familiare nel quale i genitori sono separati o divorziati oppure sciolti da unione civile, per il quale sia stato disposto l’affidamento condiviso dei figli, il diritto agli assegni per il nucleo familiare sussiste per entrambi i genitori e la scelta tra quale dei due genitori possa percepire la prestazione è rimessa a un accordo tra le parti. Se le parti non addivengono ad un accordo, l’autorizzazione alla percezione della prestazione Inps viene concessa, al di là dell’affido, al genitore che convive con i figli.

In caso di affidamento esclusivo dei figli, il diritto a percepire gli Anf resta in capo al genitore affidatario della prole anche se egli non è titolare di un proprio diritto a richiedere gli Anf (ad esempio poiché egli non è un lavoratore dipendente oppure un titolare di pensione). In questo caso, il coniuge affidatario esercita il diritto agli Anf in virtù della posizione dell’ex coniuge, a patto che sussistano i requisiti richiesti per l’accesso agli assegni familiari e, in particolare, che i redditi del nucleo familiare del coniuge affidatario non superino la soglia massima oltre la quale il diritto agli assegni resta escluso.

In tali ipotesi, anche laddove vi sia una sentenza di divorzio che stabilisce chiaramente a quale dei due genitori spetta il diritto di percepire gli assegni per il nucleo familiare, l’Inps richiede al coniuge che fa domanda di Anf la produzione di un modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari, ossia, una dichiarazione sostitutiva sottoscritta dall’altro genitore (ex coniuge) che dichiari, sotto la propria responsabilità, la mancata percezione degli assegni familiari e l’impegno ad astenersi dal fare richiesta di assegni per il nucleo familiare in futuro.

La dichiarazione dell’ex coniuge di astensione dal richiedere gli Anf non è un requisito per la fruzione degli Anf da parte dell’avente diritto ma serve ad assicurare all’Inps che, per quel nucleo familiare, solo un coniuge prenderà gli Anf e l’altro non avanzerà alcuna pretesa in merito.

E se l’ex coniuge si rifiuta di firmare il modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari?

In questo casom occorre distinguere due casi:

  • come abbiamo già visto, se i due coniugi sono entrambi affidatari dei figli e non si accordano su chi debba percepire gli Anf, gli assegni familiari sono attribuiti al coniuge che convive con i figli;
  • se, invece, c’è affidamento esclusivo della prole, gli assegni spettano al coniuge affidatario, anche se il diritto agli Anf è dell’altro genitore;
  • se c’è una sentenza di divorzio di solito è la stessa decisione del Giudice a prevedere a chi spettano gli Anf.

Se l’altro genitore si rifiuta di firmare la dichiarazione di rinuncia agli Anf non resta che rivolgersi ad un legale o al giudice che ha ratificato la sentenza di divorzio.

Modulo autocertificazione rinuncia assegni familiari

Spett. le INPS
Sede di __________
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETÀ
Art. 47 D.P.R. 28/12/2000, n. 445
Io sottoscritt… Nome___________________________________________________________________________ Cognome________________________________________________________________________ nat… a ___________________________________________________il _____/_____/__________ e residente a ______________________________________________________ prov. _________ in piazza/via _____________________________________________________ n. _____________
DICHIARO
di non percepire e non voler percepire gli assegni familiari a favore di: (indicare i nomi dei figli) ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ quindi autorizzo alla richiesta e rinuncia a favore dell’ex coniuge / convivente Nome___________________________________________________________________________ Cognome________________________________________________________________________ nat… a ___________________________________________________il _____/_____/__________ e residente a ______________________________________________________ prov. __________ in piazza/via _____________________________________________________ n. _____________
Luogo, lì ________________ Il/La dichiarante ____________________________
ALLEGATI: Documento di identità del dichiarante.
Autorizzo lo spettabile Istituto Nazionale di Previdenza Sociale al trattamento dei dati personali di cui alla presente dichiarazione in conformità con il Reg. UE n. 679/2016.
Luogo, lì ________________ Il/La dichiarante ____________________________

note

[1] Inps, circolare n. 66 del 17.05.2019.


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