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Come pagare i contributi di colf e badanti

19 Novembre 2019 | Autore:
Come pagare i contributi di colf e badanti

Calcolo e versamento della contribuzione all’Inps per i lavoratori domestici: a quanto ammonta, che cosa fare se la paga cambia, entro quando saldare.

Il rapporto di lavoro domestico, come tutti i rapporti di lavoro subordinati, richiede il pagamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro. Questi, in pratica, deve calcolare l’importo della contribuzione a proprio carico e a carico del lavoratore (colf, badante, giardiniere, babysitter…) e versarla trimestralmente all’Inps.

I contributi a carico del lavoratore devono essere trattenuti mensilmente dalla sua paga. Per calcolare la contribuzione dovuta, bisogna tener conto non solo della paga oraria, ma anche del valore di vitto e alloggio e della quota di 13esima; bisogna inoltre conteggiare le ore lavorate del trimestre e spostare al trimestre successivo tutte le ore che si trovano a cavallo tra due mesi, considerando la settimana lavorativa dalla domenica al sabato successivo. È inoltre necessario individuare la fascia di contribuzione in cui rientra la paga oraria e valutare ulteriori elementi.

Ma precediamo con ordine e facciamo il punto su come calcolare e come pagare i contributi di colf e badanti.

Vediamo inoltre quali servizi possono essere utilizzati all’interno del sito dell’Inps per il calcolo ed il pagamento della contribuzione, e che cosa fare nel caso in cui le ore retribuite da contratto subiscano delle modifiche nel corso del mese.

Per sapere come inquadrare correttamente e come gestire il rapporto di lavoro domestico, qui la guida Come mettere in regola colf e badanti.

Come si calcolano i contributi di colf e badanti?

Il meccanismo di calcolo dei contributi di colf e badanti, a differenza di quanto avviene per la generalità dei dipendenti, si basa sulla paga oraria e sulle fasce nelle quali questo importo rientra, e non sullo stipendio mensile corrisposto.

Per la precisione, il calcolo non deve essere effettuato applicando un’aliquota, cioè una percentuale, alla paga, ma applicando l’aliquota prevista per la generalità dei collaboratori domestici (pari al 19,9675%, di cui il 17,4275 è il contributo Ivs, invalidità- vecchiaia- superstiti, che serve per la pensione; è dovuta un’addizionale dell’1,40% per i lavoratori a termine) alla fascia in cui rientra la retribuzione oraria. I contributi così calcolati devono essere poi moltiplicati per il numero delle ore di lavoro svolte.

Come si calcola la paga oraria di colf e badanti?

La paga oraria di colf e badanti non coincide con la sola retribuzione oraria contrattuale, ma è composta da più voci:

  • retribuzione o paga oraria concordata;
  • valore convenzionale di vitto e alloggio, frazionato ad ore, se dovuto;
  • tredicesima mensilità, frazionata ad ore.

Per trovare la paga oraria effettiva, da utilizzare come base per calcolare i contributi, bisogna dunque sommare:

  • la paga oraria contrattuale;
  • il rateo orario di tredicesima (corrisponde alla paga oraria divisa per 12: ad esempio, per una paga oraria di 9 euro, il rateo di tredicesima da sommare è pari a 0,75, cioè 9 diviso 12);
  • l’importo orario di vitto e alloggio, se dovuto (che si ricava in questo modo: valore convenzionale giornaliero Inps di vitto e alloggio, per il numero delle giornate lavorate, diviso il numero di ore lavorate).

Come si calcola il contributo orario di colf e badanti?

Dalla paga oraria si ricava il contributo orario utilizzando le tabelle Inps, pubblicate a cadenza annuale [1]: ogni tabella contiene diverse fasce di retribuzione oraria effettiva, a ciascuna delle quali è collegato il contributo orario corrispondente.

Per capire qual è il contributo orario da pagare, basta dunque individuare la fascia retributiva nella quale è ricompresa la paga oraria.

Il contributo orario non varia soltanto in base alla paga oraria, ma anche all’orario settimanale (oltre le 24 ore settimanali si applica un’unica fascia di contribuzione che prescinde dall’ammontare della retribuzione oraria), al tipo di rapporto (a termine o meno) ed al versamento dei contributi Cuaf (Cassa unica assegni familiari), che solo in particolari casi non è dovuto.

Una parte del contributo orario è a carico del datore di lavoro ed una piccola parte è a carico della colf, o della badante (l’importo a carico del collaboratore domestico è indicato tra parentesi nelle tabelle Inps).

Come si calcola il trimestre per il versamento dei contributi?

Il calcolo dei contributi dovuti per ciascun trimestre per colf e badanti si ottiene moltiplicando la contribuzione oraria per il numero delle ore retribuite per tutte le settimane del trimestre:

  • 1° trimestre: gennaio, febbraio, marzo;
  • 2° trimestre: aprile, maggio, giugno;
  • 3° trimestre: luglio, agosto, settembre;
  • 4° trimestre: ottobre, novembre, dicembre.

Bisogna considerare che:

  • la settimana decorre dalla domenica al sabato, per cui contano solo le settimane del trimestre che si concludono con il sabato: le ore successive all’ultimo sabato devono essere contate nel trimestre successivo;
  • se il risultato della somma delle ore e delle frazioni di ora non corrisponde a un numero intero, l’ammontare va arrotondato all’unità superiore.

Per chi è in difficoltà col calcolo dei contributi, sul sito dell’Inps è prevista una specifica applicazione guidata, di semplice utilizzo.

Come si calcolano i contributi nel sito dell’Inps?

Per effettuare un primo calcolo di prova, si può utilizzare l’applicazione Inps Simulazione calcolo contributi lavoro domestico (il servizio è accessibile tramite pin Inps, Spid o carta nazionale dei servizi).

L’applicazione chiede la tipologia di contratto (a termine o a tempo indeterminato), l’anno, il trimestre di riferimento e le settimane lavorate del trimestre.

Chiede poi di conoscere le ore retribuite del trimestre, cioè le ore settimanali moltiplicate per il numero di settimane del trimestre.

Per il 4° trimestre ottobre-dicembre 2019, il servizio Inps indica 13 settimane. Se la colf lavora per 8 ore alla settimana, le ore complessive del trimestre sulle quali calcolare i contributi sono 104 (8×13).

La procedura, per sapere se è dovuto il contributo Cuaf, chiede inoltre se la collaboratrice è coniuge, parente o affine entro il terzo grado e convivente del datore di lavoro.

Richiede poi d’indicare la tipologia di retribuzione concordata con il lavoratore ed il corrispondente importo lordo comprensivo dell’indennità di vitto e alloggio, ma non comprensivo della quota di tredicesima, che sarà calcolata dalla procedura automaticamente.

Indicando una paga oraria pari a 8 euro, la procedura calcola una paga oraria effettiva (comprensiva della quota di 13° mensilità) pari a 8,67 euro.

L’applicazione indica infine l’importo dei contributi trimestrali da versare a cura del datore di lavoro da indicare sul bollettino, assieme all’importo dei contributi trimestrali a carico del lavoratore da trattenere, ripartiti in misura mensile da parte del datore di lavoro, sulla busta paga.

Per procedere al pagamento dei contributi ed eventualmente modificare le ore del trimestre, la paga oraria e i dati riportati nel portale web Inps in base alle informazioni contrattuali comunicate all’Istituto, si deve accedere al servizio Pagamento contributi lavoratori domestici, indicando codice del rapporto di lavoro e codice fiscale del rapporto di lavoro, e successivamente accedendo al riquadro calcolo contributi.

Come si calcola la retribuzione oraria di colf e badanti?

La paga oraria minima dei lavoratori domestici dipende dal livello d’inquadramento della colf o della badante; per il 2019 gli importi sono i seguenti:

  • livello A: 4,62 euro;
  • livello AS: 5,45euro;
  • livello B: 5,78 euro;
  • livello BS: 6,13 euro;
  • livello C: 6,47 euro;
  • livello CS: 6,82 euro;
  • livello D: 7,87 euro;
  • livello DS: 8,21 euro.

Per quanto riguarda le indennità sostitutive di vitto e alloggio, i valori sono i seguenti:

  • pranzo o cena 1,96 euro;
  • alloggio 1,69 euro.

A quanto ammontano i contributi orari di colf e badanti?

L’importo dei contributi orari di colf e badanti è aggiornato annualmente, e differiscono in base alla tipologia di rapporto (a tempo indeterminato, non soggetti all’addizionale per la disoccupazione, o a termine), alla fascia di retribuzione, all’orario settimanale e al pagamento della quota CUAF.

Il contributo Cuaf (Cassa unica assegni familiari) è dovuto nella generalità dei casi; non è dovuto solo se il rapporto di lavoro domestico è fra coniugi o tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi (nelle ipotesi in cui la normativa lo consenta: ad esempio, il rapporto di lavoro domestico tra coniugi è consentito solo se il coniuge non lavoratore è titolare di assegno di accompagnamento).

Osserviamo, di seguito, la tabella contenente i contributi orari applicabili per i 4 trimestri del 2019.

Gli importi tra parentesi, inseriti nelle colonne relative al contributo orario, sono quelli a carico della colf o della badante, che devono essere trattenuti dalla sua paga, e versati trimestralmente dal datore di lavoro, assieme ai contributi a suo carico.

Fascia oraria di retribuzione
Contributo orario
Lavoratori Domestici a tempo indeterminato
Lavoratori Domestici a termine
Retribuzione effettiva
Retribuzione convenzionale
Con quota CUAF
Senza quota CUAF
Con quota CUAF
Senza quota CUAF
fino a € 8,06 € 7,13 € 1,42 (0,36) € 1,43 (0,36) € 1,52 (0,36) € 1,53 (0,36)
oltre € 8,06 e fino a € 9,81 € 8,06 € 1,61 (0,40) € 1,60 (0,40) € 1,72 (0,40) € 1,73 (0,40)
oltre € 9,81 € 9,81 € 1,96 (0,49) € 1,97 (0,49) € 2,10 (0,49) € 2,11 (0,49)
oltre le 24 ore settimanali € 5,19 € 1,04 (0,26) € 1,04 (0,26) € 1,11 (0,26) € 1,12 (0,26)

Che cosa coprono i contributi di colf e badanti?

Il contributo orario dovuto all’Inps per i lavoratori domestici non serve soltanto per garantire loro una pensione, ma anche per assicurare colf e badanti contro la disoccupazione, per le prestazioni sanitarie, per gli infortuni sul lavoro e per altre prestazioni.

Nel dettaglio, il contributo Inps colf e badanti è destinato:

  • per la maggior parte, al fondo pensioni lavoratori dipendenti: gran parte della contribuzione pagata va infatti al Fpld., e serve a coprire l’assicurazione Ivs, invalidità vecchiaia e superstiti (in pratica, serve per la pensione dei lavoratori domestici); l’aliquota è pari al 17,4275%;
  • a finanziare l’indennità di disoccupazione (ora Naspi, precedentemente Aspi): la quota Aspi serve infatti per assicurare il dipendente contro la disoccupazione; nel caso in cui il rapporto sia a termine, è dovuta un’addizionale dell’1,40%;
  • alla Cuaf, cioè alla Cassa unica assegni familiari: questa contribuzione serve per finanziare l’erogazione degli assegni al nucleo familiare (Anf) ai lavoratori domestici;
  • a finanziare l’indennità di maternità: i contributi versati alla Gestione maternità servono difatti a liquidare la relativa indennità alle lavoratrici domestiche per il periodo di astensione obbligatoria (2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi, oppure un mese più 4 mesi, qualora la lavoratrice si avvalga della flessibilità);
  • a finanziare l’Inail: la quota Inail copre l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; il datore di lavoro non deve versare premi Inail a parte per colf e badanti;
  • al fondo garanzia Tfr: la quota versata presso questo fondo serve a coprire il dipendente dal rischio del mancato pagamento della liquidazione da parte del datore di lavoro.

Come si versano i contributi alla Cassa Colf?

La Cassa Colf assicura ai lavoratori domestici importanti prestazioni, ad esempio un’indennità in caso di ricovero: il versamento dei contributi contrattuali è un obbligo contrattuale [2].

Il valore del contributo contrattuale, fissato dal Contratto collettivo per il lavoro domestico, è di 3 centesimi per ogni ora retribuita al dipendente, di cui 2 centesimi a carico del datore di lavoro e un centesimo a carico del dipendente.

Il versamento dei contributi contrattuali può avvenire esclusivamente in concomitanza con il pagamento trimestrale dei contributi previdenziali Inps. È responsabilità del datore di lavoro effettuare la procedura di versamento, inserendo sull’apposito bollettino il codice F2 nel campo denominato “C.org” e moltiplicando le ore retribuite nel trimestre per 3 centesimi: la cifra risultante deve essere aggiunta ai contributi previdenziali.

Quando si pagano i contributi per colf e badanti?

I termini per il pagamento dei contributi, che devono essere versati trimestralmente, sono:

  • relativamente al primo trimestre: 1-10 aprile;
  • relativamente al secondo trimestre: 1-10 luglio;
  • relativamente al terzo trimestre: 1-10 ottobre;
  • relativamente al quarto trimestre: 1-10 gennaio.

I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini Mav, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti. Nel caso siano intervenute variazioni orarie, dal sito dell’Istituto, alla sezione Servizi online, è possibile indicare le variazioni e stampare un altro bollettino Mav con gli importi conformi.

Come cambiare l’importo dei contributi trimestrali colf e badanti da pagare?

Come già osservato, qualora vi sia necessità di modificare le ore lavorate o comunque contribuite nel trimestre, la paga oraria e ulteriori informazioni riportate nel portale web Inps in base ai dati contrattuali comunicati all’Istituto, si deve accedere al servizio Pagamento contributi lavoratori domestici, indicando codice del rapporto di lavoro e codice fiscale del rapporto di lavoro, e successivamente accedendo al riquadro calcolo contributi.

Indicato il trimestre di riferimento, l’applicazione porta al riquadro Bollettini: cliccando sulla sottosezione Visualizza/ modifica, è possibile verificare e cambiare:

  • le ore retribuite;
  • la retribuzione oraria effettiva (che può essere determinata attraverso il servizio di simulazione del calcolo);
  • le settimane del mese coperte;
  • l’aggiunta della contribuzione alla Cassa Colf.

Cliccando su Avanti, l’Inps mette a disposizione il nuovo Mav per il pagamento.

Le variazioni degli importi dei contributi possono essere richieste anche agli operatori del Circuito pagoPA o del call center Inps.

È opportuno ricordare che, in caso di cessazione del rapporto, il lavoratore domestico ha diritto al versamento dei contributi relativi a ferie non godute e al preavviso entro i dieci giorni successivi a tale data.

Come si pagano i contributi per colf e badanti?

Per eseguire il pagamento dei contributi trimestrali colf e badanti, dal servizio web Inps è possibile scegliere, selezionando i bollettini di interesse, uno dei seguenti canali di pagamento:

  • stampa Mav, per eseguire la stampa del bollettino Mav;
  • paga online pagoPA: il pagamento si completa sul sito internet del prestatore di servizio di pagamento (PSP), dopo aver scelto la modalità di pagamento tra quelle disponibili sulla pagina Internet del sistema WISP 2.0 dell’Agenzia per Italia Digitale (AgID);
  • si può anche effettuare la stampa avviso di pagamento pagoPA, per pagare l’avviso presso un aderente al circuito pagoPA.

Nello specifico, i Mav e gli avvisi relativi ai contributi trimestrali di colf e badanti possono essere pagati presso:

  • sportelli postali;
  • tabaccherie convenzionate (Circuito Reti Amiche);
  • sportelli bancari e sito internet Unicredit;
  • online tramite pagoPA;
  • tramite contact center Inps-Inail, utilizzando una carta di credito.

Per il versamento dei contributi trimestrali si usa un solo bollettino.

I bollettini diventano due, però, nel caso in cui nel corso del trimestre ci sia una modifica della paga che comporti la variazione della fascia di retribuzione e, quindi, dell’importo del contributo. Lo stesso accade nell’ipotesi in cui la collaboratrice domestica, che svolge un lavoro settimanale non inferiore alle 25 ore, per qualche settimana lavori per un numero di ore inferiore. In questi casi, ogni bollettino di versamento raggrupperà periodi di lavoro caratterizzati dalla stessa retribuzione oraria convenzionale.

note

[1] Inps Circ. n.15/2018.

[2] Art.52 Ccnl per il lavoro domestico.


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