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Opposizione a cartella esattoriale per violazione Codice della strada

29 Ottobre 2019
Opposizione a cartella esattoriale per violazione Codice della strada

Notifica cartella di pagamento per multa stradale: è possibile impugnare e fare ricorso?

Hai ricevuto una cartella di pagamento inerente a una multa stradale (violazione del Codice della strada) non pagata. All’epoca, quando ti era stato notificato il verbale della polizia municipale, non avevi fatto ricorso benché i motivi per la contestazione fossero abbastanza evidenti. Ma hai sottovalutato il problema e, ritenendo che il Comune si sarebbe dimenticato di te, hai preferito far finta di nulla. Ora, però, è arrivato l’agente della riscossione che, oltre all’importo iniziale della contravvenzione, ti chiede anche sanzioni e interessi per un ammontare quasi pari all’iniziale multa. Intendi fare qualcosa: non vuoi regalare tutti questi soldi all’amministrazione. Così decidi di presentare una opposizione a cartella esattoriale per violazione Codice della strada. Lo puoi fare? È conveniente? Quali eccezioni potresti sollevare e che margine di successo avresti?

Se ti stai ponendo queste domande è perché, probabilmente, non ti sono molto chiare le regole sulla riscossione delle sanzioni amministrative e i termini per fare ricorso. Cercherò di darti alcuni importanti chiarimenti nel corso di questo articolo, di modo che tu sappia che tipo di contestazioni sollevare contro la cartella di pagamento per multa non pagata. Ma procediamo con ordine.

Multa: termini per fare ricorso

Nel momento in cui ti viene notificata una multa stradale che ritieni ingiusta hai 30 giorni di tempo per proporre ricorso al giudice di pace oppure 60 giorni per il ricorso al prefetto. I due rimedi sono alternativi e non concorrenti: quindi, o scegli l’uno o l’altro. 

Se dovessi optare per la seconda via – che, a differenza della prima, è gratuita e non sconta le tasse di giudizio – sappi che, in caso di rigetto, puoi fare ricorso contro l’ordinanza-ingiunzione nei successivi 30 giorni al giudice di pace. Hai, quindi, una seconda chance.  

Dall’altro lato, il ricorso al prefetto non garantisce la terzietà dell’organo decisionale, il quale è inserito nella pubblica amministrazione e non è super partes come, invece, il giudice. 

C’è però da dire che spesso il ricorso al prefetto viene preferito perché consente la vittoria anche in caso di mancata risposta nei termini. Termini che sono di 210 giorni se si inoltra il ricorso direttamente alla Prefettura o di 180 giorni se lo si inoltra per il tramite della polizia che ha elevato la contravvenzione (la scelta tra le due strade è rimessa all’automobilista).

Di solito, si fa ricorso al prefetto quando i motivi di nullità della multa sono evidenti e legati a questioni di legittimità che non richiedono interpretazioni. Si va, invece, dal giudice di pace per tutte le contestazioni un po’ più delicate, su motivi di merito e che non sono così evidenti.

Che succede se non faccio ricorso contro la multa?

Chi non fa ricorso contro la multa, l’accetta. In buona sostanza, il verbale diventa definitivo e non può più essere contestato, neanche in un successivo momento quando arriverà la cartella esattoriale. Esso, in pratica, si pone al pari di una sentenza “passata in giudicato”, uscita dalle aule della Cassazione, che nessun magistrato potrebbe rimettere in discussione. 

Da un punto di vista sanzionatorio, la multa raddoppia: l’importo da versare, infatti, non è più quello “in misura ridotta” riportato nel verbale, ma in misura piena. Inoltre, ogni 6 mesi scattano gli interessi al 10%.

Che succede dopo la notifica della multa?

Se l’ente accertatore rileva che la multa correttamente notificata non è stata pagata, crea il cosiddetto ruolo, un documento cioè in cui formalizza il proprio credito. Il ruolo viene trasmesso all’agente per la riscossione per il recupero coattivo tramite la notifica della cartella esattoriale. La notifica della cartella deve avvenire entro massimo 2 anni dalla data in cui il ruolo è stato dichiarato esecutivo (data indicata sulla cartella stessa). Diversamente, l’atto è illegittimo e lo si può contestare al giudice di pace.

Alcuni Comuni, anziché ricorrere alla cartella di pagamento, procedono con la cosiddetta ingiunzione fiscale che è un atto interno che ha la stessa valenza della cartella e costituisce il presupposto di un futuro pignoramento.

Dopo la notifica della cartella di pagamento o dell’ingiunzione fiscale, si passa alla fase dell’esecuzione forzata vera e propria che, talvolta, può essere preceduta dal fermo amministrativo dell’automobile di proprietà del debitore.

Ricorso al giudice di pace contro la cartella esattoriale per multa non notificata

Se la multa originaria non è mai stata notificata all’automobilista e questi ne ha avuto conoscenza solo tramite la consegna della cartella, è possibile fare ricorso al giudice di pace. Ricorso che andrà presentato entro massimo 30 giorni dalla notifica della cartella stessa. Gli basta sollevare l’eccezione del difetto di notifica della multa.

L’automobilista che, invece, non ha mai ricevuto la cartella per la multa e di tale debito si è accorto solo tramite la lettura dell’estratto di ruolo consegnatogli dall’agente della riscossione può fare ricorso contro il predetto estratto di ruolo. In questo modo, gli basta eccepire il difetto di notifica della cartella per annullare il proprio debito. 

Ricorso cartella esattoriale contro multa stradale

A questo punto ti starai chiedendo: come annullare la cartella per multe stradali? Fuori dall’ipotesi di difetto di notifica della multa, non è possibile contestare la cartella esattoriale per vizi inerenti al verbale. L’interessato, infatti, è tenuto a fare ricorso contro l’atto presupposto ossia contro la contravvenzione. Divenuta quest’ultima definitiva senza che sia stata sollevata alcuna impugnazione (ossia dopo i 60 giorni dalla notifica), non è più possibile eccepire vizi contro il verbale per violazione del Codice della strada neanche contestando la successiva cartella. Diversamente, il ricorso avrebbe una funzione recuperatoria di un termine che ormai è scaduto. 

La cartella è impugnabile solo per vizi propri, inerenti cioè alla formazione della cartella stessa e agli eventi verificatisi dopo la formazione del ruolo. Si pensi alla prescrizione (che si forma dopo cinque anni dalla notifica della multa), alla decadenza (che si forma dopo 2 anni dalla dichiarazione di esecutività del ruolo), all’avvenuto pagamento, alla notifica a persona sbagliata o al vecchio domicilio, ecc.

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note

Autore immagine https://it.depositphotos.com mano con multa stradale


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