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Il lavoratore può essere pagato in contanti?

2 Novembre 2019
Il lavoratore può essere pagato in contanti?

Nel 2013 e 2014 era obbligatorio pagare il dipendente con strumenti tracciabili? 

In base all’articolo 1, commi 910 e seguenti, della legge n. 205 del 2017 (cosiddetta legge di bilancio per il 2018) a partire dal 1° luglio del 2018 è obbligatorio pagare le retribuzioni dei lavoratori (e le relative anticipazioni) con:

  • bonifico bancario o postale sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore
  • o con altri strumenti di pagamento elettronico
  • o in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore abbia un conto corrente di tesoreria
  • o mediante assegno consegnato direttamente al lavoratore.

Quindi a partire dal 1° luglio 2018 è vietato pagare in contanti le retribuzioni direttamente nelle mani del lavoratore (sono anche previste pesanti sanzioni economiche per il datore di lavoro che, violando la legge, paghi in contanti la retribuzione direttamente nelle mani del lavoratore).

Sono obbligati a ricevere la retribuzione con strumenti tracciabili tutti i lavoratori dipendenti:

  • con contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • o con contratto a tempo determinato (anche part – time)
  • o con contratto part – time
  • o con contratto di apprendistato
  • ed anche ai lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e continuativa,
  • i lavoratori con contratti di lavoro intermittente, accessorio o a chiamata,
  • e i lavoratori con contratti di lavoro dei soci di cooperative.

Sono invece esclusi dall’obbligo di ricevere il pagamento della retribuzione con strumenti tracciabili (e quindi possono ricevere lo stipendio in contanti):

  • i lavoratori che svolgano tirocini formativi,
  • coloro i quali ricevano compensi da borse di studio o da prestazioni occasionali di lavoro autonomo,
  • i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni,
  • gli addetti ai servizi familiari e domestici.

La legge n. 205 del 2017 ha anche stabilito (ovviamente per quello che riguarda il periodo successivo al 1° luglio 2018) che la firma della busta paga apposta dal lavoratore non è prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

Prima del 1° luglio 2018, invece, non c’era nessun obbligo di pagare la retribuzione dei lavoratori dipendenti con strumenti tracciabili.

Questo vuol dire che prima del 1° luglio 2018 le retribuzioni dei lavoratori potevano essere pagate anche in contanti nel rispetto, però, dei limiti generali vigenti per il pagamento in contanti.

In particolare, per quello che riguarda il suo quesito, nel 2013 e nel 2014, in base all’articolo 12 del decreto legge 201 del 2011, esisteva un limite generale di 1.000,00 euro per il pagamento in contanti tra soggetti diversi (il limite di 1.000,00 euro è stato in vigore dal 6 dicembre 2011 al 31 dicembre 2015).

Pertanto anche gli stipendi di importo superiore a 1.000,00 euro (mille euro) dovevano essere pagati, nel 2013 e nel 2014, con strumenti tracciabili; se, invece, nel 2013 e 2014 lo stipendio non era di importo superiore a euro 1.000,00 (mille euro) esso poteva essere pagato in contanti.

Come si dimostra allora il pagamento di uno stipendio di importo inferiore a 1.000,00 euro avvenuto nel 2013 e/o nel 2014?

La dimostrazione che un lavoratore abbia incassato stipendi di valore inferiore a 1.000,00 euro nel corso del 2013 oppure del 2014 può essere data allora esibendo la busta paga con la firma apposta dal lavoratore per quietanza (infatti è solo dal 1° luglio 2018 che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce più prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione; per periodi precedenti al 1° luglio del 2018 la firma di quietanza può essere invece prova che il lavoratore abbia incassato la somma a titolo di retribuzione dal proprio datore di lavoro).

Articolo tratto da consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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