Diritto e Fisco | Articoli

Pausa bagno in ufficio: cosa dice la legge

29 Ottobre 2019
Pausa bagno in ufficio: cosa dice la legge

Esigenze fisiologiche al lavoro: ci si può assentare dal posto? Che succede se non ci si può trattenere, ma non c’è chi ci sostituisca? 

Ci sono persone che hanno una diuresi più frequente rispetto ad altre. Le cause possono essere svariate: si è bevuto troppo, si è bevuto poco (quando si beve di meno, difatti, l’urina è più concentrata e “irritante” per la vescica, innescando quindi lo stimolo), si soffre di ernia del disco o di calcoli ai reni, si hanno problemi alla vescica o alla prostata, si è preso freddo o si ha il diabete. C’è poi chi ha il bisogno impellente di defecare perché magari ha mangiato pesante o perché soffre di colon irritabile. Come si conciliano le esigenze fisiologiche con il lavoro? Con riferimento alla pausa bagno in ufficio, cosa dice la legge? 

Anche questo – come tanti altri bisogni dell’essere umano – è stato oggetto di analisi da parte dei giudici. Da ultimo, il tribunale di Lanciano [1] ha sancito come la pausa bagno sia un diritto previsto dalla legge. Ma procediamo con ordine e vediamo quante interruzioni dal lavoro può sfruttare il dipendente e cosa succede se, nel momento della necessità, non c’è nessuno che lo può sostituire.

Quante volte al giorno per andare al bagno?

La legge sull’orario di lavoro [2] prevede il diritto a 10 minuti di pausa ogni sei ore consecutive di turno. Pausa che – come specificato dal ministero [3] – può essere usata per qualsiasi scopo: dai pasti alla sigaretta, dal caffè al bagno, dalla lettura del giornale alla semplice passeggiata nei corridoi coi colleghi.

Per chi lavora ai videoterminali per almeno 20 ore medie settimanali è prevista una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di turno. Anche in questo caso, la pausa può essere impiegata per andare al bagno.

Naturalmente, tale tempo dedicato al relax, per quanto minimo, resta retribuito.  

Maggiori informazioni su questi aspetti leggi Pausa bagno sul lavoro.

Bisogno di andare al bagno spesso durante il lavoro

Sfortunatamente, non è il lavoratore a stabilire quando utilizzare la pausa giornaliera, ma il suo capo in base alle esigenze produttive e organizzative. Il che significa che la pausa potrebbe essere collocata dal datore in qualsiasi periodo della giornata e non necessariamente a metà del turno.

Peraltro, dieci minuti di pausa bagno possono sembrare un’inezia per chi ha frequenti esigenze fisiologiche; ma anche chi ha già sfruttato tutto il tempo a sua disposizione non può essere costretto a “trattenersela”. Difatti, in caso di urgenza, egli ha sempre il diritto di andare al bagno, anche se il datore non ha predisposto dei sostituti o questi sono momentaneamente indisponibili. 

Del resto, la legge impone all’azienda di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori [4], anche quindi con riferimento ai bisogni impellenti. Non importa il numero delle volte che si è andati al bagno se ciascuna di queste è dettata da una effettiva necessità. 

Il tribunale di Lanciano [1] ha condannato un datore di lavoro che ha costretto il proprio dipendente a farsela addosso perché non c’era possibilità di sostituirlo in caso di assenza dalla catena di montaggio. L’uomo aveva più volte chiesto di potersi recare al bagno ma, per l’assenza del personale “di ripiego”, gli era stato detto puntualmente di no. Secondo i giudici, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure idonee a salvaguardare la personalità morale dei lavoratori. Deve, quindi, adottare un sistema organizzativo che consenta al dipendente – anche nel caso in cui tutti gli addetti alle sostituzioni di altri lavoratori siano assenti – di allontanarsi dalla propria postazione per il bisogno primario, non controllabile, non preventivabile, di utilizzo dei servizi igienici. 

Tutelare il diritto di andare al bagno durante il lavoro non significa solo proteggere la salute fisica del lavoratore – che ne subirebbe pregiudizio nel caso in cui il bisogno dovesse essere trattenuto – ma anche quella psichica, la sua stessa dignità a non dover soffrire o a vedere i pantaloni bagnati dall’urina. 

Il fatto che non sia possibile negare al dipendente il diritto di andare al bagno sfruttando più di 10 minuti ogni sei ore di lavoro non significhi però che tale tempo sia retribuito. Come detto in apertura, infatti, le pause fino a 10 minuti rientrano nella busta paga, mentre quelle superiori non sono retribuite. L’azienda, quindi, potrebbe decidere di decurtare il tempo impiegato per stare alla toilette dal conteggio delle ore di lavoro e quindi dal salario.

Si deve chiedere l’autorizzazione per andare al bagno? 

Se c’è l’accordo coi sindacati, il datore di lavoro può imporre al dipendente di timbrare il cartellino prima di andare al bagno. In questo modo, può controllare il tempo dedicato alla pausa e verificare se rientra o meno nei 10 minuti concessi dalla legge ai fini del calcolo della retribuzione [5]. È, tuttavia, vietato – ammonisce il Garante della Privacy [6] – imporre al dipendente di chiedere l’autorizzazione prima di andare in bagno: si tratta di un onere lesivo della sua riservatezza che non può essere richiesto in alcun modo. 


note

[1] Trib. Lanciano sent. n. 111/19 del 23.09.2019.

[2] Art. 8 Dlgs. 66/2003.

[3] Ministero del Lavoro, Circ. 8/2005.

[4] Art. 2087 cod. civ. Dlgs. 81/2008.

[5] Cass. sent. 15892/2007.

[6] Garante Privacy, provvedimento 24/02/2010.

Autore immagine toilette https://it.depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube