Diritto e Fisco | Articoli

Palpami e ti denuncio: quando la toccata diventa violenza sessuale

13 dicembre 2011


Palpami e ti denuncio: quando la toccata diventa violenza sessuale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 dicembre 2011



Violenza sessuale per toccatine su natiche, cosce e altre parti del corpo femminile: a costituire reato non sono i soli toccamenti nelle zone genitali, ma anche quelli nelle zone “erogene”, cioè che stimolano l’istinto sessuale; necessaria la libidine.

Toccare o abbracciare ripetutamente con libidine una persona “non consenziente” costituisce violenza sessuale [1]. Lo sanciscono numerose sentenze pronunziate nell’arco di un decennio [2].

Emblematici, il caso di un quarantenne veneziano che ha palpeggiato il seno rifatto di una ragazza, il magistrato che toccava i glutei di alcune impiegate della Corte di Cassazione, l’anziano piacentino che abbracciava compiacentemente una sua impiegata.

In tutti questi casi, i giudici della Suprema Corte hanno ritenuto gli autori del “fattaccio” rei di violenza sessuale.

A costituire reato non sono i soli toccamenti nelle zone genitali, ma anche quelli nelle zone “erogene”, cioè che stimolano l’istinto sessuale (collo, capelli etc.).

Faranno discutere alcuni precedenti. Come la sentenza estremamente rigorosa che ha ritenuto violenza sessuale il toccamento fugace ma subdolo, della coscia di una donna, costato un anno e mezzo di reclusione a un dentista.

Quasi in modo contraddittorio, sempre la Cassazione [3] ha poi punito con una pena più blanda il toccamento dei glutei, che non costituirebbe violenza sessuale, ma semplice molestia (punita con ammenda).

In un’altra occasione la Cassazione ha stabilito che la pacca sul sedere non è gesto di concupiscenza sessuale se isolata o fugace.

Un’altra volta ancora, sempre la Cassazione ha chiarito che è vietata anche la “toccatina fatta ad una ragazza per spavalderia come azione dimostrativa in presenza degli amici”. Quindi, anche la palpata fatta “come gesto scherzoso” costituisce violenza sessuale.

È chiaro che in questi casi a variare, oltre al giudice che decide, è come si è materialmente atteggiato il comportamento e la gravità che, nel contesto, esso abbia assunto. 

Quanto agli abbracci, se realizzati con l’intento di sedurre una persona non “accondiscendente”, sono violenza sessuale, eccezion fatta (secondo un precedente della Cassazione) per quelli tra ex coniugi.

note

[1] Art. 609bis (codice penale)

[2] Tra le più significative; Sent. Corte. Cass. n.7369/2006, sent. Corte. Cass. n.15268/2007

[3] Cass. 25.01.2006 n. 7369.

[4] Cass. sent. 15268 del 2007.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI