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Non si può ancora rateizzare in 120 rate il debito con Equitalia

4 luglio 2013


Non si può ancora rateizzare in 120 rate il debito con Equitalia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 luglio 2013



I chiarimenti di Equitalia sulla possibilità di chiedere la rateazione del debito a 120 rate: c’è ancora bisogno del Decreto Ministeriale.

 

Equitalia ha fatto sapere ieri che la novità, introdotta con il “decreto del Fare” [1], che consente di portare la rateizzazione del debito sino a 120 rate non è ancora in vigore e non può pertanto essere chiesta dai contribuenti: perché la riforma diventi operativa è necessario che intervenga un provvedimento del Ministero delle Finanze, che dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla data di conversione del predetto decreto legge.

Come ormai noto, la recente riforma del Governo Letta ha stabilito che, quando il debitore si trovi “per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica”, può chiedere ad Equitalia una rateazione del proprio debito fino a 120 mensilità: ciò vale sia sia per la rateazione ordinaria, che per quella in proroga.

Tuttavia, poiché le modalità di attuazione e monitoraggio degli effetti derivanti dall’applicazione del meccanismo di rateazione sono state demandate ad apposito decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, che ancora non è stato emanato, per il momento le istanze di rateazione continueranno ad essere evase secondo le istruzioni precedenti ossia per un massimo di 72 rate.

Non disperate. Equitalia ha infatti comunicato che, una volta che sarà stato emanato il decreto attuativo, anche chi ha già in corso una rateazione con le vecchie regole (72 rate) potrà fare richiesta di rimodulazione del piano di pagamento con le nuove regole (120 rate). Dopo la domanda del contribuente, Equitalia avvierà un’istruttoria volta ad accertare la “comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica” in cui versi l’istante, per rimodulare il piano di rateazione già concesso da 72 a 120 rate.

La riforma estende, inoltre – ma questa volta con decorrenza immediata – da due a otto il numero di rate non pagate, anche non consecutive, che determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

In pratica, solo se non si adempie a otto rate (non necessariamente consecutive) decade la rateizzazione.

note

[1] Art. 52, comma 1, DL 69/2013.

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